Museum of Modern Art (MoMA), New York

Attività espositiva

Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden

Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden

Svolgere attività espositiva è un elemento insito proprio nel materiale genetico stesso del Museum of Modern Art. Sin dalle prime battute, nell'ormai lontanissimo 1929, gli spazi provvisori hanno ospitato mostre, assolutamente pionieristiche per l'epoca.
Oggi, il Museum of Modern Art è un grande colosso. Anzi, il colosso per eccellenza.
Nei suoi spazi vengono organizzate innumerevoli mostre, anche in contemporanea. Le mostre presentano un taglio internazionale, e riguardano l'intero arco della storia dell'arte dal primo '900 ad oggi.
Ogni sezione, o dipartimento, è coinvolto nella stesura dei programmi. Alcune mostre possono riguardare una sezione in particolare, e la loro organizzazione è demandata ai curatori della sezione stessa. Altre invece presentano carattere interdisciplinare, e coinvolgono più curatori.
Prima della recente chiusura per i lavori di ampliamento, le mostre venivano allestite sia in ambienti appositi che in quelli abitualmente occupati dalla collezione permanente, con problemi a non finire. Di qui l'urgenza di procedere ad una generale ristrutturazione.
Il progetto di Yoshio Taniguchi va proprio in questa direzione. Prevede infatti la realizzazione di un edificio destinato interamente a mostre temporanee.

La prima mostra fu "Cézanne, Gauguin, Seurat, van Gogh", con la quale venne inaugurato il museo stesso nel 1929. Fu un grande successo.
La seconda esposizione, "Paintings by Nineteen Living Americans", dedicata ai pittori americani dello stesso periodo, non riscosse lo stesso interesse. Ma il museo continuò per la sua strada, alternando mostre di artisti europei (Daumier, Corot, Toulouse-Lautrec, Redon) e americani (Homer, Ryder, Eakins, ecc.).
Nel 1932 si tenne la prima mostra di architettura: "Modern Architecture: International Exhibition". Nel 1933 ha luogo la prima esposizione di sole grafiche: "Toulouse-Lautrec Prints and Posters". Epocali le due mostre organizzate nel 1936: "Cubismo e Arte Astratta", "Arte Fantastica, Dada e Surrealismo".
Negli stessi anni il MoMA inizia a collaborare col WPA Federal Art Project per sostenere i giovani artisti americani disoccupati. Da questa collaborazione scaturì "New Horizons in American Art". Nel 1937 ebbe luogo "Photography: 1839-1937", pietra miliare nella storia della fotografia. Nello stesso anno si tenne anche "Usefull Household Objects under Five Dollars", la prima esposizione di oggetti di industrial design.
Nel 1939, in occasione dell'inaugurazione della nuova sede, venne allestita "Art of Our Time", un avvenimento che coinvolgeva tutti i dipartimenti. Ancora nel 1939 si tennero "Picasso: Forthy Years of His Art", che portò Guernica in America, e la grande mostra sul Bauhaus.

Gli anni della guerra vedono il MoMA impegnato in attività propagandistica e nella realizzazione di eventi per le forze armate. Tra le mostre che riscossero maggior successo si possono ricordare "Indian Art of the United States" (1941), "Road to Victory" (1942), basata sulle foto di Edward Steichen, e "Modern Drawings" (1944)
I primi anni '50 vanno ricordati per la grande retrospettiva dedicata a Matisse (1951), le mostre su "Les fauves" e "De Stijl" (1952), e per "Sculpture of the Twenthieth Century". Nel 1952 la manifestazione "Fifteen Americans" conferisce importanza storica all'Espressionismo Astratto americano. Per far conoscere in tutto il mondo l'arte americana contemporanea, il MoMA istituisce l'International Program.

Una vena instancabile caratterizza tutto il ventennio seguente. Vengono passati in rassegna Gris, Miró, Rothko, Matisse, Dubuffet, Gorky, Nolde, Rodin, Rosso, Beckmann, Giacometti, Motherwell, Magritte, Turner, de Kooning, Oldenburg, Picasso, Dada, il Surrealismo, la Scuola di Parigi. Ma si tengono anche mostre fotografiche ("The Family of Man") e di architettura.
Nel 1958-1959, viene portata in Europa la mostra "The New American Painting", che riscuote un enorme successo. Sulla scia di questa manifestazione, viene organizzata al museo la mostra "The New American Painting and Sculpture: The First Generation".
Il 1963 va ricordato per la mostra fotografica "The Photographer and the American Landscape", seguita nel 1964 da "The Photographer's Eye".
Nel 1968 viene inaugurata la mostra "Dada, Surrealism, and Their Heritage". Nello stesso anno fa la sua prima comparsa il video nell'esposizione "The Machine as Seen at The End of The Mechanical Age".
L'accordo con la Francia del 1975 porta alla realizzazione congiunta di due mostre eccezionali: "Cézanne: The Late Work" e "Pablo Picasso: A Retrospective" (1980).
Negli anni  '80 si tengono importanti mostre di disegni come "New Works on Paper 1", "A Century of Modern Drawings" e "The Modern Drawings: 100 Works on Paper from The Museum of Modern Art".
Gli anni  '90 vedono ancora protagonista l'arte internazionale e la collezione del MoMA. Vengono passati in rassegna Max Klinger, Otto Dix, Ad Reinhardt, Richard Serra, Henri Matisse, Mies van der Rohe, Picasso, Philip-Lorca di Corcia, Joan Miró, Feininger, Kandinsky, Klee, Louise Bourgeois, Cy Twombly, Max Beckmann, Bruce Nauman, Alfred Stieglitz, Piet Mondrian, Brancusi, Sol LeWitt, Jasper Johns, Ellsworth Kelly, Sigmar Polke, ecc.

Il MoMA ha oltrepassato la soglia del nuovo millennio con "Making Choices" (2000), "Open Ends" (2000-2001), seguite da "Mies in Berlin", "Andreas Gursky", "Alberto Giacometti" (2001).

Oltre a realizzare mostre tradizionali, il MoMA si interessa anche di progetti che hanno a che fare col Web. Sono di questo genere l'esperimento di Tony Oursler ed Eric Rosevear, e quello di Peter Halley.
Attualmente l'attività prosegue negli spazi del MoMA Queens.