Philadelphia Museum of Art (PMA), Philadelphia

Collezioni

Paul Cézanne, "Les grandes baigneuses (Le grandi bagnanti)", ca 1899-06, Philadelphia Museum of Art, Philadelphia (Filadelfia)

Paul Cézanne
Le grandi bagnanti
ca 1899-06
Philadelphia Museum of Art
Philadelphia

Il Philadelphia Museum of Art (PMA) di Philadelphia possiede oltre 300.000 oggetti organizzati in diverse sezioni.
Al secondo piano si trovano le sezioni di arte antica europea e di arte asiatica.
Al primo piano invece un'ala è occupata dall'arte americana e l'altra dalle collezioni di impressionismo francese, arte moderna e arte contemporanea.

Alcune sale presentano opere di artisti che hanno preceduto l'avvento dell'impressionismo: Eugène Delacroix (Morte di Sardanapalo del 1844), J.B.C. Corot, Gustave Courbet, Henri Fantin-Latour, John McNeil Whistler.
Le sale dedicate all'impressionismo vero e proprio abbondano di opere di Edouard Manet, Camille Pissarro, Claude Monet (La Manne-Porte, Étretat del 1885), Alfred Sisley, ma soprattutto di Pierre-Auguste Renoir (la grande tela con le Bagnanti del 1887), Edgar Degas (svariate tele, pastelli e sculture sul tema delle danzatrici). Opere centrali sono Madame Roulin con il bambino, e una versione dei celebri Girasoli di Vincent van Gogh, Mont Sainte-Victoire del 1902-04. Su tutte, poi, la versione maggiore dei Grandi bagnanti (1906) di Paul Cézanne. Completano il quadro opere di Paul Gauguin, Henri de Toulouse-Lautrec (La dance au Moulin Rouge), Pierre Bonnard, Henri Rousseau e qualche scultura di Auguste Rodin, documentato alla grande nel vicino Rodin Museum.

Amedeo Modigliani, "La femme polonnaise (La polacca)", 1918, Philadelphia Museum of Art, Philadelphia (Filadelfia)

Amedeo Modigliani
La polacca
1918
Philadelphia Museum of Art
Philadelphia

Il '900 è si apre alcune sale dedicate al cubismo, con alcuni capolavori di Pablo Picasso (Autoritratto del 1906 e una delle due versioni dei Trois Musiciens del 1921), Georges Braque, Juan Gris, Fernand Léger (La Cité del 1919), Robert Delaunay, Raymond Duchamp-Villon, ecc. Seguono opere di James Ensor, Henri Matisse, Marc Chagall, Amedeo Modigliani, Constantin Brancusi, Paul Klee (Magische Fische del 1925), Wassily Kandinsky, e una delle grandi tele metafisiche di Giorgio de Chirico (La ricompensa dell'indovino del 1913). Polposo anche il surrealismo, con le tele di Salvador Dalí, Rene Magritte, Yves Tanguy, Joan Miró (Cane che abbaia alla luna del 1926).
In gran parte grazie alla donazione dei coniugi Arensberg, che intrattennero lunghi rapporti con lui, si deve l'enorme insieme di opere di Marcel Duchamp, che abbracciano tutte le fasi cruciali della carriera artistica, dagli esordi naturalistici, alle prime opere influenzate dal cubismo, alle grandi icone del dadaismo più puro. Si possono citare Giocatori di scacchi del 1910, lo scandaloso Nu descendant un escalier No.2 del 1912, il globo con l'aria di Parigi di Air de Paris. Momento centrale è naturalmente La Mariée mise á nu par ses célibataires, Même, la grande composizione su vetro comunemente conosciuta come Il grande vetro, cui Duchamp lavorò dal 1915 al 1923. Chiude l'ambientazione Etant donnés, 1 la chute d'eau, 2 le gaz, d'eclairage, in cui il visitatore è costretto a comportarsi da vojeur, e deve spiare attraverso due buchi all'interno di uno spazio in cui è dipinto un nudo femminile disteso in un paesaggio.

Le sale del dopoguerra sono dedicate prevalentemente all'espressionismo astratto americano e alla Pop Art, dove spiccano tele di Willem de Kooning, Mark Rothko, Franz Kline, Robert Motherwell e Morris Louis, un nucleo di opere di Jasper Johns, e opere di Roy Lichtenstein, Andy Warhol.
La sezione di arte americana risulta incentrata soprattutto sul folto nucleo di tele di Thomas Eakins, originario di Philadelphia, affiancato da autori come Winslow Homer, John Marin, John Singer Sargent, Mary Cassat.
Alcune sale al piano terra sono occupate dalla galleria di disegni, stampe e fotografie.