Barnes Foundation, Philadelphia

Storia

Dottor Albert C. Barnes durante l'allestimento di una sala della Barnes Foundation, Merion Station, Philadelphia (PA)

Dottor Albert C. Barnes
durante l'allestimento di una sala della Barnes Foundation di Merion Station

La Barnes Foundation di Merion Station, Philadelphia (PA), per molti decenni è stata una realtà sconosciuta al grande pubblico, e persino a gran parte degli studiosi.
Immersa nella quiete del suo piccolo parco, fuori Philadelphia, era difficilmente raggiungibile. Ad essere ammessi erano non più di 200 visitatori giornalieri. Questo perché, secondo il fondatore, solo nella tranquillità e nella assoluta concentrazione è possibile cogliere l'essenza di un'opera d'arte. Già da questa convinzione traspare la natura pedagogica dell'iniziativa di Albert Barnes.
In tanti si sono sottoporsti ad estenuanti tentativi, nella speranza di rientrare tra i 200 eletti. Ma chi ci è riuscito, è stato abbondantemente ripagato.
Girare liberamente per le sale della fondazione e soffermarsi sulle varie opere che si affastellano alle pareti, senza essere spinti, è un'esperienza indescrivibile.
Ma come ha avuto luogo una tale concentrazione di tesori?

Il creatore della Barnes Foundation fu Albert C. Barnes.
La fortuna di Barnes è legata allo sviluppo dell'Argyrol, un farmaco antisettico che dai primi anni del '900 in poi incontrò grande successo.
Dal 1910 Albert Barnes cominciò a dedicare tempo ed energie crescenti alla sua passione per l'arte. I primi acquisti. I primi viaggi in Europa. L'incontro con i grandi capolavori dell'arte. Lo accompagnavano testi di studiosi famosi, che però non mancavano di irritarlo per la loro impenetrabilità e noiosità. A Parigi, nel 1912, fu tra i frequentatori del 27 rue de Fleurus, casa di Gertrude e Leo Stein, e in seguito di quello di Michael Stein. Attraverso di loro entrò in contatto con il lavoro di artisti come Matisse e Picasso. Negli anni '20 uno dei suoi principali punti di riferimento fu il mercante Paul Guillaume, che gli fece conoscere il lavoro di Modigliani, Soutine e de Chirico.
Ma l'atto del "comprare" per Barnes non era il momento finale, ultimo, del suo legame passionale con l'arte. Nel profondo egli si sentiva un vero conoscitore, uno studioso capace di cogliere l'essenza del lavoro di un artista, e quindi di trasmetterlo a coloro che non avevano conoscenze. Era solito sostenere che tutti i suoi sforzi si rivolgevano ai settori meno fortunati della società. Spesso organizzava lezioni e conferenze direttamente nel suo stabilimento.

Nel 1922 Albert Barnes mise mano al progetto di trasformare la sua collezione in una grande istituzione culturale.
Gettate le basi per la costruzione dell'edificio, nel Dicembre 1922 veniva sottoscritto lo statuto che sanciva la nascita della Barnes Foundation. La visita della collezione era regolata da norme molto precise, che di fatto lasciavano a Barnes stesso il potere decisionale. Attorno a questo aspetto sono fioriti aneddoti a non finire, che raccontano i difficili rapporti tra Albert Barnes e gli studiosi e i membri dell'alta borghesia.
Uno dopo l'altro fallirono tutti i tentativi di stabilire collaborazioni durevoli con altre istituzioni culturali. Finché nel 1950, un anno prima della morte accidentale di Albert Barnes, venne stipulato l'accordo che attribuiva alla Lincoln University il potere di scegliere il consiglio direttivo della fondazione.
Negli anni successivi la Barnes Foundation ha continuato a funzionare rispettando rigorosamente le disposizioni del fondatore: non più di 200 visitatori al giorno, niente riproduzioni a colori delle opere, niente prestiti per mostre temporanee. Ma anche le norme più ferree ammettono deroghe, o, a seconda dei punti di vista, violazioni...
Nel periodo 1993-95 una selezione di 83 opere hanno lasciato la sede di Merion Station, per consentirne la ristrutturazione e per fare cassetta. Viaggiando da Washington, attraverso Parigi, Tokyo, Fort Worth, Toronto, Monaco, la mostra della collezione Barnes è stata il più grande evento mondiale di quegli anni. Ha fatto scoprire a milioni di ignari uno dei più grandi, e segreti, templi dell'arte a cavallo tra '800 e '900.
Per capire la personalità di Albert Barnes in ogni suo aspetto, ancora oggi al banco vendita della Barnes Foundation si possono acquistare i testi e le guide che lo stesso Barnes scriveva, per trasmettere la sua visione dell'arte.