Collezione Peggy Guggenheim, Venezia

Collezioni
Pittura metafisica, Dadaismo, Surrealismo nella collezione di Peggy Guggenheim

La collezioni di Peggy Guggenheim rappresenta il versante onirico dell'arte moderna in tutti i suoi aspetti.
Spiccano, innanzitutto, le sculture di Constantin Brancusi (Maiastra del 1912 e Uccello nello spazio del 1932-40), e le tele di Marc Chagall (La pioggia del 1911) e Giorgio de Chirico: La torre rossa (1913) Il sogno del poeta (1914) e Il pomeriggio soave (1916), capolavori metafisici così rari da trovare in Italia.

Con Marcel Duchamp Peggy Guggenheim strinse un'amicizio importante. Duchamp la assistette nei suoi primi contatti con altri artisti e disegnò persino alcuni allestimenti espositivi per la sua galleria negli anni '40. Uno dei principali risultati fu lo stretto rapporto della Guggenheim con i grandi interpreti del dadaismo e del surrealismo. Con le punte massime di Max Ernst, Rene Magritte e Joan Miró, è presente un profilo completo ed esemplare della situazione. Innanzitutto, Man Ray, Kurt Schwitters e Francis Picabia, con Pittura rarissima sulla terra (1915). Quindi, Max Ernst con varie opere: tra cui Il bacio (1927), La foresta (1927-28), Coppia zoomorfica (1933), La vestizione della sposa (1940), L'antipapa (1942). Jean Arp (Hans Arp), con svariate sculture e rilievi. Joan Miró, con Pittura (1925), Interno olandese II (1928), Donna seduta II, 1939). Yves Tanguy, con Palazzo promontorio( 1931). Rene Magritte, con il notissimo L'impero della luce (1953-1954). Salvador Dalí, con La nascita dei desideri liquidi (1932). E inoltre Paul Delvaux, Victor Brauner, André Masson e Matta. Notevoli anche le sculture di Alberto Giacometti (Donna che cammina del 1932 e Donna sgozzata del 1932), Henry Moore (Three standing figures del 1953) e Alexander Calder (alcuni Mobile, nonché la testiera realizzata appositamente per il letto di Peggy).

Le principali sezioni sulla collezione di Peggy Guggenheim