Galleria internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro, Venezia

Storia

Arturo Martini, "Il centometrista", 1935, Galleria internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro, Venezia

Arturo Martini
Il centometrista
1935

La Galleria internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro di Venezia nasce nel 1897 in concomitanza con la seconda edizione della Biennale di Venezia.
Il primo nucleo di opere si deve a un lascito del principe Alberto Giovanelli. Era costituito da opere di artisti italiani, russi e danesi. Negli anni immediatamente successivi gli acquisti vengono effettuati principalmente in concomitanza delle edizioni della Biennale.

Nel 1902 la raccolta viene trasferita nella sua sede attuale, Ca' Pesaro.
Il palazzo era dono della duchessa Felicita Bevilacqua La Masa, che in precedenza lo aveva impiegato per allestire mostre temporanee di giovani artisti veneziani con la collaborazione del critico Nino Barbantini.
All'epoca si appoggiava a Ca' Pesaro anche una fondazione, sempre opera della duchessa Bevilaqua La Masa, rivolta ai giovani artisti e tesa a valorizzarne il lavoro. Tra le personalità che nel 1910 ruotano attorno a Ca' Pesaro si possono ricordare Umberto Boccioni, Gino Rossi, Teodoro Wolf Ferrari e Tullio Garbari. Negli anni successivi entreranno a far parte del gruppo anche Arturo Martini e Felice Casorati.
Gli acquisti della Galleria d'Arte Moderna nel corso degli anni '10 e '20 sono profondamente influenzati dalla Biennale. Ciò è una grande fortuna. Senza trascurare gli artisti locali, emerge con chiarezza l'interesse nei confronti delle correnti artistiche europee: lo stesso interesse che impronta le mostre della Biennale. Al 1914 risale comunque l'acquisto di un importante nucleo di opere di Medardo Rosso.
Nel 1938 l'esterofobia governativa omaggia il museo veneziano di altre opere straniere. Sono quelle che il governo fascista aveva espulso dalla Galleria Nazionale di Roma...

Dagli anni '60 in poi Ca' Pesaro comincia a deviare dall'impostazione degli inizi.
L'interesse si indirizza prevalentemente verso l'arte italiana. È di questo periodo la donazione De Lisi, che apporta al museo opere di Morandi, Carrà e de Chirico, ma anche di Kandinsky, Mirò e Matta, coprendo parzialmente le lacune causate dalle scelte comunali.
Perso quel legame profondo con la Biennale che aveva caratterizzato i suoi primi passi, la Galleria d'Arte Moderna entra in crisi. Una situazione aggravata da una politica sbagliata delle acquisizioni e da difficoltà economiche.
L'ultima preziosa donazione risale al 1990 e riguarda le sculture di Adolfo Wildt.

Alla fine degli anni '90 la galleria è stata chiusa per urgenti e radicali lavori di ristrutturazione dello storico palazzo. Ha riaperto i battenti alla fine del 2002 con spazi ampliati e rinnovati e un nuovo percorso espositivo.
Tra i progetti per il futuro figura una nuova apertura del museo all'arte contemporanea. In questa prospettiva Giandomenico Romanelli, direttore di Ca' Pesaro, auspica rapporti di collaborazione sia con la Biennale, che con istituzioni internazionali e con gli artisti.