Museo d'Arte Contemporanea, Castello di Rivoli, Rivoli (TO)

Edificio

L'ingresso al Museo d'Arte Contemporanea, Castello di Rivoli

L'ingresso al Museo d'Arte Contemporanea, Castello di Rivoli

Il Museo d'Arte Contemporanea, Castello di Rivoli trae il nome dall'edificio che lo ospita.
Il Castello, situato all'imbocco della Val di Susa, sorge sui resti di un'antica proprietà dei Savoia. Utilizzata nel Medioevo a fini difensivi e militari, dopo il 1559 divenne residenza reale.
All'inizio del '600, Carlo Emanuele Iº decise di trasformare il castello in un grande palazzo. Affidò il progetto ad Ascanio Vitozzi e la costruzione a Carlo di Castellamonte. Il complesso doveva contenere anche una pinacoteca, quella che oggi viene chiamata Manica Lunga. Nel 1693, durante la guerra contro i francesi, il castello fu distrutto da un incendio.

L'attuale edificio è quanto resta del palazzo barocco ideato nel 1718 da Filippo Juvarra per Vittorio Amedeo IIº. Il progetto, ripreso nel 1792-1793 dall'architetto Carlo Randoni, non fu mai completato a causa dell'occupazione napoleonica. Di esso ci restano gli schizzi e i disegni di Juvarra, e un imponente modello ligneo eseguito da Carlo Maria Uglieno, conservato all'interno del castello.
Affittato e poi venduto al Comune di Rivoli (1883), il castello fu utilizzato dall'esercito per parecchi anni. Durante l'ultima guerra dovette subire anche l'occupazione delle truppe tedesche.
Al 1961 risale il primo progetto di recupero. Ma solo nel 1979 la Regione affidò incarico all'architetto Andrea Bruno, perché provvedesse al restauro in vista della sua destinazione museale. I lavori dovevano servire a completare esteriormente l'edificio, utilizzando materiali e tecniche che non alterassero la struttura originale e che lasciassero intatta la fisionomia interna.

Andrea Bruno ha deciso di lasciare il palazzo più o meno com'era ai tempi dello Juvarra. Ha quindi conservato le strutture tronche dell'atrio, le rampe dello scalone che finiscono nel vuoto e la parete che chiude il corpo interrotto del castello. Anche le decorazioni interne, visibili al primo e, soprattutto, al secondo piano dell'edificio, sono rimaste tali e quali.
Nonostante questa volontà di preservazione, è stato privilegiato l'uso di materiali attuali e di tecniche moderne, sottolineando in maniera non traumatica la differenza tra le antiche e le nuove strutture. La scala sospesa nel vuoto, la passerella e la scatola trasparente in acciaio e cristallo, che sporge dall'alto, rappresentano il nuovo. Questo strano miscuglio di stili ha finito col dar vita a uno spazio diverso e unico, che ha anche un altro pregio: la grande luminosità delle sale.

Lo scalone centrale del Castello di Rivoli, che consente l'accesso ai piani superiori

Lo scalone centrale del Castello di Rivoli, che consente l'accesso ai piani superiori

L'edificio del Museo d'Arte Contemporanea, Castello di Rivoli è stato inaugurato nel 1984.
Ospita la collezione permanente e spazi dedicati alle mostre temporanee. La prima risulta alloggiata presso l'ingresso, sulle scale e al primo piano. Alle mostre temporanee sono destinati il secondo e il terzo piano.

Nel 1991 si è aperto il cantiere della Manica Lunga. Scopo del progetto era completare il piano di ristrutturazione del complesso museale e ottenere nuovi spazi utili.
L'intervento ha portato alla creazione di un secondo ingresso, con una nuova scala che si stacca dal piazzale. La nuova ala, disposta su tre piani e inaugurata nel marzo 1999, ha consentito la realizzazione di nuovi spazi espositivi e di locali di servizio. Qui hanno trovato posto il bookshop, la biblioteca, la caffetteria, il ristorante e alcune sale per l'attività didattica.