Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea (GAM), Torino

Collezioni

Antonio Fontanesi, "Aprile", 1872-73

Antonio Fontanesi, Aprile, 1872-73

La Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea (GAM) di Torino dispone di un vasto patrimonio, costituito da ca 15.000 opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie. A ciò va aggiunta una ricca collezione di disegni e incisioni dalla fine del '700 ai giorni nostri.
Per questioni di spazio solo una parte di questa raccolta può essere esposta al pubblico in permanenza. Attualmente, sono ca 1.200 gli oggetti d'arte in mostra e oltre 440 gli artisti rappresentati. Si tratta soprattutto di arte italiana, piemontese in particolare. Non mancano opere interessanti di artisti stranieri. Purtroppo poche per vantare una statura veramente internazionale.

Il percorso espositivo si snoda a partire dal secondo piano, dove sono esposte le opere di fine '700 e dell'800. Continua al primo piano con le raccolte del '900 fino agli anni '60. Al piano terreno si trova invece la produzione artistica internazionale degli ultimi vent'anni.
Nella distribuzione delle opere è stato rispettato il criterio della successione cronologica degli autori e delle tendenze. Si è cercato anche di evidenziare gli elementi di affinità tra le diverse correnti.
Altro criterio è stato quello di non smembrare quanto più possibile le raccolte acquisite tramite donazioni o lasciti. Esistono così aree riservate alle collezioni di Giovanni Camerana, Vittorio Avondo, Ettore De Fornaris, Roberto Longhi, Alberto Rossi. In questo discorso rientra anche il Museo Sperimentale, la raccolta che Eugenio Battisti aveva creato a partire dagli anni '60 con le opere donate dagli artisti per promuovere lo studio dell'arte contemporanea, e che la città di Genova aveva rifiutato.

Nelle sale dedicate all'800 sono esposti dipinti di importanti pittori piemontesi (Massimo d'Azeglio, Delleani, Grosso, Avondo, Reycend, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo). Ben rappresentati sono anche i lombardi (Tranquillo Cremona, Francesco Hayez e Gerolamo Induno) e i toscani (Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini).
Un posto di primo piano spetta al paesaggista Antonio Fontanesi, che nel 1869 si trasferì a Torino per insegnare all'Accademia Albertina. Tra le sue opere spicca la grande tela Aprile, dipinta nel 1872-73.
Notevoli anche le sculture di Antonio Canova, Medardo Rosso e Vincenzo Gemito.
Tra gli stranieri sono presenti Pierre Auguste Renoir (Il figlio Pierre, 1885) e Gustave Courbet (La prigione presso il lago).

Amedeo Modigliani, "Testa di donna dai capelli rossi", 1915

Amedeo Modigliani
Testa di donna dai capelli rossi
1915

Nella sezione del '900 un posto di riguardo spetta senz'altro a Felice Casorati. Di lui sono esposte numerose tele importanti (L'uomo delle Botti, 1919). Inoltre, la GAM possiede anche un formidabile corpus di suoi disegni, acquisiti dalla Fondazione De Fornaris.
Ampio spazio è dedicato agli artisti del "Gruppo dei Sei" di Torino, attivi a Torino tra il 1928 e il 1935: Gigi Chessa, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paolucci, Nicola Galante, Jessie Boswell.
Ben lungi dall'essere completo, merita attenzione il nucleo del futurismo. Accanto a opere di Umberto Boccioni (Giganti e pigmei) e Gino Severini, spiccano le 40 composizioni sul tema Compenetrazione iridescente (1912) di Giacomo Balla.
L'arte italiana del primo '900 è ben documentata da opere di quasi tutti gli autori più significativi: Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Filippo de Pisis e gli scultori Arturo Martini, Giacomo Manzù, Marino Marini e Fausto Melotti. Tra le opere che rappresentano il "secondo futurismo" emerge la straordinaria e avveniristica Intervista con la materia (1930) di Enrico Prampolini.
Alquanto ristretto l'insieme di opere che documentano le avanguardie storiche internazionali: Otto Dix, Johannes Itten, Natalia Goncharova, Max Ernst, Paul Klee, Francis Picabia, Fernand Léger, Pablo Picasso.

Passando al dopoguerra, troviamo molte opere dell'astrattismo e dell'informale: Osvaldo Licini (Uccello 2, 1936), Alberto Burri (tra cui il monumentale Bianco del 1952 e Sacco del 1954), Ettore Colla, Giuseppe Capogrossi, Emilio Vedova, Lucio Fontana, Piero Manzoni (con uno dei più grandi Achrome, 1958), Gastone Novelli, Pietro Dorazio, Alexander Calder, Hans Hartung.
L'arte dagli anni '60 ai giorni nostri è presente con opere di artisti italiani e stranieri. Ben rappresentata è la cosiddetta Pop Art Italiana, con opere di Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Mario Ceroli. Sorprendenti per lo standard italiano le opere di Arman, Joe Tilson, Jesus Raphael Soto, Louise Nevelson, Andy Warhol (Orange car crash), Cy Twombly, Pino Pascali, Piero Gilardi.
Tra le correnti distintesi a livello internazionale negli ultimi 30 anni fa la parte del leone, naturalmente, l'arte povera. La maggior parte delle opere deriva dall'acquisto della collezione Einaudi da parte, ancora una volta, della Fondazione De Fornaris: Giulio Paolini, Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto (Uomo e donna alla balconata), Gilberto Zorio, Mario Merz, Jannis Kounellis, ecc.