Museo del Novecento, Milano

Analisi dell'edificio del Museo del Novecento

Veduta di piazza Duomo e dell'Arengario, sede del Museo del Novecento di Milano

Veduta di piazza Duomo e dell'Arengario, sede del Museo del Novecento di Milano

Il Museo del Novecento ha sede in un complesso costituito da due parti comunicanti: l'Arengario e alcune sale al secondo piano di Palazzo Reale. L'insieme è elegante e di prestigio, affacciato com'è sulla piazza principale della città e all'ombra delle guglie illustri del Duomo.

L'Arengario è un edificio singolare. Un parallelepipedo, lungo, stretto e alto. Guarda sulla piazza e ai lati con due ordini di alte arcate, dietro alle quali si aprono vaste pareti a vetrata.
Già guardandola dall'esterno, una struttura simile non lascia illusioni sulla presenza all'interno degli enormi spazi bianchi che caratterizzano quasi tutti i grandi musei d'arte moderna del mondo.
I lavori di ristrutturazione sono stati condotti da Italo Rota e Fabio Fornasari. Sono costati circa 30 milioni di Euro. Un investimento non particolarmente ingente, se si considera che corrisponde all'incirca al valore commerciale del quadro più importante di Picasso nel museo.

Che giudizio dare sull'edificio? ...

La sede nel complesso sarebbe attraente e gli architetti una vera garanzia! Purtroppo, l'edificio e la sua funzione non combaciano.
L'Arengario, così stretto e alto, ha costretto gli architetti ad autentici giochi di equilibrismo, non sempre riusciti.
Sale piccole e a volte difficili da trovare. Sali e scendi continui su rampe avvitate a spirale, scale mobili, ascensori. Il percorso risulta troppo frammentato. E a farne le spese è la concentrazione e la capacità di seguire il filo cronologico della collezione.
Il bel colpo d'occhio sulla piazza antistante che si gode dalla vetrata in cima non cambia molto l'impressione. Scenografico e architettonicamente inevitabile, non c'entra nulla con la funzione di museo. Con la distrazione della piazza, si nota poco il bellissimo neon di Lucio Fontana sul soffitto. Un artificio bello soprattutto per essere visto dall'esterno.
E poi... E poi l'incredibile. In quel gran via vai di scale mobili, salette, ascensori e passerelle molti visitatori perdono l'orientamento. Qualcuno esce dal museo senza aver capito che esiste anche un'appendice all'interno di Palazzo Reale, con le opere degli anni '60 e '70. Del resto, le indicazioni non sono così chiare. C'è, infatti, un cartello con la scritta "Archivio del 900". Il significato suona misterioso e poco comprensibile per i non addetti ai lavori. Eppure, superato lo stretto corridoio oltre quell'indicazione si estende la parte meglio organizzata di tutto il museo. Quella in cui si respira la vera atmosfera del grande museo d'arte moderna e contemporanea.

Gli altri punti