Milano. Musei a Milano

Le istituzioni private, per fortuna...:
fondazioni e musei privati

Mostra alla Galleria del Credito Valtellinese di Milano

Mostra alla Galleria del Credito Valtellinese di Milano

A Milano, le aspettative deluse del visitatore scaltrito trovano compensazione nella folta schiera di iniziative private non commerciali piccole o grandi. In gran parte sono nate nel corso degli ultimi anni: centri espositivi, istituti culturali, associazioni, e soprattutto fondazioni.
È lunga la lista di quelle da citare.
Innanzitutto la Galleria del Credito Valtellinese. Tra gli altri, ha avuto il merito di portare a Milano giganti dell'arte moderna come Ernst, Brauner, Matta, e dell'arte del dopoguerra come Warhol, Baselitz, Beuys. Da ricordare anche la Fondazione Stelline, nel palazzo attiguo.
Fondamentale è la Triennale, che si occupa prevalentemente di problematiche legate all'architettura e al design. Non sono infrequenti le incursioni nel campo dell'arte contemporanea.
Anche la Fondazione Mazzotta si è ritagliata ormai un posto importante. Ha portato a Milano varie mostre d'arte moderna di buon livello, dedicate a nomi affermati del '900: Chagall, Kandinsky, l'espressionismo tedesco, Klimt, Savinio.
Decisamente orientata verso il contemporaneo è la Fondazione Prada. Importanti le personali e i progetti di grandi artisti internazionali: David Smith, Michael Heizer, Anish Kapoor, Laurie Anderson, Mariko Mori, Carsten Holler, ecc.
Ultradecennale è l'attività della Fondazione Mudima. Anche lei porta avanti un programma incentrato sull'arte contemporanea internazionale. Più netto l'interesse verso gli artisti italiani.
Un discorso a parte va fatto per la Permanente, oggi Museo della Permanente. Fino a un anno e mezzo fa era sede espositiva della fondazione che lo gestisce. Attualmente ospita al piano terra mostre temporanee dedicate ad aspetti dell'arte moderna classica, e al primo piano una selezione di 150 opere dell'arte del primo '900 del CIMAC, nell'attesa del completamento dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Reale.
Struttura di grande interesse è il Museo Minguzzi. è dedicato alla figura del grande scultore Luciano Minguzzi, ma si occupa di scultura in generale.

Padiglione del Museo d'Arte Paolo Pini (MAPP) di Milano

Padiglione del Museo d'Arte Paolo Pini (MAPP) di Milano

Per chiudere, qualcosa di inusuale: il Museo d'Arte Paolo Pini (MAPP). È un singolare museo all'aperto di grandi opere d'arte ambientale. Il vasto progetto si articola nell'ambito dell'ex-Ospedale psichiatrico Paolo Pini. A promuoverlo è un'associazione privata, ARCA. Interventi appositamente realizzati da artisti di notorietà nazionale e internazionale si trovano allineati all'esterno e negli spazi interni dei padiglioni dell'ospedale.

La realtà milanese &egarve; decisamente sorprendente. La si può spiegare solo come il risultato contradditorio di due ingredienti. Da una parte, una insufficiente politica culturale dell'amministrazione pubblica (Comune, Regione, Stato). Dall'altra, la volontà dei privati di colmare gli ampi spazi lasciati liberi. E da questo punto di vista va guardata con interesse.

Milano è una città molto paziente, forse troppo.
Il caso più clamoroso è quello della Pinacoteca di Brera. Ad essa fa capo un nucleo magnifico di opere d'arte moderna, la famosa collezione Jesi. Ma la sua collezione sarebbe ben più ampia se disponesse del tanto sospirato Palazzo Citterio.
Si tratta di un grande palazzo situato nei pressi della pinacoteca, che richiede importanti lavori di adeguamento. Lavori che, però, attendono a partire da quasi vent'anni.
Nell'attesa non rimane che consolarsi a girare tra i capolavori Jesi: Modigliani, Boccioni, Severini, Sironi, Carrà, Morandi, Martini e de Pisis di gran classe.

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