Milano. Musei a Milano

I musei che verranno, forse...

L'area della Bovisa con i due Gasometri, che si sarebbero dovuti trsformare nel "Museo del Presente"

L'area della Bovisa con i due Gasometri, che si sarebbero dovuti trsformare nel "Museo del Presente"

Nel mese di Luglio 1999 presso il Museo della Permanente è stato inaugurato un allestimento temporaneo di una selezione di ca 150 opere delle Civiche Raccolte d'Arte, prima al Civico Museo d'Arte Contemporanea (CIMAC). Vi figurano molte opere di Umberto Boccioni, opere di Amedeo Modigliani, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato, Piero Dorazio, Piero Manzoni, Fausto Melotti, ecc. L'iniziativa si è resa necessaria a causa dell'avanzamento dei lavori di restauro a Palazzo Reale, che hanno finalmente interessato anche i piani alti.
Lo sfratto del CIMAC, più che benvenuto, ha finito per riguardare anche la Villa Reale, sede della Galleria d'Arte Moderna. Qui sono state infatti trasferite i famosi capolavori della collezione Jucker, essi pure prima al CIMAC.

A cosa dovrebbero portare questi spostamenti?
Secondo le comunicazioni del Comune di Milano, avrebbe inizio un vasto programma di ristrutturazione delle istituzioni che si occupano dell'arte moderna e arte contemporanea. Il programma è legato soprattutto al risanamento di Palazzo Reale, che verrebbe completato entro il 2005. Qui verrebbe collocato il Museo del Novecento. Con questo termine si vorrebbe indicare il "museo d'arte moderna" (chissà perché non chiamarlo più semplicemente così?)
Per l'arte contemporanea sarebbe allo studio una soluzione più rivoluzionaria. Si tratterebbe di ristrutturare e riadattare alcune grandi costruzioni, che in precedenza fungevano da gasometri. Le strutture fanno parte dell'area dismessa della Bovisa, a Nord-Ovest. Al loro interno troverebbe posto il cosiddetto Museo del Presente. L'idea appare tanto suggestiva, quanto inusuale.
Questo fermento, da una parte, lascerebbe intendere un interessamento dell'amministrazione nei confronti di un settore, fino ad oggi spesso negletto. Dall'altro, riporta alla mente tanti progetti-fantasma, sventolati con improvvisa, entusiastica convinzione, per venire altrettanto rapidamente seppelliti.
Purtroppo, dal giorno dell'annuncio si sono accumulati ritardi, dovuti in parte a ragioni di carattere tecnico e in parte di natura economica. L'apertura del "Museo del Novecento" è già slittata di parecchio. Quanto al "Museo del Presente" non si vede nulla all'orizzonte.
Rimangono 2 dati di fatto positivi. In primo luogo, una struttura, Palazzo Reale, il cui restauro, comunque, sta per essere ultimato. In secondo luogo, l'impegno a trovare soluzioni che nel frattempo garantiscano al pubblico la possibilità di ammirare opere d'arte importanti.
Sarebbe bello poter includere tra i musei che verranno anche una sede definitiva per le collezioni statali d'arte moderna. Ma su questo versante, per ora, di segnali positivi non se ne vede nemmeno l'ombra. E qui di "ago e filo" ne occorrerebbero tonnellate...

Milano è una città molto paziente, forse troppo.
Il caso più clamoroso è quello della Pinacoteca di Brera. Ad essa fa capo un nucleo magnifico di opere d'arte moderna, la famosa collezione Jesi. Ma la sua collezione sarebbe ben più ampia se disponesse del tanto sospirato Palazzo Citterio.
Si tratta di un grande palazzo situato nei pressi della pinacoteca, che richiede importanti lavori di adeguamento. Lavori che, però, attendono a partire da quasi vent'anni.
Nell'attesa non rimane che consolarsi a girare tra i capolavori Jesi: Modigliani, Boccioni, Severini, Sironi, Carrà, Morandi, Martini e de Pisis di gran classe.

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