Italia: musei in Italia

Introduzione sui musei d'Italia:
prospettive concrete o semplici illusioni?
Torino, Milano, Roma

Claes Oldenburg, "Nail and thread", Piazza Cadorna, Milano

Claes Oldenburg,
"Nail and thread",
Piazza Cadorna, Milano

Qualcuno, in Italia, sembra non volersi proprio rassegnare alla dura legge dell'inefficienza pubblica in campo culturale.
A livello locale, negli ultimi anni sono stati varati alcuni progetti, volti a colmare le lacune più evidenti, o quantomeno sanare le situazioni più scandalose.
A Torino recentemente sono state stanziate somme consistenti per valorizzare tutto il patrimonio culturale cittadino. Uno dei maggiori beneficiari dovrebbe essere la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea. L'istituzione, peraltro, gode già di apporti notevoli, primo fra tutti quello delle opere acquisite dalla Fondazione De Fornaris.
Va anche detto che Torino, tra le grandi città italiane, è quella di gran lunga messa meglio. Anzi, vista dal di fuori, probabilmente si presenta in condizioni quasi idilliache.
Si è detto della Galleria d'Arte Moderna. Ma le arti visive contemporanee dispongono di altri spazi: Castello di Rivoli, alla Fondazione Palazzo Bricherasio, alla Fondazione Italiana per la Fotografia. Da poco si è anche aggiunta la stupenda sede torinese della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, una delle fondazioni private di maggior prestigio a livello internazionale.

Di gran lunga peggiore è la situazione dei musei di arte moderna e arte contemporanea di Milano.
Chiusi per restauro, aperti con orari provvisori, in balìa di carenze di personale, non si sa proprio che dire.
Gli ambiziosi progetti, che hanno preso forma negli ultimi tempi, suscitano una certa diffidenza. Si parla del completamentamento di lavori di ristrutturazione. Si parla di riaperture. Si parla della creazione di nuovi musei e spazi espositivi. Si parla anche di consistenti investimenti sul piano economico.
Punto focale per l'arte moderna sarebbe la riapertura di Palazzo Reale. Al suo interno troverebbe spazio anche il vecchio Civico Museo d'Arte Contemporanea, destinato a divenire Museo del Novecento. Chissà poi perché non "Museo d'Arte Moderna"...
L'arte contemporanea verrebbe contenuta all'interno delle enormi strutture riadattate di due ex-gasometri dell'area Bovisa. La sede si chiamerebbe Museo del Presente. Per ora è sempre e solo futuro, se non fantascienza. A queste strutture si affiancherebbero altri spazi cittadini, opportunamente ristrutturati.
Purtroppo, chi ha assistito al carosello di annunci, proclami degli ultimi trent'anni, caduti tutti nel nulla, non può fare a meno di prendere i progetti odierni con una certa cautela. L'unico elemento che lascerebbe ben sperare è la cornice nella quale si inseriscono questi progetti. Una cornice che vede in cabina di regia non un politico, ma un esperto stimato, un'autentica specialista in museologia: Alessandra Mottola Molfino.
Aldilà di piani, stanziamenti, lavori in corso, è proprio questo il fatto nuovo per la metropoli padana. Spetta quindi alla macchina politica e burocratica non sciupare questa opportunità, approfittare dell'occasione per fare piazza pulita del passato.

Quanto a Roma, la città dà l'impressione di vivere soprattutto sulle glorie del passato.
Questo, peraltro, non si può dire per l'arte moderna e dell'arte contemporanea. In questo campo, infatti, il passato ha ben poco da offrire, mentre il presente stenta. In effetti tutto sembra riposto nel futuro. Che cosa avrebbe in serbo?
Sotto il furore di restauro per il Giubileo, anche i musei romani sono stati preda della mania di ristrutturazione. Da una parte, è proseguito l'ammodernamento della Galleria Nazionale d'Arte Moderna (GNAM). Quando sarà nella sua veste definitiva, avrà modo di mostrare le sue collezioni un po' meglio e in una maniera più equilibrata (ce ne sarebbe veramente bisogno).
Procedono pure, anche se a rilento, i lavori per dare una nuova sede alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea. La nuova sede sono gli spazi della ex-birreria Peroni. A tappe successive l'edificio viene ristrutturato e nuove sezioni vengono aperte. Qui sta prendendo volto il nuovo Museo d'Arte Contemporanea di Roma (MACRO).
Accanto alle opere in "essere" ci sono quelle in "fieri".
Da tempo è in fase di realizzazione un grande centro, dedicato alla produzione artistica contemporanea, da parte dello Stato. La nuova struttura si chiama Museo delle Arti del XX Secolo (MAXXI). Dovrebbe servire a dare spazio alle diverse espressioni nel campo delle arti visive.
L'idea non è male e il progetto sta effettivamente progredendo. Purtroppo, qui c'è di mezzo lo Stato. E quando c'è di mezzo lo Stato, le cose possono finire male. Ministro che va, nuovo ministro che arriva. E con lui, tutto quello che il predecessore ha fatto o detto, finisce buttato nel cestino...

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