Kunsthalle Mannheim, Mannheim

Storia

Gustav Friedrich Hartlaub, direttore della Kunsthalle Mannheim dal 1923 al 1933

Gustav Friedrich Hartlaub,
direttore della
Kunsthalle Mannheim
dal 1923 al 1933

La Kunsthalle Mannheim venne inaugurata nel 1907.
A favorirne la nascita vi furono varie donazioni di opere da parte di privati e l'istituzione nel 1874 di un fondo speciale cittadino per l'acquisto di opere d'arte contemporanee.
L'impulso decisivo venne, però, con la decisione di celebrare il giubileo della fondazione della città con una grande mostra artistica e la realizzazione dell'edificio che l'avrebbe ospitata. Al termine della "Jubiläumausstellung" (1907), l'edificio divenne sede delle collezioni cittadine e della Kunsthalle.

Nel 1909 assunse la direzione Fritz Wichert. Sotto la sua guida la Kunsthalle Mannheim organizzò alcune grandi mostre e acquistò capolavori dell'Impressionismo francese e dell'Ottocento tedesco.
Era convinzione di Wichert che una collezione d'arte non dovesse essere appannaggio di una elite, ma di tutta la popolazione cittadina. Per questo, dal 1911 intraprese un sistematico programma di educazione all'arte e coinvolgimento della gente, definito "Akademie für Jedermann". Pionieristico per il tempo, si basava su mostre didattiche, visite guidate, corsi e cicli di conferenze.

Wichert lasciò l'incarico nel 1923. Gli succedette Gustav Friedrich Hartlaub.
L'interesse di Hartlaub si focalizzava sull'arte contemporanea. Acquistò molte opere di artisti internazionali del primo '900. Inoltre, organizzò mostre memorabili, tra cui "Neue Sachlichkeit" (1925), la mostra che tenne a battesimo la Nuova Oggettività.

Nel 1933 la Kunsthalle Mannheim fu una delle vittime principali delle purghe naziste.
Hartlaub fu licenziato in tronco. Al suo posto fu nominato un commissario che organizzò mostre volte a screditore le precedenti direzioni. In particolare, "Kulturbolschewistische Bilder" (Opere di cultura boscevica).
Nel periodo 1937 vennero sequestrati oltre 100 quadri, 8 sculture e ca 500 opere su carta. Molte di esse vennero esposte nella mostra Entartete Kunst (Arte degenerata). Al termine, un certo numero fu distrutto. Le più importanti vennero vendute all'asta organizzata presso la Galerie Fischer di Lucerna. Spicca in particolare il famoso Rabbino di Marc Chagall.
I bombardamenti, danneggiarono seriamente l'edificio, ma per fortuna non lo distrussero.

Nell'immediato dopoguerra, risanato l'edificio, la Kunsthalle Mannheim riaprì nel 1949.
Subito cominciò la paziente opere di ricostruzione della collezione, ad opera del direttore Walter Passarge. Vennero acquistate opere dei principali artisti espressionisti e della cerchia della Nuova Oggettività. Inoltre, cominciò a costituirsi il nucleo di sculture, oggi grande vanto del museo.
Nel 1959 la direzione venne assunta da Heinz Fuchs, che proseguì sulla stessa linea del predecessore. Sotto la sua guida venne avviato un programma di attività didattica-pedagogica.
Sotto la pressione dovuta all'incremento della collezione, negli anni '70 divenne urgente l'esigenza di un ampliamento del museo. I lavori partirono solo nel 1979 e si conclusero nel 1983, con l'inaugurazione della nuova ala del museo.

La politica di Manfred Fath, direttore dal 1984, si è focalizzata sul completamento della collezione di scultura. Grazie a un sostanzioso contributo da parte della H.W. & J. Hector-Stiftung, nel 1999 è stato avviato un vasto riordino delle collezioni. Sotto questo viatico ha avuto inizio la gestione del nuovo direttore Rolf Lauter.