Museum Folkwang, Essen

Collezioni

Franz Marc, "Pferd in der Landschaft (Cavallo nel paesaggio)", 1910, Museum Folkwang, Essen

Franz Marc, Pferd in der Landschaft (Cavallo nel paesaggio), 1910
Museum Folkwang, Essen

Il Museum Folkwang di Essen racchiude un piccolo nucleo di antichità greche e romane. A parte questo, và considerato un museo di arte dell'800, arte moderna e arte contemporanea.

L'800 tedesco è documentato in quasi tutti i suoi aspetti. Spiccano i paesaggi di Joseph Anton Koch e Karl Rottmann, Caspar David Friedrich (Paesaggio di montagna con arcobaleno del 1810 e Luce del mattino del 1818-20), Friedrich Schinkel, Carl Blechen ed i loro seguaci (Carus, Dahl, Richter, Gärtner), Karl Spitzweg, Adolph von Menzel, Wilhelm Leibl e la sua cerchia (Hans Thoma, Fritz von Uhde, Wilhelm Trübner), Anselm Feuerbach, Hans von Marées e Arnold Böcklin, con un noto capolavoro. Buona anche la presenza dell'impressionismo tedesco (Max Liebermann, Lovis Corinth, Max Slevogt). Mentre il periodo Jugendstil è rappresentato da Max Klinger, Ferdinand Hodler e dalla fontana di Minne.

La selezione di arte francese dell'800 del Museum Folkwang è probabilmente la più importante in Germania, dopo quelle di Monaco e Berlino. Accanto ad opere significative di Eugène Delacroix, dei "Barbizon", di J.B.C Corot, Gustave Courbet, Edouard Manet, spicca il celebre Ecce Homo di Honoré Daumier.
L'impressionismo brilla con variate opere di Camille Pissarro, Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir (Lise, del 1867), Alfred Sisley, Auguste Rodin. Ma ancora più importanti sono le opere dei protagonisti della fase post-impressionista: Paul Cézanne (Rocher a Bibémus, del 1895), Vincent van Gogh (Angolo di giardino dell'asilo e Il raccolto, entrambe del 1889), George Seurat, Paul Signac e Pierre Bonnard. Un posto speciale spetta a Paul Gauguin, rappresentato da diversi quadri tahitiani: Contes barbares, Fanciulla con ventaglio e Cavalieri sulla spiaggia, tutte del 1902.

Paul Gauguin, "Contes Barbares (Racconti barbari)", 1902, Museum Folkwang, Essen

Paul Gauguin
Contes Barbares
(Racconti barbari)

1902
Museum Folkwang, Essen

La collezione del Museum Folkwang documenta bene quasi tutte le correnti del primo '900, con l'eccezione del futurismo e dell'arte russa.
I "Fauve": Henri Matisse, Andre Derain, Roger de Vlaminck, Raoul Dufy. Il cubismo: Pablo Picasso, George Braque, Fernand Léger, Robert Delaunay, Alexander Archipenko. Gli artisti dell'École de Paris: Aristide Maillol, Marc Chagall, Amedeo Modigliani, George Rouault, Chaim Soutine, Giorgio de Chirico. L'epoca del "Bauhaus" e di "de Stil": Piet Mondrian, Lyonel Feininger, Oskar Schlemmer, Laszlo Moholy-Nagy, Josef Albers. Il surrealismo: Max Ernst, Salvador Dalì, Rene Magritte, Yves Tanguy, Paul Delvaux, Joan Mirò.
Come si conviene, un occhio di riguardo è riservato all'arte tedesca. Oltre ad opere di Edvard Munch, ottima è la presenza degli artisti della "Brücke", tra cui i famosi Im Café di Emil Nolde e Roter Turm in Halle di Ernst Ludwig Kirchner. Completo anche il "Blauer Reiter", con opere di Wassily Kandinsky, Franz Marc, August Macke, Alexej Jawlensky e Paul Klee. Lo scenario è completato da opere importanti di Oskar Kokoschka, Christian Rohlfs (con svariate opere), Max Beckmann (Perseus, uno dei suoi migliori trittici), e le sculture di Wilhelm Lehmbruck, Hans Barlach e Käthe Kollwitz. Dell'ambito della "Neue Sachlichkeit" figurano tele di Otto Dix, Christian Schad, Franz Radziwill e Alexander Kanoldt.

Della sezione del dopoguerra colpisce innanzitutto la folta schiera degli interpreti dell'astrattismo e informale europeo: Alfred Manessier, Jean Bazaine, Wols, Hans Hartung, Jean Dubuffet, Jean Fautrier, Pierre Soulages, Antoni Tàpies, Emilio Vedova, Emil Schumacher, E.W. Nay, Willi Baumeister, Gerhard Hoehme, Karl Fred Dahmen. Notevole il nucleo "Cobra": Karel Appel, Asger Jorn, Pierre Alechinsky, Corneille, ecc. Sul versante americano troviamo opere di Jackson Pollock, Mark Rothko, Frank Stella, Kenneth Noland, Morris Louis, Ad Reinhardt.
Relativamente agli anni '60, emergono Lucio Fontana, Yves Klein, Piero Manzoni, gli autori del "Nouveau Réalisme", il gruppo "Zero", la Op Art e il minimalismo. Horst Antes, Gerhard Richter, Sigmar Polke, Georg Baselitz, A.R. Penck, Anselm Kiefer, Palermo documentano come al solito la nuova pittura tedesca. Svariate anche le opere di ambito concettuale, della Arte Povera e della Body Art.
L'intensa attività espositiva degli anni '80, caratterizzata da una spiccata apertura verso le correnti internazionali emergenti, ha creato le condizioni per un costante aggiornamento della collezione. Di qui l'ingresso di opere della "Transavanguardia" italiana, del neo-espressionismo tedesco, e delle nuove correnti "neo-geo" e neo-concettuali.

La collezione di grafica vanta una ricca scelta di disegni, acquarelli e stampe di espressionisti tedeschi (Kirchner, Heckel, Nolde, Rohlfs, Marc, Macke) ed una panoramica completa della grafica internazionale del dopoguerra. Recentemente, poi, la "Meyer-Struckmann-Stiftung" ha finanziato l'acquisto per il museo di un gruppo di 44 tra acquarelli e disegni di Kirchner, uno dei più importanti in Germania.
Creata nel 1959, la collezione fotografica, tra le principali al mondo, riunisce più di 15.000 esemplari. Vi è documentata la storia della fotografia dai primi daguerrotipi ai maestri del '900: Sander, Kérstesz, Adams, Stieglitz, Weston, Cartier-Bresson, Brassai, Capa, Penn, Abbot, Avedon, Mapplethorpe, Lartigue, Erwitt, Newton, ecc. Spazio viene dedicato anche all'uso documentaristico del mezzo fotografico. Non possono mancare, naturalmente, molti esempi dell'uso del mezzo fotografico da parte di artisti: i Bragaglia, El Lissitzky, Alexander Rodchenko, Marcel Duchamp, Man Ray, Laszlo Moholy-Nagy, Rudolph Eyer, Walter Peterhans, ecc.

Annesse al Museum Folkwang è il "Deutsches Plakat Museum", le che offre una panoramica completa sulla storia del manifesto e sulla grafica legata all'affissione promozionale e pubblicitaria.