Museum Ludwig, Colonia (Köln)

Collezioni: arte del dopoguerra e arte contemporanea

Senza interruzione, al secondo piano si entra nella sezione del dopoguerra, imperniata attorno alla strepitosa raccolta di Pop Art inglese e americana donata da Ludwig.
A precederla è un'ottima collezione di pittura astratta e informale, con opere di Wols (Das blaue Phantom, del 1951), Hans Hartung, Jean Dubuffet, Jean Fautrier, Nicolas de Stäel, Jean-Paul Riopelle, Antoni Tàpies, Pierre Soulages, Emil Schumacher, K.O. Goetz, Karel Appel, Asger Jorn, Pierre Alechinsky.
Segue quindi l'espressionismo astratto americano, con opere di Jackson Pollock, Franz Kline, Mark Rothko, Clyfford Still, Ad Reinhardt, Sam Francis, Morris Louis. La Pop Art è divisa tra il secondo piano ed il sotterraneo. Svariate e importantissime sono le opere di tutti gli autori principali: Jasper Johns (Great white numbers, del 1958), Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Roy Lichtenstein (probabilmente la miglior raccolta al mondo), Tom Wesselmann, Jim Dine, Claes Oldenburg (Jazz Band, Men's jacket with shirt and tie del 1961), John Chamberlain, Richard Hamilton, David Hockney, Peter Blake e Eduardo Paolozzi. Esemplari le sale dedicate rispettivamente alla triade Lucio Fontana, Piero Manzoni e Yves Klein, al "Nouveau Réalisme" (Arman, César, Daniel Spoerri, Christo, Niki de Saint Phalle), e ai "Décollagiste" (Raymond Hains, J.N. de la Vìllegle, Dufrene e Mimmo Rotella) e alla Op Art.
In alcune sale apposite sono collocate opere di Joseph Beuys, Gerhard Richter (Ema-Akt auf einer Treppe, del 1966), Sigmar Polke, Gotthard Graubner (con diversi Farbraumkörper) e Konrad Klapheck. Quindi il gruppo "Zero" (Heinz Mack, Otto Piene, Günter Uecker, Jan Schonooven, ecc.), la pittura analitico-razionale e la pittura tedesca degli anni '70 e '80 (Georg Baselitz, A.R. Penck, Anselm Kiefer, Jörg Immendorff, Markus Lüpertz, Walther Dahn, Jiri G. Dokoupil, Martin Kippenberger, ecc.).

Altre opere sono invece alloggiate nel piano interrato. Oltre a grandissimi Jasper Johns e Roy Lichtenstein, spiccano Morris Louis, Kenneth Noland, Barnett Newman, Frank Stella, Cy Twombly, James Rosenquist, Robert Indiana, George Segal (The restaurant window, del 1967), Brice Marden, Edward Kienholz. Molto caro a Peter Ludwig fu l'iperrealismo, documentato nel museo da opere di Duane Hanson, Chuck Close, Richard Estes, Franz Gertsch, Kanovitz. Ben documentati nelle collezioni, ma raramente esposti per ragioni di spazio, sono il minimalismo (Carl Andre, Donald Judd, Richard Serra, Sol LeWitt), l'Arte Povera ed il concettuale (James Kosuth, Laurence Weiner, Robert Smithson, Richard Long, Anne+Patrick Poirer.
A rotazione vengono presentate le acquisizioni relative alle ultime correnti: Rosemarie Trockel, Georg Herold, Katharina Fritsch, Barbara Kruger, Jenny Holzer, Cindy Sherman, Jeff Koons, ecc.