Neue Nationalgalerie, Berlino (Berlin)

Storia:
1) le origini della Nationalgalerie (1861-96)

Caspar David Friedrich, "Der einsame Baum", 1822, Alte Nationalgalerie, Berlino (Berlin)

Caspar David Friedrich, Der einsame Baum, 1822

Le origini della Neue Nationalgalerie risalgono al 1848.
Era l'epoca del Parlamento di Francoforte. Un gruppo di artisti espresse l'esigenza di un'istituzione che contribuisse al processo di nascita della nazione tedesca anche sul piano culturale, documentando la produzione artistica contemporanea delle diverse regioni della Germania.
L'occasione si prospettò concretamente nel 1861. Il banchiere Joachim Heinrich Wagener lasciò allo stato prussiano la sua collezione di 262 quadri, perlopiù tedeschi dell'800. Tra essi figuravano opere straordinarie, come Der einsame Baum (1822), di Caspar David Friedrich.
Per ospitare la collezione, nel 1867 venne avviata la costruzione di un edificio apposito sulla "Museumsinsel". Il progetto fu affidato a August Strack, che in realtà riprese un progetto originale di August Stüler. I lavori terminarono nel 1876. La galleria potè aprire i battenti sotto la direzione di Max Jordan.

Sin dai primi mesi Jordan si trovò a dirimere furiose controversie riguardo agli obiettivi e alla linea da imprimere all'istituzione.
Particolarmente difficile fu il rapporto con la Landes-Kunst-Kommission. La commissione era stata voluta dal Kaiser e veniva manovrata dal pittore di corte Anton von Werner. Questi, in modo alquanto sfacciato, mirava a favorire il suo codazzo di amici artisti, a svantaggio delle preferenze ben più scientifiche di Jordan.
Nonostante gli ostacoli, l'accrescimento della collezione si svolse secondo una linea, che oggi si può giudicare in modo senz'altro positivo. Ai capolavori di Wagener si affiancarono, infatti, opere di Joseph Anton Koch, Carl Blechen, Adolph von Menzel e Max Liebermann. Questo nucleo costituisce ancora ai giorni nostri l'ossatura della collezione dell'800 tedesco.

I periodi principali della storia della Nationalgalerie