Museu de Arte de São Paulo (MASP), San Paolo (São Paulo)

Storia

Pietro Maria Bardi con una tela di Paul Cézanne

Pietro Maria Bardi
con una tela di
Paul Cézanne

Il Museo d'Arte di San Paolo nasce dal fortunato incontro di due persone straordinarie. La prima è Assis Chateaubriand de Bello, proprietario di giornali, radio e televisioni (Gruppo Diarios Associatos). La seconda è Pietro Maria Bardi, giornalista e critico d'arte.
Il loro sogno era creare in Brasile una collezione d'arte che potesse competere con quelle delle maggiori città europee e americane.

La realizzazione del progetto implicava la soluzione di diversi problemi: la creazione di una collezione permanente, l'individuazione di una sede, lo sviluppo di un programma di attività didattiche e culturali.
La prima ossatura della collezione prese forma attraverso diverse strade. Una parte delle opere fu acquistato in Italia e portato da Bardi. Un'altra parte era costituita dalla collezione di Chateaubriand. In ultimo, un certo numero di opere venne messo a disposizione da vari artisti brasiliani.
Il problema della sede fu risolto utilizzando alcuni locali dell'edificio dei Diarios Associatos, il gruppo presieduto da Chateaubriand. Gli ambienti vennero riadattati allo scopo da Lina Bo Bardi.
Il nuovo museo fu così finalmente inaugurato il 2 ottobre 1947.
Uno degli obiettivi fondamentali dei promotori era quello di avvicinare il grande pubblico all'arte. E si trattava di un pubblico ben poco avvezzo. Venne perciò varato prontamente un programma di corsi, conferenze e dibattiti di ogni genere. Le cosiddette "belle arti" erano il tema centrale. La pittura innanzitutto, seguita da disegno e incisione. Il programma comprendeva anche fotografia, design, cinema, danza, radio, musica e teatro. E questa natura multidisciplinare rimarrà una prerogativa costante del MASP.
Nel solco di queste iniziative con l'andar degli anni avrebbero preso corpo l'Istituto d'Arte Contemporanea, l'orchestra e il corpo di ballo.

Gli anni a seguire vedono la vita del MASP svolgersi su due binari: da un lato, il programma didattico, e dall'altro, l'ampliamento della collezione.
Le risorse finanziari messe a disposizione da Chateaubriand e i sovvenzionamenti ottenuti da grandi industriali paulisti permisero di avviare una sistematica campagna di acquisti. A favorire il compito intervenne il momento particolarmente favorevole, caratterizzato da prezzi bassi. Così, con l'aiuto del mercante George Wildenstein fu possibile garantire al museo inestimabili capolavori dell'arte antica e dell'impressionismo.

Per sviluppare un programma espositivo di qualità occorreva consolidare l'immagine del MASP sul piano internazionale. A questo scopo la soluzione migliore venne individuata nel far conoscere la collezione del MASP all'estero. Nel 1953 prese il via la storica tournée dei principali capolavori, che toccò alcune grandi città europee e americane: Parigi, Bruxelles, Utrecht, Londra, Düsseldorf, Berna, Milano, New York. L'avvenimento fu accolto ovunque con grande entusiasmo. Tutto il mondo imparò a conoscere lo splendore dei tesori di San Paolo.
Più tiepidi, manco a dirlo, furono proprio i brasiliani. Non erano pochi coloro che sollevavano critiche circa l'opportunità di spendere denaro per mettere in piedi un museo di arte prevalentemente straniera, in un paese con grandi problemi di sviluppo.
In pochi anni, però, le innumerevoli iniziative in favore del pubblico riuscirono a sgombrare il campo dalle critiche. Il MASP conquistò il cuore dei brasiliani diventando l'istituzione culturale in assoluto più frequentata di tutto il Brasile e il Sudamerica.

Il grande successo del MASP e l'incremento della collezione ben presto resero necessaria una sede più idonea. La soluzione venne individuata nella costruzione di un nuovo edificio.
I lavori vennero affidati ancora una volta all'architetto Bo. Tra alterne vicende, vennero portati avanti dal 1957 al 1969. Da allora il museo si trova in Avenida Paulista, a due passi dal parco del Trianon e in posizione panoramica sulla città.