Sprengel Museum Hannover, Hannover
Collezioni
Umberto Boccioni, La strada entra nella casa, 1911
Lo Sprengel Museum Hannover è tra i principali musei di arte moderna e arte contemporanea della Germania. Ma presenta alcune peculiarità. Infatti, la sua collezione costituisce un ottimo esempio di museo a carattere internazionale e multidisciplinare.
Si occupa di vari aspetti della produzione artistica europea ed americana dall'inizio del '900 fino ad oggi, senza raggiungere la onnicomprensività propria di una collezione enciclopedica. In pratica, invece di documentare per intero la storia dell'arte moderna e dell'arte contemporanea, si concentra su singoli momenti e/o autori. Da notare che questo modo di procedere per nuclei di opere, è la logica conseguenza del processo che ha portato alla sua nascita.
Altra caratteristica dello Sprengel Museum è data dal fatto di non limitarsi alla presentazione di quadri, sculture e opere su carta. Nei suoi spazi vengono proposti riallestimenti di grandi opere ambientali del passato, assieme a installazioni e ambientazioni di oggi. Fotografia e video rientrano tra i campi di interesse, in un'ottica spiccatamente multimediale e multidisciplinare. Un'ottica che impronta le più svariate attività di questa istituzione e che trae spunto dall'esempio di grandi "numi tutelari", come Kurt Schwitters.
All'esterno dello Sprengel Museum sta di guardia il grande stabile rosso Der Helebardier (1971) di Alexander Calder.
Seguendo l'itinerario che si snoda in modo cronologico, spiccano le numerose opere di Pablo Picasso (Drei Frauen del 1908), Fernand Léger e Henri Laurens, presente con sculture, rilievi e schizzi. Qualche altra opera isolata si riferisce a correnti internazionali di inizio secolo: Umberto Boccioni (La strada entra nella casa, del 1911), Marc Chagall, Marino Marini.
Un secondo punto forte del museo è l'espressionismo tedesco. Lo rappresentano opere importanti di Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff, Otto Müller, Emil Nolde (Der Schwärmer, del 1919), Christian Rohlfs, Ernst Barlach, Alexej Jawlensky, Franz Marc (Pferde und Adler, del 1912), August Macke, Heinrich Campedonk e Wilhelm Lehmbruck.
Alcuni artisti, rappresentati in maniera particolarmente consistente, occupano intere sale. È il caso di Max Beckmann, Paul Klee, Adolph Hölzel, Max Ernst, Kurt Schwitters e Robert Michel.
Di Max Beckmann il museo possiede numerose tele, che coprono l'intero arco di attività, dalla formazione al suo soggiorno in America: Ruhende Frau mit Nelken del 1940-42, Bad im August del 1937. Completano il "corpus" dell'artista ca 300 fogli, riguardanti quasi tutta la produzione grafica.
Sono quasi 70 le opere di Paul Klee, una delle maggiori raccolte al mondo. In massima parte provengono dalla collezione Sprengel. Vi figurano quadri, acquarelli (Blumenmithos del 1919), disegni e incisioni.
Alla collezione Pelikan si devono numerose tele di Adolf Hölzel, che coprono tutte i momenti di attività dell'artista. Dipinti, collages e disegni documentano Max Ernst, dalla sua adesione al dadaismo alla sua definitiva partecipazione al surrealismo.
Decisamente inarrivabile è l'interminabile schiera di tele, assemblaggi, collages, disegni di Kurt Schwitters. Rappresenta una straordinaria testimonianza del lungo periodo di attività dell'artista a Hannover, finché il nazismo e la guerra non lo costrinsero all'emigrazione in Norvegia, e poi Inghilterra. A questo soggiorno si deve la ricostruzione fedelissima, quanto opportuna, dell'incredibile Merzbau, gigantesco assemblaggio realizzato nel suo studio nel corso degli anni '20 e '30.
La ricostruzione del Merzbau non è una presenza isolata nel museo.
Gli fa eco quella del famoso Abstraktes Kabinett (gabinetto astratto), realizzato da El Lissitzky nel 1927 presso il Provinzialmuseum, su commissione del direttore di allora, Alexander Dorner. Ripristinati gli elementi strutturali che lo costituivano e recuperate le opere che l'artista vi aveva voluto collocare, oggi il Kabinett costituisce uno dei maggiori esempi di opera d'arte ambientale.>BR>
Sono svariate le opere che, integrate nel Kabinett o esposte in altre sale, rappresentano le principali correnti astratte tra le due guerre: opere di El Lissitzky stesso, Laszlo Moholy-Nagy, Piet Mondrian, Theo Van Doesburg, Cesar Doméla, Friedrich Vordemberge-Gildewart, Carl Buchheister, R. Jahns, Josef Albers, Walter Dexel, ecc.
Il periodo tra le due guerre si chiude con la "Neue Sachlichkeit" (nuova oggettività), ben rappresentata da opere importanti di Otto Dix (Die Eltern des Künstlers II del 1928), Christian Schad, Franz Radziwill. Nelle salette del mezzanino sono esposti i principali esponenti della corrente di Hannover della "Neue Sachlichkeit": F. Burger-Mülfeld, B. Dörries, Grethe Jürgens, H. Mertens, G. Overbeck, K. Rüter, E. Thoms e E. Wegner.
Il piano superiore ospita principalmente l'arte del dopoguerra. Lo Sprengel Museum possiede importanti opere di ambito figurativo: Francis Bacon, Alberto Giacometti, Henry Moore, Werner Heldt, Richard Oelze. Ma la parte del leone è svolta dall'arte astratta e dall'informale europeo, in special modo tedesco. Spiccano opere importanti di autori come Wols, Hans Hartung, Jean Dubuffet, Jean Fautrier, Antoni Tàpies, Karel Appel, Asger Jorn, Pierre Alechinsky e Lucio Fontana. Ma anche di autori tedeschi, come Willi Baumeister, E.W. Nay, Fritz Winter, Theodor Werner, Emil Schumacher, Bernhard Schultze, K.R.H. Sonderborg, Karl Fred Dahmen, Fred Thieler, Peter Brüning, Gerhard Hoehme.
Un gruppo particolarmente folto di opere è quello di Horst Antes. È dovuto in massima parte al deposito della collezione di Wolf e Ursula Hermann. Lo affiancano le opere di altri autori genericamente raccolti nell'ambito della cosiddetta "Neue Figuration": Georg Baselitz, Markus Lüpertz, A.R. Penck (Standart del 1973), K.H. Hödicke.
Altre sezioni importanti dello Sprengel Museum sono il minimalismo, l'arte post-minimalista, concettuale e ambientale, con opere di Sol LeWitt, Carl Andre, Donald Judd, Richard Serra, Dan Flavin, Fred Sandbach, Richard Tuttle, Keith Sonnier, Daniel Buren, Laurence Weiner, Robert Barry, Joseph Kosuth, James Turrel (con quattro bellissime installazioni). Sul versante tedesco sono immancabili le opere di Franz-Erhard Walther, Ulrich Rückriem, Heinz Mack, Otto Piene e Günter Uecker.
La grafica e la fotografia costituiscono due sezioni specifiche di grande peso nelle collezioni dello Sprengel Museum. Alla grafica in particolare sono dedicate due sale al piano inferiore. Vi figurano numerose opere degli esponenti della "Brücke" e del "Blauer Reiter", quasi tutta l'opera grafica di Max Beckmann, molte opere di Marc Chagall, Pablo Picasso, Joan Miró, ecc.
