Mostre di arte moderna e contemporanea
Edward Steichen. High Fashion & Lives
1 maggio - 8 giugno 2008
Chiostri di San Domenico
Via Dante Alighieri 11, Reggio Emilia
Info. 0522-456477
Orari: 10-13 15-23, sab-dom e fest 10-23
Palazzo Magnani
Corso Garibaldi 29, Reggio Emilia
Tel. 0522-454437
Orari: 10-13 15-19, gio-ven e sab 10-13 15-19 21-23
Il Festival di fotografia europea di Reggio Emilia, che quest'anno ha per tema "umano, troppo umano", ha scelto di dedicare uno degli eventi principali a Edward Steichen (1879-1973), che è stato una figura chiave per l'evoluzione della fotografia del XX secolo e, nel 1955, ha allestito al Museum of Modern Art di New York una mostra epocale, The Family of Man, documentando, attraverso le immagini di 273 fotografi, gli aspetti principali della vita umana in 68 paesi diversi.
La rassegna su Steichen, che è già stata vista a Parigi, Losanna e Zurigo, e in segito si trasferirà a Madrid, Wolfsburg, New York, e in altri musei americani e canadesi, offre uno spaccato quanto mai esaustivo della multiforme attività di questo personaggio straordinario, che ha ottenuto risultati eccellenti in tutti i campi della fotografia in cui ha deciso di cimentarsi, dall'arte alla moda, dal reportage alla ritrattistica, dalla pubblicità alle foto di scena, dalla documentazione di eventi bellici alla direzione del Dipartimento di Fotografia del MoMA.
La fotografia, di cui Steichen è stato uno dei primi, indimenticabili, interpreti, e di cui ha vissuto le molte trasformazioni, non è stata comunque la sua unica passione. Tra i suoi interessi vanno ricordati, infatti, anche la grafica, il design e la coltivazione dei fiori.
Edward Steichen nasce in Lussemburgo, ma passa l'infanzia e l'adolescenza in America, dove la sua famiglia si è trasferita a partire dal 1881.
A indirizzarlo sulla via della fotografia è il padre che, nel l896, gli regala la sua prima macchina. I suoi esordi artistici sono tuttavia quelli di un pittore e questa sensibilità si trasmette anche ai suoi lavori fotografici, che risentono di un approccio di tipo pittorialista. Un modo di operare che vanta all'epoca molti appassionati, interessati a cogliere le qualità poetiche e materiche dell'immagine e a sfatare l'idea che la fotografia abbia come unico scopo quello di riprodurre meccanicamente la realtà.
Nel 1901 Steichen si trasferisce a Parigi, dove si fa notare per il suo talento e diventa celebre con alcuni ritratti di artisti e scrittori, tra cui Rodin.
Tornato a New York, apre uno studio con Alfred Stieglitz, un altro grande nome della fotografia.
Sono gli anni della militanza nel gruppo "Photo-Secession" (1902) e della collaborazione a "Camera Work" (1903), l'innovativa rivista di Stieglitz, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della fotografia e dell'arte americana. Oltre a far conoscere la pittura europea negli Stati Uniti, si è battuta infatti perché la fotografia venisse considerata alla stregua delle altre pratiche artistiche.
Come Stieglitz, anche Steichen si impegna a fondo nella sperimentazione di tecniche e soluzioni innovative, grazie alle quali porta avanti le sue ricerche estetiche, che, nel 1904, si aprono al colore.
Nel 1906 torna in Francia e, nel 1911, comincia a lavorare nel campo della moda. La parentesi bellica e l'incarico di Comandante della Divisione Fotografica delle Forze di Spedizione Americane, lo portano però a percorrere altre strade. Steichen decide, infatti, di tornare a documentare la realtà con immmagini dirette e immediate.
Dal 1923, anno in cui brucia tutti i suoi quadri, al 1938, Steichen torna a occuparsi di moda. Diventa infatti primo fotografo delle Edizioni Condé Nast e collabora con "Vanity Fair" e "Vogue". Risalgono a questi anni alcuni dei suoi ritratti più celebri, tra cui quelli di Gloria Swanson, Greta Garbo, Charlie Chaplin e Marlene Dietrich.
Il desiderio di ritirarsi e dedicarsi alla cura di piante e fiori, lo portano a lasciare la professione, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale manda all'aria i suoi piani. La Marina gli offre, infatti, il posto di Direttore del Naval Photographic Institute e Steichen è costretto a riprendere l'attività documentaristica. I risultati comunque sono eccellenti e il suo lavoro, The Fighting Lady, viene premiato con l'Academy Award, una specie di Oscar.
La possibilità di ritirarsi a vita privata gli viene negata anche una volta tornata la pace. Nel 1947, il MoMa gli offre infatti l'incarico di Direttore del Dipartimento di Fotografia, e Steichen, benché abbia già 67 anni, non si tira indietro. Accetta questa nuova sfida e porta avanti con successo il suo compito fino al 1962.
Tra le tante mostre da lui organizzate, merita un cenno The Family of Man, che, come abbiamo già ricordato, ha riscosso un grande consenso in tutto il mondo. È stata visitata, infatti, da più di 9 milioni di persone, cui andranno ad aggiungersi i visitatori di questa rassegna. Molte delle immagini esposte nel 1955, sono presenti infatti a Palazzo Magnani assieme ai vintage e alle fotografie di Steichen. I Chiostri di San Domenico accolgono invece le immagini che l'artista realizzò negli anni di collaborazione con Condé Nast. Quindi le foto di moda e i ritratti dei protagonisti di Hollywood.
La mostra, che è curata da William A. Ewing, Todd Brandow e Nathalie Herschdorfer, è accompagnata da ben due cataloghi, editi da Skira.
