Mostre di arte moderna e contemporanea

L'ombra nella mano. Il viaggio delle forme
La Sombra en la Mano. El Viaje de las Formas

15 settembre - 4 novembre 2006

Galleria del Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline
Corso Magenta 59, Milano
Tel. 02-48008015
Orari: lun-sab 12-19, domenica chiuso

L'artista spagnola Menchu Lamas, nata a Vigo nel 1954, comincia ad avere successo negli anni '80, in un periodo in cui si assiste al ritorno alla pittura, alla riscoperta della narrazione e della manualità.
In Italia è il momento della Transavanguardia, della citazione del passato, del recupero del "genius loci". Qualcosa di simile accade anche nel resto dell'Europa, che sembra aver fatto indigestione di minimalismo e concettuale.
Quello che caratterizza i lavori della Lamas è la compresenza di elementi astratti e figurativi, di componenti razionali e scientifiche, come la quadrettatura, e simboli ancestrali e primitivi, come labirinti, cerchi, croci, spirali.
L'uomo non manca mai. Appare in negativo sotto forma di silhouette oppure come frammento (mani, piedi). È anche lui qualcosa di ibrido, a metà strada tra ragione e sentimento, tra razionalità e inconscio, un dualismo che è tipico dell'arte e della cultura occidentale.

Per spiegare la compresenza di questi elementi contraddittori, Donald Kuspit, che è il curatore della mostra, chiama in causa Dürer e una delle sue opere più famose, Malinconia I, emblema di quello che indica come il "dilemma dell'artista", oppresso dal dubbio personale e dalla mancanza di ispirazione, ma anche dall'impazienza creativa.
Anche nel caso dell'artista galiziana il desiderio di trascendenza attraverso la pratica artistica deve fare i conti con i limiti imposti dalla realtà e dalla natura umana, ma la malinconia non è nemica della creatività. A volte una può prevalere sull'altra, ma entrambe sono in posizione dialettica e costruttiva. La ragione, la consapevolezza, possono aggiungere qualcosa al sentimento e viceversa. L'importante è non arrendersi.

La mostra, realizzata in collaborazione col Centro Galego de Arte Contemporánea e l'Instituto Cervantes di Milano, ripercorre gli ultimi 10 anni di attività di Menchu Lamas, un'artista che, come dicono i pannelli esplicativi, ha vissuto "il quadro come un avvenimento" e ha basato la sua pittura sull'"ampiezza spaziale del colore e le tensioni compositive".
Lo confermano le opere esposte, che sono di grande formato e mostrano un'attenzione particolare per l'accostamento di colori audaci e decisi: rossi, gialli, blu, rosa, verdi, arancioni.
La forte presenza di itinerari circolari, cerchi e spirali evidenzia l'interesse che l'artista prova per il tempo, da lei ritenuto ciclico. In esso, infatti, come, nel cerchio, "origine e meta si fondono in un'alleanza compatta".
La rassegna è arricchita da un filmato, che consente ai visitatori di vedere la mostra allestita in contemporanea al Museo di Santiago.

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