Mostre di arte moderna e contemporanea
Ecce Uomo.
(33+1) artisti contemporanei da collezioni private a Milano
23 marzo - 21 maggio 2006
Spazio Oberdan
Viale Vittorio Veneto/Piazza Oberdan, Milano
Tel. 02-77406300
Orari: 10-19:30, mar e gio 10-22, lunedì chiuso
Tre anni fa nasceva ACACIA, l'Associazione Amici Arte Contemporanea Italiana. A guidarla era, ed è tuttora, Gemma De Angelis Testa, che, insieme a Sergio Risaliti, direttore del Quarter di Firenze, cura questa rassegna. Una mostra che parla all'uomo di oggi e che rientra nel progetto triennale "inContemporanea, la rete dell'arte", patrocinato dalla Provincia di Milano per rivitalizzare l'ambiente artistico e culturale locale.
Il titolo della rassegna, "Ecce Uomo", prende spunto dalla tradizione iconografica dell'Ecce Homo e della Passione di Cristo, ma non si richiama a valori trascendenti. Al contrario, parla dell'uomo che ha perso Dio e con lui la fede e la speranza in un mondo migliore.
Dio è morto. Il primo a proclamarlo a gran voce è stato Nietzsche agli inizi del '900. In pochi allora hanno dato credito alle sue parole, ma il tempo gli ha dato ragione e oggi buona parte dell'umanità ha scoperto la sua finitezza e la sua mortalità.
Costretta a fare a meno di Dio non è più riuscita a trovare un senso alla malattia, al dolore, alla cattiveria, alla morte. Eventi che neppure la scienza, la giustizia e la morale sono riusciti a spiegare o fermare.
Molti artisti hanno colto il grido dell'uomo, la sua angoscia, la sua solitudine. Una sofferenza che diventa ogni giorno più forte e che va di pari passo con l'incapacità di dare un volto, un motivo, alla violenza e ai drammi che ci sovrastano quotidianamente. Una sofferenza che non è soltanto fisica, ma scuote l'uomo nel suo intimo, nei suoi valori profondi, e si ripercuote in tutti gli aspetti della sua vita.
La mostra, che segue un andamento poetico, per temi e rimandi, raccoglie le opere di alcuni tra i più sensibili interpreti del sentire contemporaneo, giovani e meno giovani: Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Peter Fischli & David Weiss, Marlene Dumas, Carlos Garaicoa, Kendel Geers, Felix Gonzales Torres, Mona Hatoum, Damien Hirst, Alfredo Jarr, Kcho, William Kentridge, Anselm Kiefer, Ingar Krauss, Marcello Maloberti, Margherita Manzelli, Shirin Neshat, Tony Oursler, Adrian Paci, Miguel Angel Rio, Pipilotti Rist, Michal Rovner, Andres Serrano, Hiroshi Sugimoto, Armando Testa, Marcella Vanzo, Francesco Vezzoli, Bill Viola, Sislej Xhafa, Mark Wallinger, Chen Zhen.
Il loro numero non è stato scelto a caso. 33 sono gli anni che aveva Cristo quando fu condannato a morte e + 1 indica la rinascita, la resurrezione.
Guardando i lavori di questi artisti e le loro riflessioni sull'uomo e sul suo destino, non si troveranno sicuramente certezze o soluzioni, ma si potranno cogliere nuovi spunti di riflessione e magari avvertire il senso di una comunanza, che ci vede tutti fragili, tutti profondamente umani.
Le opere provengono interamente da collezioni private, quelle dei soci di ACACIA, che hanno deciso di condividere con il vasto pubblico il frutto delle loro scelte. Uno dei compiti dell'associazione cui appartengono è infatti la promozione della cultura contemporanea.
La mostra è accompagnata da un programma di visite guidate a pagamento, con o senza prenotazione. Il catalogo è stato realizzato da Electa.
