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Newsletter del 17 luglio 2008
sommario
L'Alto Adige è conosciuto per le sue montagne, le splendide località turistiche, i campioni dello sci, le mele, lo speck e i vini eccellenti. È noto anche per il fatto di accogliere ben tre ceppi linguistici: italiano, tedesco, ladino. Solo qualcuno sa che in Val Venosta si trovano importanti cicli di affreschi di epoca carolingia. E pochissimi sanno che l'Alto Adige è uno dei territori italiani più attivi nel campo dell'arte contemporanea.
Di questi tempi, capita che i media nazionali dedichino uno spazio inusuale a eventi fondamentali, come la nascita di orsacchiotti negli zoo della Mongolia, o un'eccezionale moria di ostriche in Francia, o la crescita di peli superflui sulle cosce di qualche personaggio famoso. Passa sotto silenzio, invece, l'inaugurazione a Bolzano del nuovo, bellissimo edificio del Museion.
A chi si trovasse nei paraggi consigliamo di visitarlo. E già che c'è, consigliamo di visitare anche Manifesta 7, dislocata in varie sedi del Trentino-Alto Adige.
Anche chi si trovasse in Valle d'Aosta, quest'estate troverà cose belle da vedere. Ad Aosta, per esempio. E nell'incredibile cornice del Forte di Bard. Con l'appendice, volendo, di una goduriosa "merenda tipica" in qualche osteria di Arnad...
Chiudiamo con un suggerimento per chi si trovasse per qualche giorno nei dintorni di Palermo. Oltre al Duomo, a San Giovanni degli Eremiti, alla Martorana e al duomo di Monreale, varrebbe la pena trovare un'oretta per visitare la mostra di arte spagnola.
Per il resto... Buone vacanze a tutti.
All'inizio degli anni '80, capitava spesso di vedere in asta opere di artisti spagnoli del dopoguerra. Non solo Antoni Tàpies, di gran lunga il più famoso. Anche, e soprattutto, Manolo Millares, Antonio Saura, Rafael Canogar, Modest Cuixart, Luis Feito, Luis Gordillo e altri. Perlopiù artisti astratti, di ambito informale. Gente che aveva alle spalle la sperimentazione del tardo cubismo o del surrealismo, e che poi aveva rotto con la figurazione degli anni '40 per una pittura gestuale o materica. Allora si compravano per poco: giusto qualche milione di lire.
Poi è arrivato il boom del mercato di fine anni '80. Tutti gli artisti con un po' di storia alle spalle si sono rivalutati. Figurarsi gli spagnoli, che per giunta beneficiavano dell'ascesa economica della Spagna!
Oggi questi artisti costano cari. Ma ad affiancarli si è aggiunta una folta schiera di giovani (più o meno...) leoni: Miquel Barcelò, Pepe Espaliù, Cristina Iglesias, Juan Muñoz, Perejaume, Juan Luis Moraza, Jaume Plensa, Jose Maria Sicilia, Susana Solano ecc.
Al Palazzo Sant'Elia di Palermo una mostra ricca e ben congegnata documenta l'arte spagnola del dopoguerra. Chi ha la fortuna di trovarsi lì durante l'estate non dovrebbe perderla.

Su Artdreamguide puoi trovare la presentazione della mostra.
Sono in molti a tacciare la Biennale di Venezia di arretratezza. Tra le accuse che le vengono rivolte, la principale è la sopravvivenza dei padiglioni nazionali. In un'epoca all'insegna del multiculturale e del transnazionale appare anacronistico documentare l'arte attuale attraverso rappresentanze nazionali, divise in recinti separati.
Da questa critica, nel 1996, ha preso le mosse anche Manifesta.
Manifesta non è una mostra di manifesti. È un evento a cadenza biennale che ha lo scopo di documentare la ricerca artistica contemporanea in Europa e di favorire lo scambio tra i popoli.
Una delle caratteristiche principali è quella di reinventarsi ogni volta. Per questo, a differenza di altre manifestazioni analoghe (Biennale di Venezia, Documenta di Kassel), cambia sede a ogni edizione. Rotterdam, Lussemburgo, Lubiana, Francoforte, San Sebastián sono le tappe precedenti.
L'edizione n.7 si svolge quest'anno in Italia, in Trentino Alto Adige, ma con una novità. Non è concentrata in un luogo specifico, ma si suddivide in vari centri tra Rovereto e il Brennero.
Anche questa volta viene riproposto il dialogo tra le differenze. I temi attraverso cui si articola sono: il rapporto tra noi e gli scenari in cui siamo cresciuti, la capacità di comunicare dei residui del passato, l'anima dell'Europa e il rapporto tra sfera privata e pubblica.

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Il Museion è il museo d'arte moderna e contemporanea di Bolzano.
Alla fine del 2006 è balzato agli onori della cronaca per uno scandalo. In occasione della mostra "Group Therapy" venne presentata un'installazione sonora delle due artiste goldiechiari. L'opera combinava l'inno nazionale italiano con il rumore dello sciacquone del bagno. La Procura della Repubblica ne dispose il sequestro per vilipendio dell'inno nazionale.
Il 24 maggio scorso il museo è stato protagonista di un nuovo scandalo. Il pretesto è stata la mostra inaugurale della nuova sede. Parte dell'opinione pubblica si è indignata per un'opera dell'artista tedesco Martin Kippenberger, ritenuta offensiva per la religione cristiana. L'opera in questione presenta una rana crocifissa.
Questa volta la magistratura non è intervenuta. L'evento, però, ha fatto passare in secondo piano l'aspetto più importante. Dopo tanti anni di attività in spazi angusti e poco adatti, il Museion ha una sede degna. Assomiglia a un gigantesco parallelepipedo metallico, aperto sul davanti e sul retro da grandi vetrate.

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Negli anni '80, il panorama italiano dei musei di arte moderna e contemporanea era sconfortante. Fu, quindi, lungimirante l'idea, nel 1985, di crearne uno nella "piccola" Bolzano.
Venne chiamato Museion. Questo per ovviare al problema di una denominazione che non stabilisse la prevalenza di uno dei gruppi linguistici principali. Immaginarsi la rottura di doverlo chiamare "Museo di Arte Moderna/Museum für moderne Kunst"...
Il Museion iniziò l'attività nel 1987 sotto la guida di un personaggio mitico: Pier Luigi Siena. Amico di Tazio Nuvolari, appassionato dell'arte italiana del dopoguerra, Siena aveva una forte personalità. Con grande determinazione intraprese quel programma che, a grandi linee, si è trasmesso fino ad oggi. Documentare l'arte locale e indagare il rapporto tra l'arte italiana e l'arte dei paesi di lingua tedesca.
Siena è scomparso nel 2003. Nel frattempo sul ponte di comando gli sono succeduti nuovi direttori. Corinne Diserens ha la fortuna di dirigere un Museion riaperto nel nuovo edificio. A lei e ai suoi collaboratori il compito di farne un museo "comunicante".

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione del Museion di Bolzano.
Dipingere quadri capovolti è un'operazione stravagante. Non c'è che dire. Così stravagante che qualcuno, un po' maliziosetto, potrebbe considerarlo un modo per attirare attenzione su di sé.
Quando si parla di quadri a testa in giù, è naturale che il pensiero vada a Georg Baselitz. A meno di non conoscerlo...
Dal 1969 l'artista tedesco dipinge, capovolti, svariati soggetti, o "motivi", come li chiama lui. Teste, paesaggi di montagna, alberi, figure maschili e femminili, aquile. E poi mangiatori di arance, vasi di fiori, teiere, bottiglie, figure distese.
Un artista figurativo, quindi?
Un pittore come tanti? Solo un po' più furbino e provocatorio?
Le cose stanno in modo diverso. Baselitz non raffigura soggetti. Li adopera. Per lui, che non ha mai voluto essere astratto, rappresentano uno strumento per dipingere.
In effetti teste, figure, aquile e alberi, tutti capovolti come sono, non sono percepibili come tali. Sono elementi compositivi, zone di colore. La forza dei quadri di Baselitz non sta in ciò che raffigurano, ma nella loro armonia compositiva.
Una retrospettiva al MADRE di Napoli documenta la straordinaria vicenda artistica di Georg Baselitz, attraverso quadri capovolti e non...

Su Artdreamguide puoi trovare la presentazione della mostra.
Quando alla fine degli anni '60 Georg Baselitz dipinge i primi quadri capovolti ha abbandonato da poco la Germania Est. Troppa l'insofferenza verso il clima culturale di quelle parti! Vi imperversava il "Realismo Socialista", che soffocava ogni alternativa.
Giunto in Germania Ovest, dapprima sperimenta una pittura aspra e greve, polemica nei confronti del perbenismo piccolo-borghese. I quadri suscitano scandalo. In occasione di una mostra a Berlino interviene perfino l'autorità giudiziaria, che emette un procedimento di sequestro.
Col tempo in Baselitz si fa strada un sentimento di delusione. Come l'Est, una tendenza dominante gli pare monopolizzare anche l'Ovest. Si chiama "Astrattismo". In definitiva, è come se la contrapposizione tra Est e Ovest si ripercuotesse anche in pittura attraverso una contrapposizione tra "Realismo Socialista" e "Astrattismo".
A Baselitz interessa solo fare quadri forti e ben costruiti. Prende, quindi, le distanze da entrambe le tendenze. Per non cadere nell'astrattismo deve raffigurare qualcosa. Ma per non cadere nel realismo deve fare in modo che non sia riconoscibile.
Di qui la scelta di dipingere soggetti capovolti.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Georg Baselitz, con la vita, l'attività artistica e le opere.
Le origini del design moderno risalgono alla fine dell'800, con il movimento delle Arts and Crafts. Ma a dare l'impulso decisivo è stato soprattutto il Bauhaus. Grazie a personaggi come Marcel Breuer, Ludwig Mies van der Rohe, Herbert Bayer, Marianne Brandt, Wilhelm Wagenfeld, Marguerite Friedländer si è affermato un design di impostazione razionalista. Un design lineare, dalle forme compatte, geometriche ed essenziali.
Negli anni '50 è iniziata la nuova, grande ondata del design contemporaneo. Un'ondata che ha visto l'avvicendarsi di idee, correnti, tendenze e mode, fino all'offerta odierna. Nell'arco degli ultimi 50 anni la creatività dei progettisti ha partorito mobili e oggetti dalle forme più varie, scaturiti da concezioni molto differenti tra loro. Nonostante questo, l'idea che la gente comune ha del design coincide ancora oggi con la versione razionale, erede del Bauhaus.
La storia degli oggetti prodotti (e venduti...) ci racconta, però, di un design caratterizzato dal segno forte e dissacrante. Un design all'insegna dell'abnorme, del troppo grande. Un design dalle forme ironiche, surreali, esattamente agli antipodi di quello freddo e compassato dei razionalisti.
Un design poco pratico, verrebbe da pensare? E invece no, visto che oggetti come la penna Bic l'hanno tenuta in mano centinaia di milioni di persone.
Negli spazi del suggestivo Filatoio di Caraglio una mostra eccellente documenta questo indirizzo del design contemporaneo.

Su Artdreamguide puoi trovare la descrizione della mostra.
Al mondo ci sono farabutti, imbroglioni, arroganti e ipocriti. Ci sono, però, anche tante persone corrette, responsabili e rispettose degli altri.
Quando queste persone subiscono uno sgarbo o un'ingiustizia, ne soffrono più dei farabutti. Ma ancora di più soffrono quando non possono lamentarsi e sperimentano la frustrazione di non essere ascoltate.
Qualcosa del genere succede, per esempio, quando un luogo che per noi significa tanto viene deturpato. È come se ci strappassero un pezzo di cuore. E quanta tristezza ci suscita il fatto di non poter protestare, non poterci ribellare.
Qualche anno fa il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) lanciò la prima edizione de "I luoghi del cuore". L'iniziativa consisteva in una sorta di censimento dei luoghi più amati, che il pubblico aveva la possibilità di segnalare.
Quest'anno, invece, il pubblico avrà l'opportunità di indicare gli scempi e le brutture che deturpano i luoghi che più amiamo. Una chance per segnalare qualcosa che ci sta sul gozzo, con qualche speranza di essere perlomeno presi in considerazione!

Su Artdreamguide puoi trovare tutti i dettagli.
Agosto è il momento del riposo e del relax. Lo sappiamo bene!
Ma non si sa mai... Dopo dieci giorni di bagni, gite in barca e camminate in montagna a qualcuno potrebbe venire la voglia di fare qualcos'altro. Ad esempio, dedicare 1 o 2 orette per visitare una mostra d'arte in una località delle vicinanze.

Di seguito forniamo un sintetico elenco di alcuni luoghi, con le rispettive mostre. Per maggiori informazioni rimandiamo alla pagina di Artdreamguide dedicata alle mostre in Italia.

Acireale (CT), "Dopo la Sicilia"
Aosta, "L'alchimia dell'arte contemporanea"
Arona (NO), "Estetika. Da Renoir a De Chirico"
Ascoli Piceno, "Osvaldo Licini"
Bard (AO), "Terra. Materia e simbolo"
Bolzano, "Sguardo periferico e corpo collettivo"
Caraglio (CN), "Pop design"
Carmagnola (TO), "Umberto Mastroianni"
Carrara (MS), "XIII Biennale internazionale di scultura"
Cattolica, "Elio Fiorucci. Love makes life magic"
Chieti, "Afro"
Civitanova Marche (MC), "Giorgio de Chirico"
Fortezza (Bressanone), "Manifesta 7"
Francavilla al Mare (CH), "Michele Cascella"
Gemonio (VA), "Marino Marini"
Maccagno (VA), "Come eravamo - Anni '70"
Montepulciano (SI), "Bateau Ivre"
Nuoro, "Mondo e terra"
Orta San Giulio (NO), "Giacomo Manzù"
Predappio (FC), "Il fumetto di propaganda in Italia"
Rovereto (TN), "La Raccolta Talamoni"
S. Vito Tagliamento (PN), "Americana"
Siena, "Gordon Matta-Clark"
Strà (VE), "Mimmo Paladino"
Umbertide (PG), "Maestri italiani del XX secolo"
E per finire, ecco anche qualche mostra in grandi città del mondo.
Maggiori informazioni alla pagina di Artdreamguide dedicata alle mostre in Europa e nel mondo.

Amburgo, "Mark Rothko"
Amsterdam, "Just Different!"
Barcellona, "Duchamp, Man Ray, Picabia"
Basilea, "Fernand Léger"
Berlino, "Contemporary American Art Show"
Bilbao, "Cosas del Surrealismo"
Chicago, "Jeff Koons"
Londra, "Radical Light. Divisionism in Italy"
Madrid, "Cy Twombly"
Martigny, "Balthus. 100e anniversaire"
Milano, "Robert Indiana"
Milano, "Bacon"
New York, "Superheroes"
New York, "Action/Abstraction"
Nizza, "Richard Long"
Parigi, "L'image revelee"
Roma, "Mario Schifano 1934-1998"
Roma, "XV Quadriennale d'arte"
San Francisco, "Frida Kahlo"
San Pietroburgo, "Dan Flavin"
Sydney, "16th Biennale of Sydney"
Torino, "Oscar Niemeyer"
Venezia, "Coming of age"
Vienna, "Punk. No One is Innocent"
Washington (DC), "Homer, Eakins, and Bellows"
- L'architetto Frank O. Gehry è stato insignito del Leone d'Oro alla Carriera dell'11. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. La motivazione è il suo contributo nel "liberare l'architettura moderna dai confini della scatola e dai limiti delle comuni pratiche costruttive". Gehry è autore di celibri edifici, come il Vitra Museum, il Guggenheim Museum di Bilbao e il Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.

- Il 28 giugno è stato inaugurato a Lampedusa un monumento commemorativo per i tanti clandestini dispersi in mare. L'opera, realizzata da Mimmo Paladino, si intitola Porta di Lampedusa, Porta d'Europa. Ha la forma di una grande porta, cui sono applicate riproduzioni degli oggetti ritrovati in mare dalla polizia e appartenuti agli immigranti dispersi.

- In occasione delle prossime Olimpiadi, l'effigie del leader comunista cinese Mao Zedong (Mao Tse-Tung) non campeggerà più sulle banconote da 10 yuan. Al suo posto apparirà la riproduzione del nuovo Stadio Olimpico di Pechino. La costruzione, soprannominata "Il nido", è stata progettato dai famosi architetti svizzeri Jacques Herzog e Pierre de Meuron. Con la sua forma spettacolare è destinato a diventare un'icona della Cina moderna.
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