Artdreamguide.com
Newsletter del 26 luglio 2007
sommario
Il 2007 costringerà tutti gli appassionati di arte contemporanea a un vero tour de force. Le due principali manifestazioni internazionali di arte contemporanea a cadenza periodica sono venute a coincidere nella stessa estate. Stiamo parlando della Biennale di Venezia e della Documenta di Kassel.
Un fatto simile si è verificato poche volte in passato. Ad esempio, nel 1982 e 1997. Chi in quelle occasioni ne ha approfittato, può testimoniare che si è trattato di un'esperienza esaltante, ma anche faticosetta.
Della Biennale si è già parlato nella scorsa newsletter. Questa volta tocca, quindi, alla Documenta.
La Documenta di Kassel è il più importante avvenimento espositivo al mondo nel campo delle arti visive contemporanee. Come le comete, ritorna a cadenza periodica, gettando lo scompiglio nei dibattiti e sulle riviste del settore. Prima dell'inaugurazione, a tenere banco sono le scelte dei curatori. Dopo, sono i lavori presentati dagli artisti invitati. Alla conclusione, rimangono le tonnellate di pubblicazioni, ma soprattutto tante impressioni e i ricordi.
Documenta è giunta all'edizione n.12. Come sempre, c'è molto da vedere. E poi c'è anche Kassel, una località accogliente nel centro della Germania, da cui si può fare una capatina a Berlino senza fare tanta strada.
Ideale è andarci tra la fine di luglio e i primi di settembre. Sempre che si trovi il compromesso con le vacanze al mare o ai monti.
La prima edizione di Documenta ebbe luogo nel 1955. Il suo scopo era quello di rivalutare l'arte moderna, bandita dai nazisti come "degenerata", e stimolare la rinascita artistica e culturale della Germania. Visto il grande successo, l'esperimento venne ripetuto, assumendo col tempo cadenza quinquennale.
Ad ogni edizione vengono nominati un nuovo direttore e un comitato direttivo, che decidono il programma della manifestazione. Sotto la loro guida, da giugno a settembre varie sedi espositive di Kassel si trasformano in quello che è stato definito il "museo dei 100 giorni".
Ma considerare Documenta un museo può risultare ingannevole. Lo scopo odierno non è, infatti, quello di conservare o consacrare una situazione. Bensì, di documentare l'attualità della ricerca artistica mondiale. Materiale "allo stato fluido", quindi, che solo il tempo potrà confermare o far dimenticare.
Il 16 giugno si è inaugurata la Documenta 12. Il curatore è Roger M. Buergel, coadiuvato da Ruth Noack. Enorme il numero delle opere presentate, allestite in vari edifici e sedi espositive di Kassel.
Novità di quest'anno sarà la presenza anche di una selezione di film considerati vere e proprie "opere d'arte"...

Su Artdreamguide ti riferiamo di Documenta 12.
Sin dall'edizione del 1997, Documenta si è dotata di un proprio sito internet.
Già allora il sito cominciò a fornire informazioni durante la fase preparatoria, molti mesi prima della manifestazione vera e propria. Questo aspetto di informazione costante e in tempo reale si è notevolmente amplificato in occasione della scorsa edizione. Allora, il sito servì a preparare e documentare con tempestività i grandi dibattiti, tenutisi in varie città, che precedettero la mostra finale di Kassel nel 2002.
Il sito della Documenta cambia completamente a ogni edizione. Ma la cosa importante è che risulta organizzato in modo da essere utile sia ai visitatori che a coloro che la Documenta non pssono visitarla.
La sezione più importante è quella intitolata "Exhibition". All'interno sono riportate tutte le sedi espositive, e per ognuna è indicata la collocazione dei lavori in mostra. Schede apposite presentano gli artisti e descrivono le singole opere.
La sezione intitolata "Leitmotifs" illustra le tematiche attorno cui ruota la mostra (i cosiddetti "leitmotifs", appunto). In un'altra ancora è indicato il programma delle proiezioni di film che costituiscono la novità di questa Documenta.

Per conoscere le varie iniziative e le informazioni di carattere tecnico
puoi visitare il sito ufficiale di Documenta 12.
Kassel è stata residenza dei langravi dell'Assia dalla fine del '300. Ha raggiunto il massimo splendore in epoca barocca, quando si è arricchita degli eleganti edifici che si possono ammirare ancora oggi. Questo spiega la qualità delle sue collezioni d'arte antica, che hanno nei capolavori di Rembrandt della Gemäldegalerie la loro punta di diamante.
Nel '700 la vocazione culturale di Kassel ha trovato conferma nel livello toccato dalla sua accademia d'arte e nel prestigio della scuola pittorica locale.
Le devastazioni della guerra e le dimensioni ridotte di Kassel avrebbero potuto eclissarne definitivamente la fama. Ma l'entrata in scena di Documenta, nel 1955, ne ha mutato il destino.
Accanto al "museo dei cento giorni" (così viene spesso definita la Documenta) sono sorti musei dei "365 giorni", nonché centri espositivi e istituzioni che lavorano in permanenza. Tra tutti è il caso di ricordare la Neue Galerie, che alle testimonianze della produzione pittorica affianca anche una bella raccolta di arte tedesca dal dopoguerra a oggi e un centro di "documentazione" sulla Documenta.

Artdreamguide ti indica i principali musei e centri espositivi di Kassel.
L'offerta alberghiera di Kassel è di ottimo livello.
Per una città di queste dimensioni gli hotel possono sembrare numerosi. Questo perché Kassel si è adattata e conformata alla Documenta.
Naturalmente, tutto l'apparato viene messo un po' alle strette per tutta la durata della manifestazione. Va detto, però, che se si eccettuano i primi e gli ultimi giorni, un posto decoroso lo si trova sempre. Particolarmente ad agosto e inizio settembre.

Per prenotare un hotel a Kassel, visita la pagina Hotel a Kassel su Artdreamguide.
Cosa sono stati gli anni '70 per quelli che allora erano già nati?
Chi era bambino, deve averli vissuti come si vivono gli anni della fanciullezza e adolescenza. Giochi, scuola, amici, i primi "filarini".
Chi era adulto, li ha in gran parte subiti. La guerra fredda, lo shock petrolifero, gli scioperi, l'inflazione, la contestazione studentesca, la crisi dell'autorità, il terrorismo.
Chi stava nel mezzo, ed era ragazzo, li ha vissuti come qualcosa di estremamente intenso. Anni esaltanti, per alcuni, da dimenticare, per altri. Certo non amorfi.
E cosa hanno rappresentato gli anni '70 per l'arte?
Sono stati anni di grande impegno intellettuale, politico, sociale da parte degli artisti. Anni in cui la pittura sembrava bandita e che, in Italia, hanno visto imporsi l'arte povera e il concettuale. I personaggi di spicco erano Kounellis, Merz, Paolini, Pistoletto, Pisani, Boetti, Ontani, con molti altri compagni di strada.
Qualcuno ricorda il disagio che si provava allora, entrando in una galleria d'arte. Le opere d'arte concedevano molto poco sul piano del godimento visivo. Erano mentali, per nulla immediate. A volte era difficile persino capire quale fosse l'opera d'arte...
Al riscontro del tempo, gli avvenimenti sono stati abbondantemente superati. L'arte, invece, ha resistito. Nell'immediato degli anni '80 è stata travolta da un'orgia di pittura, ma poi ha saputo riprendersi. Oggi i principali esponenti delle correnti degli anni '70 sono personalità affermate e consegnate alla storia dell'arte.
Chi desidera conoscere l'arte di quegli anni speciali può visitare una bella mostra presso Villa Croce, a Genova.

Su Artdreamguide puoi trovare la presentazione della mostra.
Renzo Piano è uno degli architetti più noti al mondo. Tra l'altro, è in assoluto quello che ha realizzato più edifici di tipo museale.
Per Piano essere architetto è una grande avventura. L'avventura di trovarsi sulla linea di confine tra arte e scienza, tra invenzione e monumento. Del resto, la vita dell'architetto non può che essere rischiosa. Si trova a lavorare con materiali di ogni genere, da quelli più ovvi, come il mattone, il cemento e il metallo, a quelli meno palpabili ma non meno importanti: la storia, la geografia, la matematica, l'antropologia, l'economia e ogni genere di scienza.
Sotto questo profilo, il campo che per un architetto comporta le sfide più impegnative è senz'altro progettare la città.
In questo periodo Piano sta mettendo mano a uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana mai tentati. Quello dell'area ex Falk di Sesto San Giovanni. Si tratta di un intervento complesso ed entusiasmante, che vede tra l'altro la partecipazione del premio Nobel Carlo Rubbia. Sempre che la politica, la burocrazia e gli interessi di basso profilo non frappongano i soliti ostacoli...
Nel frattempo, la Triennale di Milano dedica un'ampia esposizione al rapporto di Renzo Piano con la progettazione della città.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Renzo Piano è un personaggio che non si occupa solo del suo orticello. Allarga lo sguardo ad abbracciare tante cose, perché è convinto che abbiano attinenza con il suo lavoro.
In questo non è l'unico. Altro ottimo esempio è l'artista americano Bruce Nauman. Nauman si è interessato a molte cose, sia durante gli studi che in seguito.
All'inizio degli anni '60, poco più che ventenne, compie il passo fatale: comincia a studiare arte. All'epoca, a tenere banco non è più l'espressionismo astratto. Negli ambienti d'avanguardia si parla di John Cage e La Monte Young. Allan Kaprow ha già messo in scena i primi "happenings". Si comincia a respirare aria di Pop Art.
Da questo fermento scaturiranno diverse novità. Le forme primarie dei minimalisti. Le operazioni linguistiche e tautologiche dei concettuali. Le operazioni sull'ambiente della Land Art. Quelle sul corpo della Body Art.
Nauman non ha attitudine per il minimalismo, così rigoroso e controllato. La sua personalità è incline, piuttosto, all'imprevisto, al senso della scoperta.
L'arte per lui va intesa come indagine. Indagine volta a confrontarsi con i paradigmi dell'arte, del linguaggio, del corpo, dello spazio e delle relazioni umane. Un'arte, quindi, non focalizzata sul prodotto finale, ma sull'azione e sul risultato che essa produce.
Nel corso di un quarantennio, il lavoro di Nauman ha spaziato in lungo e in largo, sia dal punto di vista tematico che tecnico. Ma le opere e le testimonianze dei primi anni consentono di cogliere gli aspetti fondamentali della sua personalità. Proprio su di esse è incentrata una mostra al Castello di Rivoli.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
Nel febbraio 1979 un turbine scosse il mondo dell'arte newyorkese. Una gallerista semisconosciuta di nome Mary Boone aveva organizzato una mostra personale di un giovane artista americano, riuscendo a vendere tutti i lavori prima dell'inaugurazione. Ciò che destava più scalpore era, però, il fatto che l'artista non esponeva fotografie, quadri minimalisti, installazioni concettuali. Quel signore osava dipingere quadri! Grandi quadri colorati, figurativi e molto fisici, a volte persino brutali.
Per capire la stranezza dell'avvenimento bisogna immaginare il contesto. La scena artistica mondiale degli anni '60 e '70 era stata dominata da correnti artistiche "fredde", concettuali. Fino al 1979 per i pitturi figurativi non si batteva chiodo.
Quell'evento segnò la fine di una fase e l'inizio di una nuova era. L'era del Neoespressionismo e della Transavanguardia, che avrebbe colorato tutti gli anni '80.
Il giovane artista si chiamava Julian Schnabel. I suoi quadri erano ottenuti applicando cocci di piatti rotti su pannelli di legno, sui quali poi dipingeva teste, figure e scene drammatiche.
Dopo quell'evento, la New York che contava fece a gara per avere una sua opera. Parecchie le comprò il guru del collezionismo del tempo: Charles Saatchi.
Schnabel non si è trastullato con la sua formula riuscita. Da eclettico e cultore della pittura antica, ha cominciato a spaziare tra varie soluzioni formali, mescolando elementi astratti, accenti espressionisti e inflessioni baroccheggianti.
In questi giorni una sua bella personale è aperta alla Rotonda della Besana di Milano.

Su Artdreamguide puoi trovare una descrizione della mostra.
Agosto è il momento del riposo e del relax. Lo sappiamo bene!
Ma non si sa mai... Dopo dieci giorni di bagni, gite in barca e camminate in montagna a qualcuno potrebbe venire la voglia di fare qualcos'altro. Ad esempio, dedicare 1 o 2 orette per visitare una mostra d'arte in una località delle vicinanze.

Di seguito forniamo un sintetico elenco di alcuni luoghi, con le rispettive mostre. Per maggiori informazioni rimandiamo alla pagina di Artdreamguide dedicata alle mostre in Italia.

Arona (NO), "Made in Warhol"
Asiago (VI), "Renato Guttuso e il suo tempo"
Caraglio (CN), "Collezione La Gaia"
Castiglioncello (LI), "Il cinema dei pittori"
Chieti, "Pop Art: la via italiana. Omaggio a Mimmo Rotella"
Civitanova Marche (MC), "Marc Chagall, Joan Miró"
Fabriano (AN), "Aria e cieli nel paesaggio ital. del '900"
Francavilla Mare (CH), "Oltre l'oggetto. Morandi e la natura morta"
Gemonio (VA), "Adolfo Wildt"
Matera, "Mirko Basaldella"
Merano, "From Russia with Love"
Montalbano Elicona (ME), "André Kertész"
Nuoro, "Il luogo ideale. Il paesaggio simbolista in Francia"
Pistoia, "Marino Marini. Cavalli e Cavalieri"
Prato, "Progressive Nostalgia. Arte contemporanea ex URSS"
Reggio Emilia, "Al limite. Arte e fotografia anni '60 e '70"
Rivoli (TO), "Dalla terra alla luna: metafore di viaggio"
Roccelletta Borgia (CZ), "S. Balkenhol, W. Delvoye e M. Quinn"
Rovereto (TN), "Maurice Denis"
Rovereto (TN), "Percorsi privati. Lo sguardo di un collezionista"
S. Pietro in Cerro (PC), "Museum In Motion. Opere Coll. Spaggiari"
S. Vito Tagliamento (PN), "Asia: itinerario su via della seta"
Tivoli (RM), "'50 '60 La Scultura in Italia"
Trento, "Sulle tracce di Maurice Denis"
Trevi (PG), "Off-Site. Alterazioni Video"
E per finire, ecco anche qualche mostra in grandi città del mondo.
Maggiori informazioni alla pagina di Artdreamguide dedicata alle mostre in Europa e nel mondo.

Dublino, "Lucian Freud"
Firenze, "Cabianca e la civiltà dei Macchiaioli"
Kassel, "Documenta 12"
Londra, "Impressionists by the Sea. Boudin, Manet and Monet"
Lugano, "Georg Baselitz"
Maastricht, "Sol LeWitt"
Madrid, "Van Gogh. Los ultimos pajsages"
Melbourne, "Guggenheim Collection: 1940s to Now"
Milano, "Julian Schnabel. Paintings 1978-2006"
Milano, "Renzo Piano. Building Workshop"
Monaco, "Gilbert & George"
Münster, "Sculpture Projects Muenster 2007"
Napoli, "Dangerous Beauty Bellezza pericolosa"
New York, "Les Demoiselles d'Avignon"
New York, "Richard Serra Sculpture: Forty Years"
Nizza, "Michelangelo Pistoletto"
Parigi, "L'art moderne à Paris: galerie Vollard"
Roma, "Il Simbolismo. Da Moreau a Gauguin a Klimt"
Stoccolma, "Swedish Turn-of-the-century Art"
Tokyo, "Le Corbusier"
Venezia, "52. Esp. Int. d'Arte Biennale di Venezia"
Venezia, "Enzo Cucchi"
Vienna, "Desert Dreaming: Australian Aboriginal Art"
Vienna, "Dream and Trauma"
Zurigo, "Alberto Giacometti"
- Il 30 giugno è stato inaugurato il Museo per la Memoria di Ustica, negli Ex Magazzini ATC di Via di Saliceto 5, a Bologna. Il museo ha lo scopo di commemorare le 81 vittime del DC9 diretto a Palermo e abbattuto sul cielo di Ustica il 27 giugno 1980. A ricordo della tragedia, attorno al relitto è stata allestita una grande installazione permanente di Christian Boltanski.

- Il 25 giugno si è tenuta alla Triennale di Milano la vendita all'asta delle "mucche d'artista", presentate in occasione di CowParade. Il ricavato totale ha sfiorato 1 milione di Euro. Il prezzo record è andato a Viti-vitella, del web designer Francesco Lissoni, che ha raggiunto 42.000 Euro. Il ricavato della serata è stato devoluto alla Fondazione Champion's for Children di Clarence Seedorf. In precedenza le mucche erano state piazzate all'aperto, in vari luoghi pubblici di Milano.

- L'11 maggio scorso è nato il progetto "Enel Contemporanea". L'iniziativa è finanziata da ENEL e ha per filo conduttore il tema dell'energia. Prevede la realizzazione di installazione di artisti di fama internazionale in luoghi simbolo di Roma. I primi interventi sono di Angela Bulloch all'Ara Pacis e Jeppe Hein alla Garbatella. Il 18 ottobre prossimo, toccherà a Patrick Tuttofuoco, con una installazione in Piazza del Popolo.
note
Per iscriverti, vai alla pagina di iscrizione

Se hai problemi o suggerimenti, scrivici