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Newsletter dell' 11 maggio 2006
sommario
Il 10 maggio scorso il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano ha promosso il 3º censimento dei "Luoghi del cuore". Fino al 15 settembre, chi lo desidera può segnalare un luogo particolare che vorrebbe venisse lasciato così com'è.
L'argomento non ha una attinenza specifica con l'arte moderna e contemporanea, di cui ci occupiamo. Ma il momento non è dei migliori.
Da un lato, guardando la televisione si ha l'impressione che gli italiani si stiano abituando a interessarsi principalmente di temi come il proprio posto di lavoro, le tasse, il calcio. Dall'altro, negli ultimi tempi la tutela dei beni culturali e ambientali ha subito una stretta preoccupante.
L'iniziativa del FAI ci sembra che possa servire a ravvivare l'attenzione delle persone nei confronti del problema. Al tempo stesso, può fungere da stimolo affinché politici e amministratori operino con maggior impegno e senso di responsabilità in favore di una delle nostre maggiori risorse economiche per il futuro.
Di qui l'invito ad andare sul sito di "I LUOGHI DEL CUORE" e a effettuare la propria segnalazione.
Se non li riempiamo di giocattoli inutili, i bambini sono capaci di giocare con tutto. Basta un un po' di terra, quattro sassi, qualche legnetto. Ed ecco che si costruiscono recinti, case immaginarie, castelli.
Queste qualità le troviamo anche nell'artista inglese Richard Long.
Long è originario di Bristol. Negli anni '60 e '70 era solito compiere lunghe camminate in linea retta attraverso le distese di Perù, Australia, Alaska o le montagne dell'Himalaia. Per mezzo di fotografie e diagrammi documentava queste camminate e le tracce lasciate lungo il percorso.
In seguito, nel corso dei suoi spostamenti aveva preso anche l'abitudine di raccogliere legni e pietre. Tornato a casa, portava questi materiali nei luoghi tipicamente deputati all'arte (gallerie, musei). Li disponeva sul pavimento in modo da creare forme elementari. Ancora oggi, ai fans di arte contemporanea capita spesso di trovare le sale dei musei occupate da strani cerchi di pietre o da spirali di legnetti.
Di Long colpisce la grande sensibilità nei confronti della terra, del paesaggio e della natura. Un aspetto del suo lavoro che suscitò l'interesse di grandi collezionisti, come Giuseppe Panza di Biumo. Proprio la villa del collezionista ospita in questi giorni una mostra suggestiva di opere di Long.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Tra la fine del 1916 e il 1917 Amedeo Modigliani dipinge circa una trentina di nudi femminili. In alcuni la modella appare seduta. In altri appare completamente distesa o appoggiata su un fianco.
Il 3 dicembre 1917 il ciclo viene esposto alla Galerie Berthe Weil di Parigi. Già all'inaugurazione l'audacia delle opere suscita un tale scandalo tra i visitatori, che la mostra deve essere chiusa.
Oggi, quei nudi sono tra i prodotti dell'arte moderna più richiesti, e valgono un capitale. Coloro che a causa di essi si sono irritati non sanno che hanno perso l'occasione della vita. I loro pronipoti gli avrebbero manifestato eterna gratitudine.
Purtroppo, le grandi fortune non si capiscono sempre quando si ha la possibilità di coglierle... Per riconoscere i nuovi capolavori occorre avere passione, conoscenza, mente aperta agli stimoli e intuito. E per concretizzare l'acquisto occorre prontezza e coraggio!
In questi giorni alcuni di quei nudi si trovano a fianco di molti famosi ritratti di Modigliani in una grande retrospettiva al Complesso del Vittoriano di Roma.

Su Artdreamguide puoi trovare la presentazione della mostra.
Come fare a parlare di Amedeo Modigliani senza essere banali?
Basta non dire niente dei soliti "colli lunghi" dei ritratti. Basta non dilungarsi sull'alone "maledetto" della sua personalità. Un alone che la miseria, l'abuso di alcool, gli amori turbolenti e la morte prematura di tubercolosi hanno contribuito ad alimentare.
Del resto, questi aspetti possono risultare suggestivi, ma dicono poco sull'importanza di Modigliani per la storia dell'arte moderna.
In tal senso, personaggi come Picasso, Braque e Kandinsky sono fondamentali per le nuove concezioni della realtà che da essi scaturirono. Altri, come Klee e Chagall, ebbero il merito di svelare insospettati mondi interiori. Altri ancora, come Boccioni, riuscirono nell'intento di dare forma al movimento.
Modigliani dal canto suo è stato il formidabile cantore di una bellezza ideale e assoluta. Una bellezza che deriva dalla ieraticità dell'arte cicladica, egizia e africana, dalla solidità dei quadri di Cézanne e dall'essenzialità della scultura di Brancusi. Una bellezza che si è concretizzata in poche centinaia di opere su tela, qualche decina di sculture in pietra e un corpus ragguardevole di disegni.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Amedeo Modigliani, con la vita, l'attività artistica e le opere.
Prerogativa del "ritratto" è quella di raffigurare una persona. Per questo, di norma il ritratto viene considerato un documento della persona ritratta, un modo per conoscerla.
Nel corso della sua breve carriera Amedeo Modigliani dipinse oltre 200 ritratti. Raffigurano amici pittori, scrittori, intellettuali, galleristi, amiche, amanti. Tra loro figurano i nomi di Diego Rivera, Leon Bakst, Pablo Picasso, Chaim Soutine, Jean Cocteau, Max Jacob, Beatrice Hastings, Jeanne Hébuterne, sua moglie.
Dobbiamo pensare a una galleria di personaggi immortalati in modo fedele, che permette di conoscere le loro reali sembianze?
In verità, i ritratti di Modigliani non sono esempi di verosimiglianza. Sembrano effigi stilizzate e spersonalizzate, dove i protagonisti sono solo il pretesto per cercare un ideale astratto di bellezza.
Come prova basta guardare gli occhi, due fessure ovali vuote e inespressive... Non certo gli specchi di spiriti geniali e frizzanti!

Per vedere qualche esempio, visita in Artdreamguide la sezione dedicata ai principali capolavori di Amedeo Modigliani.
Un grande mercante d'arte americano consigliava di comprare preferibilmente quadri verticali. A suo dire, è più facile adattarli agli spazi di casa rispetto a quelli orizzontali.
Forse, è per questo che i quadri di Amedeo Modigliani hanno così tanto successo. Sono quasi tutti ritratti e sono quasi tutti verticali. Solo alcuni nudi fanno eccezione.
Da 3 a 4 milioni di euro per i ritratti piccoli. Da 6 a 10 per quelli grandi. E il gioco è fatto! La siluette spigolosa di un volto maschile o quella sinuosa di una donna si trova appesa alle pareti del nostro soggiorno. E, con buona pace del mercante americano, occupando poco spazio...
Per quelli che, invece, non se la sentono di litigare con il coniuge a causa della cifra spesa, ci sono tanti splendidi poster tra cui scegliere. Dai ritratti femminili, a quelli maschili. Dai rarissimi doppi ritratti (Modigliani ne ha dipinti 3 o 4) ai nudi, seduti o distesi.
Su Artdreamguide puoi vedere le immagini dei principali disponibili. E ce ne sono altri ancora...

Se non vuoi acquistare un quadro vero, consulta il catalogo dei poster di opere di Amedeo Modigliani su Artdreamguide.
Gianni Nigro racconta che suo padre, Mario Nigro, era solito ripetere: "Nello sport chi è primo è primo, non come nell'arte...". Il buffo è che Nigro nell'arte non fu quasi mai primo.
Approdò alla pittura dopo la guerra. In precedenza si era laureato in chimica. Aveva lavorato in università, ma a causa delle difficoltà del dopoguerra si era adattato a lavorare come farmacista.
Quando negli anni '50 iniziò il ciclo sul tema "Spazio totale", non era primo. Di spazio aveva già parlato Lucio Fontana, con i suoi primi "Concetti spaziali".
Ma l'arte non è una corsa a cronometro. Né, tantomeno, una sfida a chi butta giù l'altro per primo.
A differenza di Fontana, Nigro ha operato quasi esclusivamente sul versante della pittura. Una pittura di genere astratto geometrico, che trae ispirazione da Mondrian, Malevich e dai futuristi. Una pittura basata su trame e griglie colorate, deformate da effetti prospettici che evocano profondità e senso dello spazio.
A metà degli anni '60, Nigro compie la sua unica, breve incursione nello sculturale. Assembla i suoi quadri in maniera seriale alle pareti e sul pavimento. Si tratta però di una fase di transizione verso il secondo grande ciclo di Mario Nigro: "Tempo totale".
La donazione di alcune opere dell'artista da parte del figlio alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia ha offerto lo spunto per una mostra sulle opere di Nigro fino al 1966. Cioè, la prima parte del suo lavoro.

Artdreamguide ti parla della mostra e del lavoro di Mario Nigro.
Helmut Newton è stato uno dei più grandi fotografi del dopoguerra.
La sua attività ha coperto molti campi: i servizi di moda, l'attualità, ritratti di personaggi famosi, la fotografia artistica.
A quanti torneranno alla mente i suoi ritratti di Catherine Deneuve, Charlotte Rampling e Romy Schneider! E quanti ricorderanno le sue foto di modelle nude che indossano scarpe dai lunghi tacchi! Immagini sensuali e ambigue, in cui le modelle appaiono seduttive, ma forti e dure al tempo stesso.
Ma Newton non ha fotografato solo nudi femminili e VIP. In forma più riservata, ha realizzato anche foto di paesaggi. Scorci di palazzi, vedute di giardini, notturni. Immagini che rivelano un lato romantico del grande fotografo, scomparso nel 2004.
"Sex and Lascapes" sono i due "mondi" di Helmut Newton. In questi giorni si confrontano in una grande retrospettiva a Palazzo Reale di Milano.

Su Artdreamguide puoi trovare la descrizione della mostra.
Il mondo dell'arte contemporanea presenta modalità e schemi di funzionamento che si sono consolidati nel tempo.
L'avvento di Internet e della digitalità vi ha introdotto elementi di novità, ma non ne ha sconvolto le dinamiche tradizionali.
Il discorso diverso nel caso dell'arte digitale, cioè, di quel genere di arte che consiste in immagini artistiche generate al computer. E non potrebbe essere diversamente, dal momento che è nata in tempi recenti e che, quindi, non si basa su schemi congelati.
Dal confronto tra il mondo dell'arte contemporanea e quello dell'arte digitale emerge una differenza. Il mondo dell'arte contemporanea si basa su un sistema di gallerie, riviste d'arte, grandi mostre, musei. Cioè, su realtà concrete, solide, e quindi un po' ingessate.
Anche quello dell'arte digitale si articola, in parte, attorno a centri di aggregazione e circolazione dell'informazione reali. Ma gran parte dei suoi gangli si trovano in rete, sono virtuali. Si tratta, quindi, di un mondo più "leggero", spontaneo, libero.
La riprova è data dai tanti siti dedicati alla diffusione dell'arte digitale. Siti che invitano a sottoporre lavori, idee, commenti.
"We Want Your Brain! (Vogliamo il tuo cervello)".
L'invito non è rivolto dallo "Zio Sam", ma da un interessante sito italiano dedicato all'arte digitale. Si chiama "Brain Twisting".
Tanti i propositi: mostrare lavori di artisti digitali, fornire informazioni e approfondimenti, promuovere iniziative nel campo della creatività digitale, ecc. Inoltre, come recita l'invito, sollecita l'utente a diventare "editor": a scrivere, proporre artisti, pubblicare interviste. Un grande richiamo a partecipare...

Per tanti lavori di Digital Art visita "Brain Twisting".
Parlare di una determinata città e parlare della città in generale sono cose molto diverse.
Nel primo caso, si prendono in considerazione attributi piuttosto specifici e circostanziati: l'aspetto di quella città, i monumenti, gli edifici, la gente, la storia. Nel secondo caso, si tende a considerare soprattutto il concetto di città: la sua origine ed evoluzione storica, il suo ruolo sotto il profilo economico, la sua influenza sociologica e antropologica, le problematiche urbanistiche e tecnologiche, ecc.
Facendo un parallelismo biologico, è come parlare di un individuo in particolare e della specie umana in generale.
Qualcuno ha cercato di trattare la città come una entità organica. È l'artista britannico Stanza. Già il nome è tutto un programma...
Stanza è un appassionato di nuove tecnologie, Internet, grafica digitale e viaggi. Nell'arco di dieci anni e più è stato in varie città del mondo. Ha raccolto immagini, rumori, impressioni. Li ha gettati nel frullatore con un pizzico di fantasia e perizia tecnica. Infine, ha scodellato in rete un grande progetto di Net Art: The Central City.
The Central City si presenta sotto forma di una mappa urbana cui fanno capo varie sezioni dai nomi suggestivi e misteriosi: Inner City, Biocity, Soundmaps, Sonicity, Photocity, Soundscraper, ecc. È una specie di galassia che contiene scenari, diagrammi, animazioni, suoni ricavati da luoghi reali.
Le suggestioni sono molteplici e, a dispetto dell'argomento serio e intellettuale, trasmettono una sensazione di giocosità e leggerezza. Provare, ad esempio, "Soundscraper" e "Soundmaps"!

Per conoscere la città in un modo nuovo, visita The Central City, di Stanza.
- Una famiglia di piccoli imprenditori dell'hinterland milanese ha scoperto di avere in casa una tela di Vincent van Gogh. L'opera misura 62x108 cm. Raffigura una scena di contadini delle Fiandre e viene fatta risalire al 1885 ca. Sull'autenticità non ci sarebbero dubbi. In attesa di conferme definitive è stata affidata a Christie's per essere battuta all'asta. Il valore dovrebbe aggirarsi tra i 30 e i 40 milioni di Euro.

- Il 10 giugno prossimo, nel parco dell'ex Fonderia Lombardini di Reggio Emilia verrà inaugurata un'installazione di Eliseo Mattiacci. L'opera si intitola Danza di Astri e di Stelle. Consiste in tre grandi lastre d'acciaio incise con segni misteriosi, pagine di un libro di astronomia che mette in comunicazione con l'infinito. L'avvenimento rientra in un più grande progetto di committenza pubblica volto a valorizzare i luoghi storici di Reggio Emilia.

- Dora Maar con gatto, un dipinto di Pablo Picasso che ritrae una delle amanti, è stato venduto a New York, da Sotheby's, per la ragguardevole cifra di 95 milioni di dollari. Il risultato si pone molto al di sopra della stima, fissata intorno ai 50 milioni di dollari. Oltre a Picasso, lo sconosciuto acquirente si è portato a casa un Monet da 5 milioni di dollari e uno Chagall da due milioni di dollari.
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