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Newsletter del 10 novembre 2005
sommario
In questi giorni tutti parlano di una mostra a Brescia. Protagonista è l'accoppiata Gauguin-van Gogh. Il confronto è così suggestivo che anche Celentano dovrebbe scomodarsi a sciogliere l'enigma. Chi tra i due è "rock" e chi è "lento"?
Gli appassionati di arte contemporanea e Net Art probabilmente storceranno il naso. Fatto sta che anche noi abbiamo ritenuto di dedicare una parte di questa newsletter ai due grandi personaggi. Sono stati troppo importanti e le loro esistenze troppo travagliate per non parlarne.
Allo stesso modo, c'è un altro personaggio che è stato importante, ha avuto un'esistenza travagliata e che è protagonista di una grande mostra. Si tratta di Robert Mapplethorpe, il grande fotografo newyorkese morto di AIDS nel 1989. Si può vedere il suo lavoro a Torino, alla Promotrice delle Belle Arti. Una mostra che ci sentiamo di raccomandare vivamente, tanto più che in contemporanea a Torino ce ne sono altre interessanti.
Paul Gauguin e Vincent van Gogh sono personaggi molto popolari anche tra i non addetti ai lavori.
Spesso vengono ricordati assieme. E il fatto sembra piuttosto strano, visto che avevano temperamenti molto diversi e la loro pittura presenta differenze significative.
Cosa li accomuna, allora?
Gauguin e van Gogh furono grandi artisti. Per breve tempo furono persino buoni amici, fino al giorno della rottura. Ma questo non basta ancora a controbilanciare le diversità.
Dobbiamo rifarci alle loro storie. Agli esordi Gauguin e van Gogh guardarono entrambi all'Impressionismo. Fu solo una breve parentesi, perché avevano personalità troppo spiccate e la loro passione li spingeva ben oltre.
Fu così che, l'uno in Bretagna e l'altro in Provenza, si lanciarono a sperimentare nuovi accostamenti cromatici e schemi compositivi. Nel 1888, ad Arles, trascorsero due mesi assieme, nel corso dei quali affrontarono problemi artistici, e dovettero sopportare anche difficoltà di convivenza.
Poi le loro vite e le loro carriere imboccarono strade diverse. Ma le fondamenta erano state posate.
Pur nella loro diversità, con i loro modi di dipingere Gauguin e van Gogh segnarono il superamento dell'Impressionismo. E le loro scoperte sarebbero servite di lezione a tutte le nuove generazioni di artisti.
La mostra al Museo di Santa Giulia di Brescia documenta questa storia.

Su Artdreamguide puoi trovare la presentazione della mostra.
Alla fine di ottobre del 1888 Paul Gauguin lascia la Bretagna per raggiungere Vincent van Gogh ad Arles, in Provenza. Per van Gogh è il coronamento di un grande sogno: quello di realizzare un "atelier del Sud".
Paul Gauguin era più anziano di van Gogh di appena cinque anni. Ma per quest'ultimo era comunque un mito.
Così scrive van Gogh a Émile Bernard pochi giorni dopo l'arrivo di Gauguin: "... Nel nostro sporco mestiere di pittori abbiamo un grande bisogno di persone dalle mani e dallo stomaco da operai, dai gusti più naturali... Nel caso di Gauguin, senza dubbio, ci troviamo di fronte a un individuo vergine, dagli istinti selvaggi. In Gauguin il sangue e il sesso prevalgono sull'ambizione".
A sua volta, così scrive Gauguin di van Gogh sempre a Bernard: "Lui è romantico, io invece sono portato verso uno stato primitivo. Dal punto di vista del colore, lui maneggia la pasta, io detesto fare intrugli..."
Non c'è che dire... Due personalità diversissime e ben definite.
Aldilà delle differenze stilistiche e di temperamento c'era però un problema. Van Gogh, purtroppo, cominciava a dare già i primi segni della follia incipiente che lo avrebbe portato al suicidio. Momento culminante fu il famoso gesto di van Gogh di tagliarsi l'orecchio e portarlo al bordello di Arles.
La convivenza durò solo fino a Natale. Ma questo non impedì a Gauguin di produrre tanti capolavori e di effettuare esperimenti importanti, che avrebbe messo a frutto di lì a poco.

Su Artdreamguide puoi trovare altre informazioni e vedere le opere di Paul Gauguin e le opere di Vincent van Gogh dipinte ad Arles.
L'arrivo di Gauguin ad Arles venne accolto da van Gogh con grande entusiasmo. Era ansioso di lavorare a contatto di gomito con lui, affrontare nuove sfide artistiche. Era disposto persino a prendere consigli da lui.
Ma a dispetto di questo e di quanto scrisse Gauguin, van Gogh non era affatto il giovane talentuoso, ma al tempo stesso bisognoso di suggerimenti. Prima del loro incontro, infatti, van Gogh aveva già dipinto molti dei suoi capolavori oggi più acclamati: La mietitura, La casa gialla, La camera a Arles, i celebri Girasoli.
Ascoltava con attenzione i consigli del collega più anziano. Gli mostrava continuamente gli esiti del lavoro. Ma in realtà si sforzava di mettere in pratica solo quegli insegnamenti che erano in linea con il suo genuino modo di sentire.
La riprova di tutto ciò è data dal confronto tra due opere dei due artisti, dedicate allo stesso tema: Caffé a Arles di Gauguin e Caffé di notte di van Gogh.
Quella di Gauguin appare molto costruita. Le zone di colore sono piatte e contornate da linee nette e sinuose. Le tinte risultano tenui e un po' slavate. Già si intravede lo sforzo di sintesi, che troverà il suo sbocco nelle tele del 1889.
Quella di van Gogh è senza dubbio meno strutturata. L'impianto prospettico sembra sbilenco e i contorni appaiono più aspri. E poi ci sono quelle pennellate a trattini, che si dispongono in cerchi concentrici o in percorsi ondulati.
Tra i due, van Gogh doveva essere l'allievo. Ma in questo caso la sua opera è quella che colpisce di più per incisività. E pensare che la dipinse ancora prima dell'arrivo di Gauguin...

Su Artdreamguide puoi vedere le due versioni del Caffé ad Arles di Gauguin e van Gogh a confronto.
Appendere alle pareti di casa il poster o la riproduzione di un'opera d'arte famosa è un fatto piuttosto consueto. E il caso vuole che le preferenze ricadano spesso proprio su quelle di Gauguin o di van Gogh. Peccato che le possibilità di scelta nei negozi o alle mostre siano sempre limitate.
Ma c'è una buona notizia. Artdreamguide ha, infatti, preparato i cataloghi di poster e riproduzioni di opere di Gauguin e van Gogh. Lì si può trovare una vasta gamma di soggetti e diverse versioni dello stesso soggetto, disponibili per l'acquisto on-line.
Non rimane che scegliere...
I Girasoli di van Gogh o Matamoe di Gauguin? La Notte stellata di van Gogh o Ta matete di Gauguin? I campi di grano di van Gogh o le tahitiane di Gauguin?
E poi... Quale versione?
Un bel dilemma...

Per curiosare, consulta su Artdreamguide i cataloghi dei
poster di Gauguin
poster di van Gogh.
Rabelais è una figura unica nel panorama della letteratura europea del '500.
Nel suo lavoro convive un'infinità di elementi: cultura classicista, mentalità scientifica, critica sociale, propensione pedagogica, ironia, spirito popolaresco, fantasia.
Questi elementi si ritrovano tutti nella sua creazione più famosa, il Gargantua e Pantagruel.
L'opera racconta le gesta di due giganti, padre e figlio. Ma in realtà è una sorta di percorso fantastico attraverso le follie e l'ipocrisia del mondo, trattati in modo sarcastico e perfino scurrile.
Singolare è la figura di Pantagruel, il figlio. È il gigante vorace, dotato di forza smisurata, capace di dissertazioni filosofiche, riflessioni socio-pedagogiche, volgarità e oscenità. Ma soprattutto è la personalità dalla curiosità insaziabile e onnivora.
Pantagruel è stato assunto a emblema di un grande evento in corso, in questi giorni, a Torino. Si tratta di "Torino Triennale Tremusei", che reca come sottotitolo "La sindrome di Pantagruel".
Tema della mostra è la scena artistica contemporanea, in bilico tra la voglia di sperimentare e parlare di tutto e il rischio di non riuscire più a riflettere su nulla.

Per saperne di più, visita la pagina di Artdreamguide sull'evento.
Le tre "T" di "Torino Triennale" alludono ai tre musei su cui è imperniata la manifestazione. Sono la Galleria d'Arte Moderna, il Castello di Rivoli e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Già da soli basterebbero a fare di Torino la città leader in Italia dal punto di vista dell'arte moderna e contemporanea. Questo grazie all'importanza delle collezioni, alla qualità delle mostre e alla continuità dei loro programmi.
Ma non è tutto.
L'arsenale artistico-culturale torinese comprende altre istituzioni di prestigio, tra cui Palazzo Bricherasio, la Promotrice delle Belle Arti e Palazzo Cavour. In tempi più recenti si sono aggiunte altre "new entry", come la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e la Fondazione Mario Merz.
E poi l'appassionato di arte contemporanea ha a disposizione tante gallerie di ottimo livello e, una volta all'anno, l'appuntamento fieristico di Artissima.

Artdreamguide ti indica i principali musei e centri espositivi a Torino.
Per molti il Chelsea Hotel è un luogo mitico.
Nel passato vi hanno soggiornato grandi scrittori e drammaturghi, tra cui Mark Twain, Dylan Thomas, Arthur Miller. E anche attori, intellettuali, artisti e musicisti.
Ma il Chelsea Hotel è noto soprattutto per aver ospitato star famose della "Beat Generation". Tanto per fare nomi: Bob Dylan, Leonard Cohen, Joan Baez, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison...
Nel 1970 fu la volta della cantante Patty Smith. In sua compagnia c'era un giovane artista alle prime armi, di nome Robert Mapplethorpe.
Sono anni cruciali per Mapplethorpe. Entra in contatto con il mondo della musica underground e impegnata. Ma soprattutto, prende confidenza con la fotografia, che diviene il suo mezzo espressivo.
La sua parabola creativa purtroppo è molto breve. Si svolge tra l'inizio degli anni '70 e il 1989, anno della morte per AIDS. In questo arco di tempo si dedica a una gamma ristretta di soggetti: ritratti di personaggi famosi, particolari di sculture, nudi maschili e femminili, nature morte floreali. Ma nel suo uso del mezzo fotografico Mapplethorpe dimostra una formidabile coerenza stilistica. Tutte le sue foto, infatti, sono accomunate da una qualità scultorea e da una compostezza monumentale che ne fanno una sorta di marchio di fabbrica.
Alla Promotrice delle Belle Arti di Torino è aperta una delle mostre più belle dedicate al suo lavoro.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Si apre a Torino la 12ª edizione di "Artissima", una delle più importanti fiere di arte contemporanea internazionale. Si svolge nei vasti spazi di Lingotto Fiere.
Nel pullulare di fiere d'arte italiane Artissima occupa da sempre un posto particolare. È quella più spiccatamente "contemporanea". Ogni anno, infatti, "Artissima" si conferma come la fiera con il più alto tasso di arte attuale, rispetto all'arte "moderna classica", più consolidata. Per questo, è uno degli appuntamenti preferiti da parte di critici, collezionisti e appassionati di arte giovane.
Le gallerie presenti quest'anno saranno 150, dall'Italia e dall'estero. Come di consueto, faranno da contorno alla manifestazione numerose iniziative incentrate su giovani artisti, nuove gallerie e tecniche artistiche innovative.
Quest'anno, in più, verranno organizzate anche vere e proprie visite guidate, tenute da critici e giornalisti.
L'apertura della fiera sarà dall'11 al 13 novembre.

Su Artdreamguide puoi trovare altre informazioni sull'edizione 2005 di "Artissima".
Torino è una città di oltre un milione di abitanti, cui però si deve aggiungere un altro tocchettino, dovuto al vasto hinterland.
La parte centrale si estende alla sinistra del Po, addossata alle colline. Si presenta a pianta regolare, con grandi viali ottocenteschi che si intersecano ad angolo retto. Via Roma può essere considerato l'asse principale della città. È il nobile corso che dalla Stazione di Porta Nuova conduce a Nord fino a Piazza Castello, passando per Piazza San Carlo. Ortogonalmente ad esso, da Piazza Castello, si diparte verso Est via Po. Sulle vie laterali si affacciano molti dei monumenti e dei musei più importanti. Ad esempio, la famosa Mole Antonelliana.
Dalla parte centrale si dipartono a raggiera lunghi vialoni che portano ai sobborghi: Corso Giulio Cesare, Corso Vercelli, Corso Francia, Corso Orbassano, Corso Unione Sovietica, Via Nizza, ecc. Alcuni di essi attraversano aree ex-industriali, dove oggi si sono insediate le nuove istituzioni dedicate all'arte contemporanea. È il caso, ad esempio, del quartiere San Paolo, dove sorge la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Oltre i confini di Torino si apre una distesa di piccoli centri. Si sono così ampliati da unirsi alla città vera e propria: Settimo Torinese, Venaria, Collegno, Grugliasco, Orbassano, Nichelino, Moncalieri, Rivoli.

Per individuare le principali strade e i musei di Torino, consulta le piante di Torino su Artdreamguide.
- Valentina D'Amaro è la vincitrice del Premio Cairo 2005. Nata a Massa nel 1966, vive e lavora a Milano. Quest'anno ha partecipato al Padiglione Italia presso il Trevi Flash Art Museum e alla Biennale di Praga. Tema ricorrente nei suoi quadri è il paesaggio, che l'artista rappresenta in modo stilizzato, a metà strada tra fotorealismo e semplificazione minimalista.

- Due famosi personaggi dell'arte sono venuti a mancare. Si tratta di Jean-Michel Folon e di Arman. Folon è morto il 20 ottobre a Montecarlo. Recentemente è stato protagonista di una vasta retrospettiva a Firenze. Arman, al secolo Armand Pierre Fernandez, è deceduto il 24 ottobre a New York. Aveva 76 anni. Tra i principali esponenti del Nouveau Réalisme, era noto per le sue Accumulazioni, composizioni di oggetti dello stesso tipo, raccolti e compattati sulla tela.

- L'1 e il 2 novembre scorso si sono tenute le aste di arte moderna e impressionismo da Christie's e Sotheby's di New York. Il successo è stato superiore alle aspettative, sia per il numero dei lotti venduti che per i prezzi raggiunti. La vedette è stata La blanchisseuse di Toulouse-Lautrec, venduta da Christie's per 20 milioni di dollari. Grandi prezzi anche per Claude Monet, Paul Cézanne, Pablo Picasso e Berthe Morisot. Particolare risalto merita la cifra record di 2.8 milioni di dollari, raggiunti da Port de Cette, les tartans, una tela puntinista dell'artista olandese Théo Van Rysselberghe.

- Dal 2 al 4 dicembre torna a Venezia BBCC Expo, il Salone dei beni e delle attività culturali. La manifestazione si svolge presso il Terminal Passeggeri. In mostra, molti protagonisti del mondo dei beni culturali. Tra gli argomenti trattati: restauro e conservazione dei beni culturali, turismo culturale e la "cultura di provincia".
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