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Newsletter del 16 giugno 2005
sommario
In questi giorni si fa un gran parlare dell'Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia.
Comunemente viene chiamata "La Biennale"...
Ogni due anni, si ripresenta puntuale. E questo non è poco, in un paese che non fa della puntualità una delle sue virtù.
Anche quest'anno, come per ogni Biennale che si rispetti, sono venute le polemiche. Ma questa volta più aspre del solito.
Nel mirino sono finite soprattutto le due mostre principali e le due curatrici: María de Corral e Rosa Martínez.
Come mai?
Forse perché le due mostre fanno acqua? O forse perché sono costate troppo? O perché sono stati invitati artisti sbagliati?
La critica principale sarebbe questa: l'arte contemporanea italiana nelle mostre è poco presente. E probabilmente ciò è vero.
Questo certo non va bene. Infatti, la Biennale di Venezia è in gran parte sovvenzionata con denaro pubblico italiano. Quindi, non è giusto che questo denaro venga impiegato quasi tutto per mostrare arte di altri paesi, trascurando quella di casa. E su questo punto si è espresso con chiarezza anche il ministro Buttiglione.
Ciò detto, rimane da chiedersi se la mostra sia bella o no.
Ma ahimé, anche da questo punto di vista si deve registrare l'accanimento dei critici italiani.
In realtà, ascoltando il parere di visitatori meno "professionali" emerge un giudizio più variegato. Un giudizio che, nella sua complessità, assomiglia a quelli registrati in occasione di tante edizioni precedenti della Biennale.
Per cui è lecito che a qualcuno sorga qualche dubbio.
Ad esempio: non è che le polemiche sulla qualità del progetto siano dovute a qualche forma di gelosia da parte dei critici italiani?
Ma i nostri dubbi più atroci sono altri.
Non è che, viste le critiche, chi ne capisce poco possa cadere nella tentazione di non andare a vedere la Biennale?
E ancora. Non è che a furia di dare addosso in modo sistematico non si finisca per fare il gioco di chi mira a ridurre l'impegno dello stato nei confronti della cultura?
Secondo noi, questa Biennale vale di sicuro il viaggetto in treno e almeno una giornata di visita.
Chi è abituato a visitare la Biennale di Venezia, sa che è una manifestazione vasta e molto articolata.
Consiste, innanzitutto, in alcune grandi mostre tematiche e diversi progetti artistici, curati da un comitato scientifico. A questo si aggiungono le numerose mostre allestite nei vari padiglioni nazionali.
Per l'edizione di quest'anno, la nº51, i paesi partecipanti sono 73. Un vero record! 31 di essi espongono negli storici padiglioni ai Giardini. Gli altri hanno a disposizione varie sedi sparse per la città.
Quanto alle mostre tematiche, i luoghi principali sono sempre i soliti: i Giardini di Castello e il suggestivo complesso dell'Arsenale.
Attraverso due mostre tematiche le due curatrici, María de Corral e Rosa Martínez, propongono al pubblico una sorta di viaggio nell'arte contemporanea dagli anni '70 a oggi. Questo viaggio si muove attorno a due concezioni dell'arte.
1) L'arte non è estranea alla vita. Si nutre di problemi sociali, di inquietudini, di drammi personali. A incarnare questa visione è la prima mostra, che si intitola "L'esperienza dell'arte".
2) L'arte è una costruzione dell'immaginario. Attraverso le sue fantasie ci aiuta a capire meglio la realtà. Una concezione che si esprime nella seconda mostra, che ha per titolo "Sempre un po' più lontano".
la Biennale dura fino al 9 novembre.

Per saperne di più, visita la pagina di Artdreamguide dedicata all'avvenimento.
Mostre tematiche, padiglioni nazionali, curatori, sedi sparse per la città, Gran Premi...
Ma in cosa consiste veramente la Biennale di Venezia? Da chi è retta? Come funziona? E soprattutto, come fa a resistere da quel lontano 1895?
Polemiche, ristrettezze di bilancio e difficoltà organizzative fanno sì che simili domande se le pongano in tanti.
Si dà il fatto che, con alcune eccezioni, l'Esposizione Internazionale d'Arte ritorna imperterrita ogni due anni. Resta anche il fatto che attraverso i suoi spazi sono passati tutti i grandi dell'arte dalla fine dell'800 a oggi. Per non parlare di quanti tra loro sono stati premiati con i cosiddetti "Grandi Premi", assegnati in ogni edizione.
Rimane un solo, grandissimo rimpianto. Se in occasione di ogni edizione si fossero acquistate alcune delle opere in mostra, oggi Venezia disporrebbe di una delle più splendide collezioni d'arte moderna al mondo...

Per conoscere più a fondo la Biennale di Venezia, visita la pagina di presentazione in Artdreamguide.
Venezia è piccola e la sua struttura piuttosto semplice. In fin dei conti tutto si riduce a tre isolotti pieni di case e solcati da canaletti. Così, quando si arriva alla stazione di Santa Lucia o ai parcheggi di Piazzale Roma, si pensa di muoversi con facilità. Ma non è così.
Venezia, in realtà, è un reticolo inestricabile di calli e canali. Per esigenze pratiche si finisce per fissare nella mente una o due mete e si prende il vaporetto che le raggiunge più rapidamente.
Tutto bene quando le mete sono Piazza San Marco, Rialto o l'Accademia. Meno bene quando le mete sono i luoghi della Biennale, o qualche museo secondario. E d'altra parte, il visitatore della Biennale deve fare i conti anche con i percorsi da seguire per raggiungere le diverse sedi in cui si svolge la mostra.
Ecco quindi l'utilità di una pianta che consente di individuare la localizzazione di questi luoghi.

Per individuare i luoghi della Biennale, consulta le piante di Venezia in Artdreamguide.
Venezia è una delle maggiori mete del turismo mondiale. La sua intera economia è in larga misura basata sul turismo.
Come è logico, tutto questo ha determinato un'offerta alberghiera quanto mai vasta e variegata.
Oltre ai Grand Hotel e agli alberghi tradizionali, prosperano pensioni, pensioncine, camere in affitto. E in proposito, molti senz'altro ricorderanno il film Pane e tulipani...
La vastità dell'offerta viene messa a dura prova in occasione di eventi particolari. Ad esempio, la Mostra del Cinema, a settembre, e la Biennale, appunto.
Quindi, è bene premunirsi per tempo, ben sapendo che i prezzi sono all'altezza dell'aura magica della città.

Per prenotare un hotel a Venezia, visita la pagina Hotel a Venezia su Artdreamguide.
Kasimir Malevich è universalmente conosciuto come uno dei più grandi artisti astratti.
Malevich iniziò come pittore naturalista. Nei primi anni '10 passò attraverso rapide fasi di sperimentazione: impressionismo, neoprimitivismo, cubismo.
Alla fine del 1914 abbandonò la pittura figurativa. Con il celebre Quadrato nero su fondo bianco dette inizio alla lunga parentesi astratta. Per definire il suo credo, coniò un termine un po' inquietante: Suprematismo.
Per Malevich l'arte deve svincolarsi dalla realtà oggettiva e basarsi sulla "pura sensibilità". Scopo dell'arte non è imitare la realtà, ma evocare emozioni pure, senza alcun aggancio con la realtà.
Nel 1927 Malevich si trovava in Germania per un ciclo di mostre e di conferenze. Improvvisamente, dovette fare ritorno in Russia, lasciando sul posto tutti i quadri e i disegni che vi aveva portato. Questo nucleo oggi si trova ad Amsterdam. Quasi tutte le opere rimanenti di Malevich sono in Russia, tra cui molte al Museo Russo di San Pietroburgo. Gran parte di queste ultime sono esposte in questi giorni a Roma, presso il Museo del Corso.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Oltre a presentare le 3 mostre online di "pop&stars" ci è sembrato interessante chiedere ai visitatori virtuali di votare le opere che preferiscono. Per questo, in contemporanea al lancio di ognuna delle mostre, abbiamo anche aperto 2 sondaggi ciascuna.
Perché 2 sondaggi per ogni mostra?
Perché ogni mostra è costituita da 18 opere. Dover scegliere la preferita tra 18 opere può essere difficile. Quindi, le abbiamo divise in 2 gruppi. Un sondaggio per ogni gruppo.
I votanti sono stati molte centinaia.
Adesso i sondaggi sono chiusi e hanno decretato il loro responso.
6 opere risultano vincenti: 2 si ispirano ai volti di grandi calciatori del passato, 2 a personaggi della canzone e 2 ad attori del cinema. Le abbiamo raccolte in una mostra apposita e abbiamo aperto un nuovo sondaggio per scegliere quella preferita in assoluto.

Per conoscere le opere vincitrici e scegliere la vincitrice assoluta visita la pagina con la mostra e il sondaggio.
La raffigurazione della folla è un tema ricorrente nella storia dell'arte.
Funge da cornice a episodi biblici o della vita di Cristo. Fa da sfondo a rappresentazioni di battaglie, cortei, incoronazioni di sovrani, visite di ambasciatori.
Spesso, in mezzo a queste masse di gente, spiccano volti di singoli personaggi. Individui sconosciuti, colti di sorpresa. Personaggi famosi, che sembrano volutamente mettersi in mostra.
Con l'800 comincia l'epoca dell'urbanizzazione. La gente si addensa in masse sempre più grandi. Dimodoché, nelle rappresentazioni della vita moderna la presenza della folla diventa un ingrediente quasi inevitabile.
Nell'arte recente la folla talvolta è il soggetto principale dell'opera. Più spesso, è il contesto in cui l'autore ambienta alcuni personaggi. La relazione tra i volti di singoli individui e la folla nel suo complesso consente numerose soluzioni, attraverso le quali l'autore trasmette impressioni particolari.
C'è un quadro famoso che le compendia quasi tutte. È l'Entrata di Cristo a Bruxelles nel 1889 di James Ensor. In mezzo alla folla che avanza affiorano volti esaltati, depressi, mascherati, silenziosi, gioiosi, grotteschi, increduli...
Al tema dei volti nella folla nell'arte recente è dedicata una bella mostra al Castello di Rivoli. Naturalmente, non si può vedere il colossale quadro di Ensor, pressocché inamovibile. Ma non se ne sente il bisogno, perché il campionario è comunque completo.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
La cultura, si sa, fatica a camminare con le sue sole gambe. Ha bisogno di generose iniezioni di denaro.
In molti casi è lo Stato ad intervenire. Ma in tempi difficili come quelli attuali le risorse non bastano. Occorre rivolgersi anche ai privati.
In tal senso, cercare un punto d'incontro tra mondo della cultura e mondo delle imprese può essere il classico bandolo della matassa.
Il 1 giugno scorso, presso la nuova sede de "Il Sole 24 Ore" a Milano, è stata presentata la nuova edizione del "Premio Impresa e Cultura". Il concorso è rivolto alle imprese che sviluppano progetti continuativi di sostegno alla cultura.
La partecipazione al "Premio Impresa e Cultura" è gratuita. Il termine di iscrizione scade il 22 settembre 2005. La premiazione avverrà nel mese di novembre. All'impresa vincitrice verrà assegnata un'opera di Alberto Garutti, realizzata per l'occasione.

Su Artdreamguide puoi trovare la presentazione del "Premio Impresa e Cultura 2005".
Gli artisti digitali creano immagini al computer.
Per molte cose assomigliano ad altri tipi di artisti. Ma c'è una prerogativa che li differenzia da tutti gli altri. Sono profondamente condizionati dal loro strumento creativo.
Non stiamo parlando tanto della macchina (il computer), ma del software. Cioè, i programmi.
Per realizzare le loro creazioni gli artisti digitali possono adoperare vari programmi: Paint, Paint Shop Pro, Flash. Ma ce n'è uno che spicca su tutti. Si chiama Photoshop.
Photoshop è un programma nato per correggere e migliorare le immagini fotografiche. Col tempo, si è arricchito di un'infinità di nuove funzioni. Oggi, con il supporto di alcuni programmi accessori, è in grado di fare cose incredibili. A patto, naturalmente, di saperlo usare...
E qui sta il punto! Sono pochi coloro che possono affermare di saper usare più del 50% delle sue funzioni. Ma chi ne è capace riesce a ricavarne grosse soddisfazioni. Soddisfazioni in termini economici, perché le persone veramente esperte sono molto ricercate. Ma anche soddisfazioni sul piano espressivo, perché idee e creatività possono essere ben assecondate.
"Graphic Zone" è un ottimo sito italiano interamente dedicato a Photoshop e all'arte digitale. Al suo interno si possono trovare interessanti consigli per ottenere effetti particolari. Ma soprattutto, si può curiosare in una bella galleria di lavori digitali.

Per vedere vari esempi di arte digitale, visita "Graphic Zone".
- L'artista americana Barbara Kruger è la vincitrice del Leone d'Oro alla Carriera della 51. Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia. Il premio le è stato consegnato il 10 giugno presso il Teatro delle Tese all'Arsenale. La Kruger è nata a Newark nel 1945. Le sue opere si caratterizzano per una forte valenza critica e sociale.

- Il 26 maggio scorso si è inaugurata la seconda edizione della Biennale di Praga. A organizzarla sono Giancarlo Politi ed Helena Kontova, editori della nota rivista d'arte contemporanea Flash Art. La manifestazione si tiene alla Karlin Hall e in altri spazi della città. I temi sono la nuova pittura in tutti i suoi aspetti e l'arte come azione e rivolta sociale.

- Per circa 3 mesi, dal 18 giugno al 24 settembre, gli spazi espositivi di Bergamo e provincia sono aperti gratuitamente al pubblico il sabato sera. Fanno da contorno alla manifestazione iniziative di genere vario: musica, teatro, danza, e persino gastronomia.
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