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Newsletter del 18 marzo 2005
sommario
Nel mondo di oggi siamo soggetti al bombardamento di stimoli disparati: parole, suoni, immagini, volti, scritte, sequenze filmate. Questi stimoli sono portatori di fatti clamorosi, grandi gesta, avvenimenti spettacolari, momenti drammatici, vicende personali, situazioni comiche.
Questi spezzoni di vita si succedono e si sedimentano. A volte si annullano, o si ricombinano. Alcuni si consolidano e piantano radici nella memoria della maggior parte di noi. Diventano una sorta di patrimonio collettivo.
Il risultato di questo processo è la cosiddetta "cultura di massa". Un insieme di concetti, esperienze, entità, messaggi e linguaggi largamente condivisi, consciamente o inconsciamente.
Fanno parte di questa miscela anche personaggi in carne ed ossa.
Non hanno nulla a che vedere con i grandi della cosiddetta "cultura alta". Sono individui divenuti famosi per ragioni svariate: le loro gesta, i loro atteggiamenti pittoreschi, il carattere originale, qualche vicenda singolare di cui sono stati protagonisti. Talvolta, si tratta più semplicemente di persone che ci sono divenute familiari grazie alla pubblicità e ai media.
Qualunque sia la ragione, questi personaggi si sono insediati in maniera permanente nella nostra coscienza collettiva. Alcuni tra loro, però, con più meriti di altri. È il caso delle stars dello sport, della cultura e dello spettacolo. Gente che, per la pubblica opinione, svolge lavori più interessanti dei nostri e che, nel contempo, li sa fare particolarmente bene.
Diciotto artisti hanno realizzato ciascuno tre ritratti ispirati a grandi stars del calcio, della musica e del cinema, di ieri e di oggi. Ne sono scaturite tre mostre, dedicate a questi tre ambiti. Le tre mostre appariranno in rete su Artdreamguide a distanza di un mese l'una dall'altra, a partire da questi giorni. Alla fine, tutte le opere verranno presentate assieme in una mostra presso una galleria di Milano.
Questo è per sommi capi "pop&stars".
I veleni del calcio non la finiscono mai di mettere a dura prova la passione dei tifosi.
Doping. Errori arbitrali. Presunti favoritismi verso alcune squadre. Bilanci societari in rosso. Dispute sui diritti televisivi. Violenza negli stadi...
Ce ne sarebbe a sufficienza per dedicarci tutti quanti all'ippica. E in effetti sono in molti a ostentare un atteggiamento snobbistico nei confronti del calcio.
Nonostante tutto, il calcio rimane lo sport nazionale. Il pubblico continua ad appassionarsi per le gesta di Shevchenko e Adriano. Proliferano i programmi televisivi e le rubriche che ne parlano.
Oggigiorno, le stars del calcio sono tra i personaggi più contesi dai media. Kakà fa bella mostra di sé sui cartelloni di Armani. Mentre il matrimonio tra Francesco Totti e Ilary Blasi si trasforma poco a poco in un grande evento mediatico.
Come è possibile questo?
Una risposta, forse, ci viene dal passato. Dalla grande lezione di sport, serietà, classe pura, che ci hanno trasmesso alcuni miti: Meazza, Mazzola, Rivera, Riva, Platini, Zoff, van Basten, Baresi, ecc.
A loro è dedicata "Arte nel pallone", prima mostra di "pop&stars". I diciotto artisti che prendono parte all'iniziativa presentano ciascuno un ritratto, liberamente ispirato al volto di un grande calciatore del passato.

Per vedere "Arte nel pallone", visita il sito web di "pop&stars".
Un luogo comune vuole che gli americani siano gente semplice e molto pratica. Ma se si guarda a certi termini dell'arte ci sarebbe da dubitarne.
Qualche esempio: Minimal Art, Conceptual Art, Antiform, Process Art... Tutte diavolerie che hanno inventato loro, gli americani. Proprio loro, e senza che altri ci mettessero becco!
Ma le parole spesso servono solo a complicare cose abbastanza semplici. E una conferma viene dagli esempi anzidetti.
Sono tendenze dell'arte comparse sulla scena nel corso degli anni '60, in antitesi con la Pop Art e la sua esuberanza decorativa. Tendenze fredde e razionali, che a seconda dei casi privilegiano l'idea alla base dell'opera o il processo realizzativo.
Per quanto distinte l'una dell'altra, erano accomunate da vari elementi: l'uso di materiali industriali, la semplicità delle forme, le dimensioni spesso gigantesche.
Se a questo si aggiunge il risalto dato alla "casualità" ("chance", come diceva John Cage), ne esce uno spaccato molto americano.
Un artista che, in momenti diversi, ha saputo incarnare ognuna di queste tendenze è stato Robert Morris. Nei primi anni '60 realizza opere minimaliste e assemblaggi di oggetti che mirano a rendere l'osservatore consapevole dei meccanismi della percezione visiva. In seguito, inventa le "Antiforme", strutture che rivelano la propria storia. Quindi si dedica alle ambientazioni, che puntano i riflettori sul processo di realizzazione.
Attraverso le opere di Morris i concetti di Minimalismo, Antiforma e Arte processuale assumono connotati più umani. E una grande mostra al Centro Pecci di Prato ne è la prova.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
La vocazione dell'artista è creare. Cercare di dare forma a un'idea dovrebbe essere il suo sforzo principale. Per il resto, quando l'opera è nata, dovrebbe circolare con facilità.
Purtroppo, per un artista far conoscere il proprio lavoro non è così semplice.
L'avvento di Internet ha ampliato gli orizzonti.
Molti artisti vi hanno intravisto una nuova opportunità da sfruttare. Alcuni segnalano il proprio lavoro all'interno di grandi siti. Altri creano il proprio sito web personale, con biografia, curriculum di mostre, immagini di opere e quant'altro. In tutti c'è la speranza di diffondere su ampia scala il proprio nome e la propria produzione.
Ma il web, come si sa, è sterminato. Così, capita spesso che una presenza su Internet si perda, non abbia riscontri.
Che fare, allora?
Una cosa molto semplice... Fare in modo che altri siti indirizzino gli utenti verso il proprio sito web mediante links.
Ma attenzione! Non serve a niente farsi linkare da chicchesia.
Occorre che i links verso il proprio sito si trovino su siti importanti e di grande traffico. 3 o 4 links su siti di questo tipo ottengono risultati migliori di centinaia piazzati dove capita.
Per rispondere a questa esigenza Artdreamguide ha appena introdotto un nuovo servizio rivolto agli artisti che dispongono di un proprio sito web personale.

Per conoscere il servizio e vedere qualche esempio visita la pagina Links a siti web personali di artisti di oggi su Artdreamguide.
Sarebbe ingiusto disprezzare gli sforzi compiuti negli ultimi 5 anni dallo Stato e dal Comune per promuovere l'arte contemporanea a Roma. D'altra parte, cercare di recuperare decenni di inefficienza e immobilismo appare impresa sovrumana. Basta fare raffronti...
I londinesi possono godersi tutta l'arte del mondo, dall'antichità ad oggi con capolavori sempre eccezionali. I monacensi e i berlinesi non sono molto da meno. Gli svizzeri, poi, a Basilea e Zurigo hanno collezioni che sono un crescendo impressionante, dall'antico al contemporaneo. Per non parlare dei parigini che, oltre a Leonardo e agli impressionisti, hanno arte moderna e contemporanea in tale quantità da non sapere dove esporla.
Passando ai newyorkesi, il gap assume dimensioni parossistiche. Accanto al famoso MoMA, altri due musei cittadini figurano in cima alle classifiche mondiali dell'arte moderna e contemporanea. Sono il Metropolitan Museum of Art, colossale ed enciclopedico, e il noto Guggenheim, sofisticato e rampante.
Una selezione del patrimonio di quest'ultimo, con limitati contributi della Guggenheim di Venezia, è in mostra presso le Scuderie Papali al Quirinale di Roma. Una mostra da non perdere.
E accoppiandola con la visita alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna ci si farà l'idea di quanto il divario tra Italia ed estero sia oramai incolmabile...

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
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I testi sull'arte moderna italiana cominciano sempre con i grandi del primo '900: Boccioni, Balla, Carrà, Severini, de Chirico, Morandi, Modigliani, Sironi. Poi, si passa alle correnti originatesi tra le due guerre: il secondo futurismo, il realismo magico, la scuola romana, Corrente, l'astrattismo comasco, ecc.
In questa sezione non mancano mai immagini della Crocifissione di Renato Guttuso e Intervista con la materia di Prampolini. Accanto ad esse ricorrono spesso anche due altri capolavori: il Ritratto del Cardinale Decano di Scipione e l'Autoritratto dello stesso Guttuso.
La prima delle due è un'opera veramente particolare.
Si tratta di una tela di grandi dimensioni. Come molte altre opere di Scipione, è giocata sulla combinazione di tinte rosse e brune. Sullo sfondo cupo si staglia, austera, la figura del cardinale, che sembra affiorare come uno spettro dalle profondità del tempo.
È un'opera fondamentale, che da sola infrange i vituperati canoni della pittura di regime.
Ritratto del Cardinale Decano appartiene alla Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Assieme all'Autoritratto di Guttuso e ad altre 92 opere dello stesso museo, è in mostra alla Galleria d'Arte Moderna di Gallarate.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Nel caso di Roma, sentir parlare di Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea suona un po' strano.
Ma come? Non esiste una certa Galleria Nazionale d'Arte Moderna? E poi... Che bisogno ci sarebbe di un secondo museo del genere in una città come Roma, dove per l'appassionato d'arte c'è tanto da vedere?
Fatto sta che la Galleria Comunale è un museo ben distinto dalla Galleria Nazionale. Venne istituita nel 1929 per dare sistemazione alla collezione che il comune aveva riunito poco alla volta.
Nel dopoguerra non ha avuto vita facile. È rimasta chiusa per lungo tempo. Poi è stata riaperta in una sede provvisoria.
In anni recenti il Comune di Roma ha deciso di imprimerle un forte impulso. Ha creato la sezione di arte contemporanea: il MACRO, una delle realtà recenti più dinamiche nel panorama italiano dell'arte contemporanea. Mancava una sede adeguata. E allora è stato varato l'ambizioso progetto di ristrutturazione dell'ex stabilimento della Peroni, dove avranno sede tutte le sezioni della Galleria.
Insomma. Si avverte un certo fermento.
Nel frattempo le sue opere se ne vanno in giro in turnée.

Su Artdreamguide trovi una presentazione della Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma, con le caratteristiche principali.
Sul web gli artisti assumono atteggiamenti diversi.
Alcuni sono molto profondi e ispirati. Altri sono originali e fantasiosi. Qualcuno si propone di provocare, scuotere.
Fare Net Art, arte virtuale, è molto diverso dal fare arte reale. In fin dei conti, si tratta di interessare una persona seduta davanti al computer, farle vedere delle cose stimolanti e, se possibile, farle compiere delle azioni.
Devono per forza essere sempre cose molto serie?
Niente affatto. C'è spazio anche per il divertimento e la leggerezza.
Visto che più sopra si parla di ritratti, ecco Mix, un progettino che si diverte a scherzare con il volto. Lo ha realizzato Rafael Rozendaal. Rozendaal è un giovane artista olandese. Contribuisce al portale "Neen.org", uno spazio aperto a un genere di creatività spontanea e ironica. Mix è uno dei suoi lavori recenti.
In modo semplice, simula una metodologia tipica degli identikit della polizia. Ma la musichetta spensierata e la foggia trasandata delle mascherine moderano il pathos.
Ogni tanto, agli artisti piace far giocherellare. E anche a noi.

E allora, prova i camuffamenti del volto messi in scena da Mix, di Rafael Rozendaal.
- Il finanziere Angelo Terruzzi ha comprato il 95% della proprietà di Palazzo Grassi, a Venezia, per una cifra di poco superiore ai 28 milioni di Euro. Proprietario della parte rimanente è il Casinò di Venezia. Terruzzi intende esporre la sua collezione all'ultimo piano e in parte del piano nobile. Gli altri spazi verranno utilizzati per le esposizioni cittadine.

- Per celebrare i 60 anni dalla Liberazione, la GAMeC e il Comune di Bergamo hanno varato il progetto WAR IS OVER. Per tutto il 2005, un artista diverso ogni mese si confronterà con il tema della guerra e della libertà, creando un manifesto che verrà affisso per la città. Il primo artista della serie è Fabio Mauri.

- Il 16 marzo scorso ha aperto a Milano la sede italiana della casa d'aste austriaca Dorotheum. Fondata nel 1707, Dorotheum è specializzata soprattutto in arte austriaca e del Centro Europa. Nella sede centrale di Vienna si tengono aste di arte antica, arte moderna e contemporanea, design, ceramica, gioielli, argenti, orologi e strumenti scientifici. Succursali sono a Salisburgo, Graz, Klagenfurt, e Praga. La sede milanese è in un antico palazzo di Via Boito. Per ora funzionerà solo per preview e consulenze.

- Il 21 marzo nascerà ufficialmente il Centro per il restauro della Reggia di Venaria. A dirigerlo sarà probabilmente Pinin Brambilla Barcilon, nota per essersi occupata del restauro dell'Ultima cena di Leonardo. Già dal prossimo anno vi si terranno importanti corsi di laurea.
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