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Newsletter del 14 Ottobre 2004
sommario
In questi anni la nostra Newsletter ha riscosso notevoli consensi.
Qualcuno, però, si è lamentato per il fatto che da qualche tempo non riesce più a leggerla. Gli arriva frammentata, con strani codici, illeggibile come un quadro cubista.
Da un rapido sondaggio abbiamo appurato che il problema si verifica sempre con una versione particolare del programma di posta elettronica Microsoft Outlook. Tutto regolare, invece, con le altre versioni e con altri programmi di posta elettronica.
Il problema interessa un numero ristretto di persone, ma è comunque spiacevole. Anche se poche, hanno il sacrosanto diritto di leggere la Newsletter, se lo desiderano.
Per ovviare al problema, abbiamo pensato di inviare la Newsletter in due formati diversi.

1) "HTML": è il formato abituale, più elegante, con i suoi colorini azzurri, gialli e rossi. Ma è anche quello che dà più problemi.
2) "Testuale": è un formato più povero ed essenziale, senza grafica. Ma è più democratico e dà molti meno problemi.

Per consentire agli utenti che lo desiderano di passare dal formato "HTML" (elegante) a quello "testuale" (povero, ma sempre leggibile) abbiamo piazzato un link apposito in fondo alla Newsletter, sotto la voce "Per ricevere la Newsletter in formato testuale".
Chi ha problemi può cliccarci sopra, e in futuro la riceverà in formato "testuale". A chi non ha problemi, invece, consigliamo di non fare niente e lasciare tutto com'è.
Qualcuno si domanderà come faccia l'utente che non riesce a leggere la normale Newsletter a capire dove cliccare.
Ebbene. Proprio per questo, ognuno ha ricevuto la Newsletter due volte, nei due diversi formati. Chi non riesce a leggere quella normale, dovrebbe avere meno problemi a leggere quella "testuale" e ad effettuare l'operazione descritta sopra.
Per sicurezza, il doppio invio verrà effettuato anche la prossima volta, tra 3 settimane.
Se proviamo a chiedere cosa significa "cubista", non c'è persona che non sappia rispondere. "Cubista" è chi balla sul cubo in discoteca, perbacco!
Strana cosa, i cubi. Ci si può ballare sopra, certo. Ma si possono fare molte altre cose. Si possono usare per metterci dentro le nostre robe. Si possono sovrapporre per fare le case.
Si possono usare perfino per "scomporre" gli oggetti e "ricostruirli" sulla tela. È quanto hanno fatto gli artisti cubisti all'inizio del '900.
Per mostrare gli oggetti da più punti di vista, li hanno smontati e ricomposti. Con i loro quadri sfaccettati, a "cubi", hanno rivoluzionato il modo di rappresentare la realtà, facendo piazza pulita della prospettiva. Hanno dato scandalo, ma alla fine hanno vinto.
Tanti artisti hanno vissuto una parentesi cubista. Attraverso il cubismo hanno rotto con il passato, per lanciarsi verso nuove avventure.
Una mega-mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara racconta questa esperienza fondamentale dell'arte moderna.

Su Artdreamguide puoi trovare un'ampia presentazione della mostra.
Era il 1907, quando il famoso collezionista russo Serghej Schukin cominciava a interessarsi al lavoro di Pablo Picasso. Gertrude Stein racconta che, quando gli mostrò le primissime opere cubiste del giovane artista spagnolo, in lacrime per lo sconforto, Schukin esclamò: "Che perdita per l'arte francese!".
Al posto delle desolate figure al bar e dei suoi saltimbanchi, Picasso si era messo a dipingere figure di donne e teste deformate, rozzamente frammentate, scomposte in cubi e sfaccettature. Possibile che l'autore di tanti quadri memorabili avesse perso la trebisonda fino a quel punto?
La storia racconta che, di lì a qualche anno, Schukin sarebbe diventato il più accanito acquirente di quelle opere, che tanto lo avevano respinto.
Probabilmente, non c'è corrente artistica capace di simboleggiare la carica innovativa dell'arte moderna meglio del cubismo. Il cubismo ha incarnato la rottura completa con l'arte del passato e l'apertura verso nuovi orizzonti. Una rottura che si è consumata sul terreno della forma. Non su quello dell'ideologia.

Per conoscere meglio il cubismo e i suoi principali esponenti visita la pagina di descrizione in Artdreamguide.
Un giorno, un visitatore era intento a guardare un quadro di George Braque nel Kunstmuseum di Basilea, quando la sua attenzione fu catturata dai commenti di una coppia di visitatori americani.
Lui: "Pensavo che il meglio del cubismo fosse da noi, a Filadelfia o a New York. Invece, mi trovo qui, davanti alla più impressionante parata di quadri cubisti che mi sia capitata!"
Lei: "Hai ragione. Questo posto è davvero incredibile! E pensare che da noi è così poco conosciuto..."
"Sì, è proprio vero." Pensò quello in ascolto. "A New York ci sono Les Demoiselles d'Avignon. A San Pietroburgo ci sono molti quadri di Picasso. A Parigi c'è un'altra bella schiera di opere cubiste. Ma con tutti questi Picasso, Braque, Léger, Gris, non c'è luogo migliore di questo per conoscere e apprezzare il cubismo..."
E oltre alle sale del cubismo ci sono anche quelle dell'espressionismo, dell'astrattismo, e di tanti altri "ismi".

Su Artdreamguide trovi una presentazione del Kunstmuseum Basel, con le caratteristiche principali.
I "talk-show", i quiz e i "reality-show" televisivi in genere non brillano per qualità. Hanno un merito, però. Permettono a persone comuni di godere del proprio attimo di notorietà.
Forse, a qualcuno tutto ciò può sembrare squallido. Ma non la penserebbe così Andy Warhol, se fosse ancora vivo. Al contrario, vedrebbe confermata una sua predizione del lontano 1968.
"In futuro, ognuno sarà famoso per quindici minuti...". Ognuno sarà protagonista del proprio personale show. O quantomeno, avrà la sua parte in uno di essi.
Per quel che lo riguarda, il buon Andy in questi giorni è protagonista dell'unico, inimitabile "The Andy Warhol Show".
Non si tratta di uno spettacolo televisivo, ma di una grande mostra. Tuttavia, l'artista vi appare degno di un vero mattatore televisivo: versatile, superficiale, impersonale, meccanico.
Mai l'arte è stata tanto vicina alle masse, come nel suo caso.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Quando Andy Warhol decise di raffigurare il volto di Marilyn Monroe, per l'americano medio Marilyn era simbolo di bellezza, sensualità e di un destino tragico.
Guardando i quadri di Warhol, però, di questo non sembra esservi traccia. Le "Marilyn" di Warhol altro non sono che bei colori, belle combinazioni cromatiche. Allo stesso modo, sedie elettriche, scene di incidenti, l'effige di Mao tse Tung, barattoli di minestra Campbell's, tra le sue mani perdono di significato e si riducono a belle combinazioni di colori.
Ecco, allora, l'intuizione di Warhol: ripetere un'immagine all'infinito, variandone i colori, ne attenua il potere simbolico. Riduce il suo effetto. La porta al livello di pittura pura e semplice.
A ben guardare, la stessa cosa avviene con le immagini trasmesse dai media. Un esempio?
Davanti ai nostri occhi le sequenze delle Due Torri colpite sono passate centinaia di volte, prese da angolature e a velocità diverse. A furia di rivederle, ci turbano sempre meno. Cominciamo a vederne solo il lato visivo, spettacolare.
Se è vero che la Pop Art si è cibata dei mezzi di comunicazione di massa, allora non c'è dubbio: Andy Warhol è l'artista più Pop.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Andy Warhol, con la vita e l'attività artistica e le opere.
In questa sezione segnaliamo alcune visite guidate, organizzate con la collaborazione di OPERA d'ARTE. Le visite vengono effettuate in date prestabilite.
Chiunque può partecipare, prenotando presso OPERA d'ARTE con almeno 20 giorni di anticipo. La prenotazione può essere effettuata in due modi:
- telefonando al numero di telefono 02/45487395,
- inviando una mail a adgprenotazioni@operadartemilano.it.
Ricordiamo che gli utenti di Artdreamguide hanno diritto a uno sconto del 15% sul normale prezzo della visita (Euro 6,80 invece di 8,00). Per ottenerlo, basta farlo presente al momento della prenotazione.

- "The Andy Warhol Show", Milano, Triennale
data visita: 13 novembre (prenot. entro il 23 ottobre)

- "The Andy Warhol Show", Milano, Triennale
data visita: 19 dicembre (prenot. entro il 30 novembre)

- "Lucio Fontana. Opere (1947-1965)",
Legnano (Mi), Palazzo Leone da Perego
data visita: 28 novembre (prenot. entro il 12 novembre)

- "Lucio Fontana. Opere (1947-1965)",
Legnano (Mi), Palazzo Leone da Perego
data visita: 23 gennaio (prenot. entro il 22 dicembre)

- "Il cubismo, rivoluzione e tradizione"
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
data visita: 12 dicembre (prenot. entro il 12 novembre)

Per tutti i dettagli, consulta la sezione di Artdreamguide dedicata alle visite guidate organizzate da OPERA d'ARTE.
Cosa c'è di più leggero e impalpabile della luce?
Probabilmente nulla. Nemmeno i pensieri.
Eppure, anche una materia così inconsistente può avere una sua solidità. Può servire a creare spazi, costruire ambienti. La migliore conferma viene dalle opere di Dan Flavin.
Flavin comincia a servirsi delle luci al neon verso la metà degli anni '60. Le usa da sole o combinate in strutture semplici. Le posiziona sulle pareti delle stanze, o negli angoli. Le adagia per terra.
A dispetto della loro freddezza, le luci al neon infondono energia agli ambienti. Creano monumentali architetture di luce. Pervadono gli spazi di un'alone di sacralità.
Il grande collezionista italiano Giuseppe Panza di Biumo rimase affascinato da queste qualità. Comprò varie opere di Flavin, e altre se le fece fare appositamente per la sua villa. Negli anni '90, alcune sono state cedute alla Fondazione Guggenheim.
Fino al 12 dicembre, le opere di Flavin collezionate da Panza sono visibili tutte assieme negli incredibili spazi di Villa Panza, a Varese.

Su Artdreamguide puoi trovare una descrizione della mostra.
Fare una vacanza assieme a un noto personaggio della televisione. Sedere al ristorante allo stesso tavolo di un vip dello spettacolo. Guardare una partita di calcio con una star del cinema o dello sport. Fantasticherie che in tanti abbiamo partorito, ma che solo per pochi si sono avverate...
Senz'altro molti di meno avranno sognato di visitare una mostra o un monumento in compagnia di un vip. Eppure, questo sogno a breve potrebbe avverarsi. Infatti, il 17 ottobre si svolgerà "Dietro le quinte della città".
Di cosa si tratta?
È una manifestazione organizzata dal FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Riguarda 70 luoghi significativi e altrettanti personaggi famosi che li illustreranno al pubblico.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione dell'iniziativa.
Negli anni '60 Andy Warhol realizzò parecchi film. Come attori, adoperava i frequentatori della "Factory", il suo studio-laboratorio. Tra marzo 1965 e febbraio 1966, prese parte ad alcuni film anche Edie Sedgwick.
Figura tragica, quella di Edie...
Attrice e modella, soffriva di problemi mentali e abusava di farmaci. Una mattina, il marito Michael Post la trovò nel letto, accanto a sé, morta per una dose eccessiva di barbiturici.
L'alone di mistero che circonda la controversa figura di Edie Sedgwick rivive in Portrait of Edie Sedgwick, un progetto di Net Art dell'artista americano Eryk Salvaggio.
Salvaggio è partito da un ritratto di Edie. Lo ha rielaborato e ne ha ricavato un'immagine in bianco e nero, in cui il chiaroscuro è determinato dall'accostamento binario di "0" e "1".
Ma l'aspetto più interessante è un altro.
Sul monitor del visitatore l'immagine non appare fissa. Salta incessantemente. Sfarfalla, come si dice in gergo. Così facendo, poco alla volta si scompone in frammenti, che si muovono in modo indipendente. Finché, a un certo punto, il tutto torna a ricomporsi.
È come se Warhol, il cubismo e il graffitismo si combinassero, per dare vita a una semplice, ma elegante riflessione sulla percezione delle immagini nell'uomo di oggi.

E allora, visita Portrait of Edie Sedgwick, di Eryk Salvaggio.
- Il calendario delle fiere d'arte contemporanea nel mese di ottobre si presenta particolarmente fitto. A Londra, dal 15 al 18 ottobre, ha luogo Frieze Art Fair. Dal 21 al 25 ottobre è la volta di FIAC 2004, a Parigi. Il "tour de force" si chiude in bellezza con Art Cologne 2004, a Colonia dal 28 ottobre al 1 novembre.

- Una nuova scultura in bronzo di Arnaldo Pomodoro è stata inaugurata a Roma il 9 ottobre. L'opera è collocata di fronte al Palasport dell'Eur, circondata da uno specchio d'acqua. S'intitola Novecento, in omaggio a "un secolo terribile, ma bellissimo". Ha la forma di un "obelisco" alto 21 metri e largo 7.

- Il 18 ottobre, Sotheby's di Londra metterà all'asta le opere di Damien Hirst, in precedenza collocate nel ristorante Pharmacy. Il locale era di proprietà dell'artista. Assomigliava in tutto e per tutto a una farmacia, tanto che l'artista fu denunciato dall'ordine dei farmacisti e costretto a cambiare il nome. Aperto dal 1997 nel quartiere londinese di Notting Hill, è stato chiuso un anno fa.
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