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Newsletter del 23 Settembre 2004
sommario
La parola "dream" in inglese significa "sogno". Noi lo sappiamo bene, visto che Artdreamguide l'ha incorporata nel nome.
Ma nel nostro caso, "dream" allude più che altro a un'idea di "aspirazione", "aspettativa" positiva.
L'accezione più appropriata di "sogno" è un'altra. Definisce le immagini che crediamo di vedere e le esperienze che crediamo di compiere durante il sonno. Per noi, gente semplice, esistono due tipi di sogni: i sogni belli e i sogni brutti. I sogni brutti, sgradevoli, vengono chiamati "incubi".
Gli incubi sono una di quelle cose delle quali faremmo volentieri a meno. Invece, ogni tanto ci colpiscono. E non si dimenticano tanto facilmente...
La cosa strana è che a catturare l'interesse non sono i sogni belli, ma proprio gli incubi. Gli incubi, ad esempio, sono la materia d'indagine preferita dagli psicanalisti. Per letterati, artisti e cineasti sono serviti persino da fonte d'ispirazione.
Dai sogni, e soprattutto dagli incubi, i surrealisti hanno ricavato idee per le loro opere. Tra loro spicca la figura di Salvador Dalí. Il grande artista spagnolo è famoso per i suoi quadri che raffigurano paesaggi della psiche. Paesaggi che sembrano allucinazioni, derivate in gran parte da incubi.
Quest'anno ricorre il centenario della nascita di Dalí. A Venezia gli hanno allestito una grande mostra. Un'ottima occasione per dedicare parte di questa newsletter a Dalí, ai sogni e agli incubi.
Certi artisti lavorano tutta una vita, ma vengono ricordati solamente per le opere realizzate in un momento particolare della loro carriera. In genere, si tratta di quello più importante, o caratteristico.
È, ad esempio, il caso di Salvador Dalí.
Di oltre sessant'anni di attività vengono citati quasi sempre solo i quadri dipinti tra il 1930 e il 1940. E dire che ha fatto cose egregie anche dopo! Perlomeno fino al 1970...
Come fare a presentare tutto il suo lavoro in modo che l'attenzione del pubblico non si limiti solo al periodo "eroico" del Surrealismo?
Semplice! Allestendo una grande mostra che ripercorre a ritroso l'attività artistica di Dalí.
È quanto hanno fatto gli organizzatori della retrospettiva di Salvador Dalí, aperta in questi giorni a Palazzo Grassi, a Venezia. La mostra celebra in pompa magna il centenario della nascita dell'artista.
Un evento eccezionale, assolutamente da non perdere!

Su Artdreamguide puoi trovare una descrizione della mostra.
Pochi artisti del '900 sono noti al pubblico come Salvador Dalí.
A spiegare cotanta fama concorrono vari fattori.
I meriti artistici, innanzitutto. Dalí è stato uno dei maggiori interpreti del Surrealismo. Anzi, forse il più tipico in assoluto. Quante le sue immagini assurte a emblemi del potere visionario dell'inconscio... Gli orologi molli, la Venere a cassetti, Narciso che si trasforma, la testa addormentata sorretta da grucce, la giraffa che brucia, la testa e la fruttiera che si trasformano in cane...
Altro fattore di alta visibilità è stata la sua personalità stravagante ed esagerata. Una personalità che si è manifestata in varie forme: il modo di vestire, i suoi famosi baffi, l'avidità di denaro, l'eccezionale considerazione di sé, l'adorazione per Gala, sua moglie.
Magari tutto questo a qualcuno dice ancora poco. E allora basterà ricordare la scena del sogno di Gregory Peck, nel film di Hitchcock Io ti salverò. Oppure, la scena del taglio dell'occhio, che appariva nella sigla del programma Fuori orario, su Rai 3 (da un film di Luis Buñuel).
Dalí, quindi, ha fatto anche scenografie di film.
Un personaggio a tutto tondo, insomma...

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Salvador Dalí, con la vita, l'attività artistica, i musei e le opere.
"Ogni mattina, quando mi alzo, la più grande di tutte le gioie è mia: quella di essere Salvador Dalí...". È solo una delle affermazioni più presuntuose e stravaganti di Dalí.
Per frasi come questa e per il suo carattere, molti consideravano Dalí uno sbruffone, quando non addirittura un buffone.
Ma Salvador Dalí era realmente convinto di essere un genio. E ne erano convinti anche amici, sostenitori e appassionati collezionisti.
Frutto di questa adorazione del suo genio sono alcuni musei e fondazioni a lui dedicati, in ogni parte del mondo. La più importante e famosa è la Fundacion Gala-Salvador Dalí.
La fondazione amministra tre magnifici siti-museo, creati da Dalí per celebrare il suo genio e Gala, sua musa ispiratrice:
il Teatro-Museo Dalí di Figueras, la Casa-Museo Castillo Gala Dalí di Púbol e la Casa-Museo Salvador Dalí di Portlligat.
Un bellissimo sito web presenta la fondazione e questi tre musei.

Per conoscere la Fundacion Gala-Salvador Dalí,
visita Salvador-dali.org.
Al cospetto di Salvador Dalí la fama di Leonardo Dudreville è davvero poca cosa. Difficile vedere le sue opere nei musei. Rare le sue presenze nelle mostre. A quanto pare, non gli hanno dedicato nemmeno una via.
Nei testi di storia dell'arte, invece, Dudreville è presente quasi sempre. Peccato, però, che venga descritto in modi diversi. Alcuni, infatti, lo citano come pittore divisionista. Altri come futurista. Altri ancora come un esponente di "Novecento".
Come è possibile tanta confusione?
Leonardo Dudreville è stato un artista particolare. Tra il 1910 e il 1930 ha partecipato alle principali correnti d'avanguardia italiane. Ha fondato gruppi, firmato manifesti. Nonostante questi continui cambi di rotta ha, però, mantenuto sempre una sua autonomia e indipendenza stilistica.
E pensare che un'incidente con una balestra, all'età di nove anni, lo privò di un occhio...
In questi giorni, una bella mostra al Serrone della Villa Reale di Monza consente di seguire l'intero percorso artistico di questo interessante personaggio.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Nel 1950, quando abbandona lo stile tardo cubista per diventare astratta, Carla Accardi ha poco più di 25 anni. Giovane e piena di energie, si muove dalla Sicilia per stabilirsi a Roma e integrarsi nell'ambiente d'avanguardia.
Negli anni '50, Carla sviluppa quella sua straordinaria pittura che la afferma come una delle personalità di spicco dell'Informale in Italia. Ad interessarla è la forza generatrice del segno, non il suo valore simbolico. Così dispiega sulle tele fitti intrecci di virgole, curve ed elementi circolari che si incastrano tra loro.
I quadri all'inizio sono in bianco e nero, poi a colori. Carla traccia segni rossi su fondi blu per sperimentare le vibrazioni cromatiche. Finché arriva la grande svolta!
Carla comincia a disegnare i suoi intrecci di "virgole" su fogli di plastica trasparente. Ma non basta! Arrotola i fogli dipinti a cilindro o a cono, e li dispone nello spazio. Addirittura li appende alle pareti o al soffitto, liberi di ondeggiare.
Il suo interesse si è definitivamente spostato dal segno al rapporto tra "opacità" e "trasparenza". E per questo la tela non basta più. Occorre agire sull'ambiente. Creare l'ambiente.
All'ultima produzione di Carla Accardi è dedicata una grande mostra al MACRO di Roma.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
In questa sezione segnaliamo alcune visite guidate, organizzate con la collaborazione di OPERA d'ARTE. Le visite vengono effettuate in date prestabilite.
Chiunque può partecipare, prenotando presso OPERA d'ARTE con almeno 20 giorni di anticipo. La prenotazione può essere effettuata in due modi:
- telefonando al numero di telefono 02/45487395,
- inviando una mail a adgprenotazioni@operadartemilano.it.
Ricordiamo che gli utenti di Artdreamguide hanno diritto a uno sconto del 15% sul normale prezzo della visita (Euro 6,80 invece di 8,00). Per ottenerlo, basta farlo presente al momento della prenotazione.

- "Turner and Venice", Venezia, Museo Correr
data visita: 16 Ottobre (prenot. entro il 23 Settembre)

- "Joan Miró. Pittore e scultore. Opere della Fondazione Maeght", Rovereto, MART
data visita: 30 Ottobre (prenot. entro il 30 Settembre)

- "Salvador Dalí", Venezia, Palazzo Grassi
data visita: 9 Ottobre

- "Leonardo Dudreville. Dal Divisionismo a Novecento" Monza, Serrone della Villa Reale
data visita: 9 Ottobre (prenot. entro il 7 Ottobre)

- "The Andy Warhol Show" Milano, Triennale
data visita: 13 Novembre (prenot. entro il 23 Ottobre)

- "Visioni del fantastico e del meraviglioso. Prima dei surrealisti" Milano, Fondazione Antonio Mazzotta
data visita: 30 Ottobre (prenot. entro il 7 Ottobre)

Per tutti i dettagli, consulta la sezione di Artdreamguide dedicata alle visite guidate organizzate da OPERA d'ARTE.
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"... Morire. Dormire. Sognare, forse..."
Al tempo di Shakespeare i sogni erano considerati come una sorta di zona morta nella vita dell'uomo. Finché è arrivato Freud. Grazie ai suoi studi, i sogni sono assurti a nuova dignità. L'interpretazione dei sogni è divenuta strumento di analisi dell'inconscio. Una cosa utile sia agli psicanalisti che ai surrealisti.
C'è un genere di sogno che attira l'attenzione in modo particolare: gli incubi.
Gli incubi sono sogni sgradevoli, inquietanti, o persino spaventosi. Ci svegliano di soprassalto e non ci abbandonano del tutto. A volte li ricordiamo anche a distanza di tempo.
Gli incubi sono l'eco dei recessi più profondi e nascosti della psiche umana. Incarnano le nostre paure, e quelle più ancestrali dell'umanità. Per questo gli incubi sono stati una grande fonte d'ispirazione per Salvador Dalí e i surrealisti in genere.
Agli incubi è dedicato un formidabile sito web, in inglese: "The Nightmare Project". È un gigantesco database che raccoglie gli incubi inviati dalla gente. Al racconto dell'incubo si accompagnano anche i commenti e le spiegazioni di esperti e utenti.

Per curiosare tra gli incubi altrui, visita "The Nightmare Project".
I surrealisti sono tra coloro che hanno preso più seriamente gli studi di Freud sul sonno e sui sogni.
Nei sogni hanno riconosciuto un nuovo straordinario strumento per generare immagini. Al sonno e ai sogni Salvador Dalí ha dedicato tanti quadri. Su tutti ne spicca uno, in cui il sonno è rappresentato come un volto addormentato, in precario equilibrio su grucce.
Se il sonno e i sogni sono così ricchi di stimoli, chissà di quanta abbondanza godono i sonnambuli!
Somnambules è il titolo di un progetto interattivo di due artisti francesi: Nicolas Clauss e Jean Jaques Birge.
Somnambules è costituito da 12 scene, selezionabili attraverso un menù. In ognuna si combinano vari elementi: coreografia, effetti visivi, musica. Visioni, suoni e movimenti dei corpi s'intrecciano misteriosamente, come in un sogno.
Ma l'utente può intervenire con il mouse. Come nel sonno dei sonnambuli, il sogno viene disturbato. Il flusso delle visioni e dei suoni diventa più meccanico, sgraziato.
Tenuto conto del sonoro, meglio non provarlo in ufficio. Potrebbe causare una sincope al collega a fianco...

Se hai voglia di provare, visita somnambules, di Nicolas Clauss e Jean Jaques Birge.
- Il 25 e il 26 Settembre avranno luogo le "Giornate Europee del Patrimonio". L'iniziativa è indetta dal Consiglio d'Europa per promuovere nei cittadini europei un generale interesse per l'arte e il patrimonio culturale. È prevista l'entrata gratuita in musei, gallerie, monumenti e aree archeologiche dello Stato.

- Il 7 Settembre, la GAM di Torino ha aperto al pubblico una nuova sezione della Videoteca. È l'Archivio del Documentario sull'Arte Contemporanea. Il fondo conta oltre 700 titoli. I filmati documentano aspetti importanti della creazione artistica. Mostrano gli artisti al lavoro e permettono di ascoltarli mentre spiegano le loro opere.

- Oggi 23 Settembre e domani, presso il Centro Affari di Arezzo, si tiene la quinta edizione di Museum Image, il salone dell'oggettistica e dei prodotti ispirati all'arte. L'iniziativa è rivolta principalmente agli operatori del settore, e prevede convegni e workshop. Come nella scorsa edizione, verrà conferito il "Premio al Museo rivelazione dell'anno".

- Il centenario della nascita ha portato fortuna al mercato di Salvador Dalí. Dall'inizio dell'anno, infatti, l'indice medio dei prezzi delle sue opere è salito di oltre il 40%. Ciò si spiega in parte con il gran numero di mostre che gli sono state dedicate in tutto il mondo, ma anche con la lunga stasi delle sue quotazioni nel corso degli anni '90.
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