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Newsletter del 20 Aprile 2004
sommario
Paul Klee sosteneva che la gente di Berna fosse lenta a rispondere, a reagire. "... Probabilmente pensano a se stessi più di quanto non lo ammettano." Diceva.
Sarà...
Intanto, alla periferia Est di Berna stanno crescendo tre strane colline. Assomigliano a ondulazioni del terreno e si integrano splendidamente con l'ambiente circostante.
Delle tre, la più grande, quella centrale, è alta 12 metri e larga 180. Le altre risultano un po' più piccole. Assieme concorrono a costituire un unico edificio. Nelle loro viscere, dal 2006, verrà accolto un grande museo. Servirà a documentare in modo spettacolare proprio il lavoro del grande artista svizzero.
Questo progetto straordinario è una delle ultime sfide del famoso architetto Renzo Piano.
Non a caso, Piano considera l'essere architetto come una grande avventura. L'avventura di trovarsi sulla linea di confine tra arte e scienza, tra invenzione e monumento. La vita dell'architetto non può che essere rischiosa. In effetti, si trova a lavorare con materiali di ogni genere, da quelli più ovvi, come il cemento o il metallo, a quelli meno palpabili ma non meno importanti: la storia, la geografia, la matematica, l'antropologia e ogni genere di scienza.
Esiste una coincidenza singolare tra queste idee di Piano e la concezione dell'arte incarnata da Paul Klee. Klee, lo scopritore inesausto di mondi magici, l'inventore di microcosmi, il cercatore di un ordine supremo.
Complimenti a Klee, a Piano e anche ai Bernesi, sonnacchiosi e prudenti fin che si vuole, ma molto concreti.
Fare grandi opere non significa di necessità fare opere grandi. La prova tangibile è offerta da uno dei più importanti artisti del '900: Paul Klee.
La fama di Klee è legata in prevalenza a opere di piccolo formato. In genere, si tratta di foglietti di carta, recanti disegni a penna o a matita, o minuziose composizioni a pastello, acquarello o tempera. Pochi i quadri a olio, anch'essi di misure quasi sempre ridotte.
Klee aveva una capacità insuperata. In pochi centimetri quadrati di superficie riusciva a condensare un universo in miniatura.
A qualcuno sarà capitato di entrare nella sala di un museo o di una mostra, e di vedere persone impegnate a osservare attentamente qualcosa di minuscolo. Quasi certamente si trattava di un Klee!
In questi giorni, presso il Complesso del Vittoriano di Roma è allestita una grande mostra, che documenta tutto lo straordinario mondo di Paul Klee.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Nel panorama artistico del primo '900 Paul Klee occupa un posto non facilmente incasellabile.
A volte è figurativo, e altre decisamente astratto. A volte risulta espressionista, ma altre sembra addirittura surrealista.
Comunque sia, Klee è un rivelatore straordinario di universi interiori. La sua sensibilità gli permette di scoprire relazioni magiche tra forme, luoghi, simboli, colori. Tradotte in immagini, tali relazioni assumono le sembianze di architetture, città immaginarie, acquari, orti botanici, labirinti, spartiti musicali. Al loro interno fluttuano elementi organici, nuotano pesci dorati, svolazzano uccelli variopinti, si dipanano scritture immaginarie, si intrecciano simboli, note e ideogrammi.
Quello di Klee è una sorta di mondo parallelo, continuamente in bilico tra visibile e invisibile, tra astratto e figurativo. È il frutto di trent'anni di attività, costellati di avvenimenti. Gli inizi a Monaco. L'adesione al "Blauer Reiter", di Kandinsky e Marc. Il viaggio in Tunisia. L'insegnamento al Bauhaus. Il soggiorno a Düsseldorf. L'allontanamento da parte dei nazisti e il suo inserimento nella lista degli artisti "degenerati". L'abbandono della Germania e il definitivo ritorno in Svizzera. Gli anni della malattia incurabile che lo porta alla morte.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Paul Klee, con la vita, l'attività artistica, i musei e le opere.
I collezionisti d'arte moderna che hanno apprezzato il lavoro di Paul Klee sono innumerevoli. Alcuni, però, si sono appassionati talmente da comprare le sue opere in grande quantità.
Al giorno d'oggi quasi tutte queste collezioni sono confluite nei grandi musei: Lucerna, Basilea, Düsseldorf, Parigi, New York.
Per numero e qualità spiccano su tutte le opere di Klee del Kunstmuseum di Berna. Si riferiscono a tutti i periodi dell'artista. In gran parte appartengono alla Paul-Klee Stiftung (Fondazione Paul Klee).
Il Kunstmuseum di Berna è un museo veramente bello. Abbraccia tutta la storia dell'arte dal medioevo al contemporaneo. I suoi punti forti sono, però, le collezioni di Impressionismo francese, Matisse, cubismo, pittura astratta e arte contemporanea. Oltre a Klee, s'intende...

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione del Kunstmuseum Bern, con le caratteristiche principali.
Il Catalogo Generale di Paul Klee conta quasi 9600 opere.
Oltre la metà di questa produzione e il grosso dei documenti che riguardano Klee sono concentrati a Berna. In parte fanno capo alla Paul-Klee Stiftung (Fondazione Paul Klee), che cura anche il Catalogo Generale delle opere. Il rimanente fa capo agli eredi di Felix Klee, figlio dell'artista.
All'inizio degli anni '90 l'esistenza di questo straordinario tesoro suggerisce l'idea di dare vita a un grande museo dedicato interamente alla figura di Paul Klee. Qualcosa di simile ai musei di van Gogh, Picasso, Miró, Dalí e Warhol, per citare i più famosi.
A innescare il processo è Livia Klee, vedova di Felix Klee. Nel 1997 dona alla città di Berna la sua collezione, a patto che il museo sia inaugurato entro la fine del 2006. Al progetto aderiscono anche la fondazione, il figlio di Felix Klee, il Comune di Berna e il governo svizzero. Vengono reperiti i fondi. Si trova il terreno su cui costruire l'edificio. L'incarico di progettarlo viene affidato a Renzo Piano, che non perde tempo. Si posa la prima pietra.
In men che non si dica, ecco che il museo sta diventando realtà. Si chiama Zentrum Paul Klee. Non è ancora terminato, ma al 2006 non manca molto.
Nel frattempo, un ricco sito Web ne documenta la storia, le future funzioni e tutte le caratteristiche dello straordinario progetto di Piano. Inoltre, una webcam consente di verificare in tempo reale lo stato di avanzamento dei lavori.

Per conoscere questo importante progetto e vedere qualche immagine, visita il sito Web del Zentrum Paul Klee, di Berna
Chi sono Richard Long e Jivya Soma Mashe?
Alcuni, forse, conoscono Richard Long. Invece, sono certamente pochi quelli che conoscono Mashe.
Richard Long è un artista inglese. Negli anni '60 e '70 era solito compiere lunghe camminate in linea retta attraverso le distese del Perù, dell'Australia e dell'Alaska, o tra le montagne dell'Himalaia. Attraverso fotografie e diagrammi documentava queste camminate e le tracce lasciate nel suo percorso.
In seguito, nel corso dei suoi spostamenti aveva preso anche l'abitudine di raccogliere legni e pietre. Tornato a casa, portava questi materiali nei luoghi tipicamente deputati all'arte (gallerie, musei). Li disponeva sul pavimento in modo da creare forme elementari. Ancora oggi, ai fans di arte contemporanea capita spesso di trovare le sale dei musei occupate da strani cerchi di pietre o da spirali di legnetti.
Jivya Soma Mashe è indiano e pittore. Appartiene alla tribù dei Warli, noti per le loro pitture murali. Da queste origini ha derivato l'uso di colori naturali e i motivi che compaiono nelle sue opere.
I suoi quadri consistono in vaste composizioni, stipate di figure elementari, dipinte di bianco, che affiorano sui fondali scuri. Le figure ricordano forme geometriche, fiori, foglie, figure stilizzate di persone.
Cosa lega tra loro questi due personaggi?
A parte il loro recente incontro in India, soprattutto la grande sensibilità nei confronti della Terra, del paesaggio e della natura.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
Spesso si sente dire che la fotografia ha assunto un posto di primo piano nell'ambito delle arti visive. In sostanza, non vivrebbe più un ruolo di subalternità nei confronti della pittura o della scultura.
Questo è senz'altro vero quando si guarda alle gallerie private. Lì le foto abbondano. A volte straripano.
Il discorso, purtroppo, risulta ben diverso nel caso dei musei.
Dove lo spazio è poco e si deve scegliere se appendere i quadri o le fotografie, a cedere sono sempre le seconde. Insomma, Cartier-Bresson e Giacomelli devono inchinarsi davanti a de Chirico e Modigliani.
Ecco allora che, se la fotografia aspira a un suo giusto spazio, la soluzione è una sola: starsene per conto suo. Insomma: fare musei specializzati in fotografia.
Il 3 Aprile si è aperto il Museo di Fotografia Contemporanea di Villa Ghirlanda, a Cinisello Balsamo (MI).

Su Artdreamguide puoi trovare le informazioni sul museo e sull'avvenimento.
Sono pochi i settori merceologici in cui si è già radicata la consuetudine di acquistare via internet. Software, biglietti aerei, biglietti per mostre ed eventi, musica e video, titoli in Borsa.
Un posto di primo piano lo occupano, però, i libri. Internet consente, infatti, di spaziare tra cataloghi quasi illimitati di libri in tutte le lingue. E non solo. Consente anche di verificare a livello mondiale l'offerta di libri usati, ma in ottimo stato. E nel caso dei titoli esauriti è un'opportunità non da poco.
La vendita via internet richiede la creazione di una efficiente catena, che inizia con l'ordine del cliente e termina con la consegna del pacco, comprendendo anche l'eventuale restituzione. Le organizzazioni che effettuano la vendita di libri attraverso internet sono tra quelle che hanno sviluppato meglio di tutte questa catena. E questo spiega perché le remore che a volte trattengono ancora dall'effettuare acquisti in internet, nel caso dei libri contino poco.
Ecco perciò che abbiamo pensato di offrire a tutti la possibilità di acquistare libri e cataloghi via internet. E non solo di arte.
Lo abbiamo fatto affidandoci al più grande negozio on-line di libri, video e DVD: iBS.it (Internet Bookshop Italia).

Per acquistare libri, cataloghi d'arte e altre pubblicazioni sul sito "iBS.it", visita la sezione  Shop: libri  di Artdreamguide.
L'Odissea viene spesso descritta come la storia di Ulisse sballottato dal Fato e dagli dei in ogni angolo del Mediterraneo.
In realtà il lungo peregrinare di Ulisse da Troia a Itaca non è un semplice viaggio in senso geografico. Assume i connotati di una sorta di deriva nella psiche e nell'animo umano. Una deriva in cui gli incontri reali si mescolano a sogni, visioni e ricordi.
A suo modo, anche la navigazione nel ciberspazio assomiglia a una deriva. Ci troviamo immersi in un flusso di immagini, visioni e relazioni, che ci sorprendono e ci trasformano, ma che spesso ci fanno anche perdere il centro.
Questa condizione di immersione, fluttuazione, trasformazione e deriva è un tema che interessa diversi artisti. In modo poetico, viene sviluppato in un bellissimo lavoro di Web-Art del 1998-2000: a.land di Melinda Rackham.
Il visitatore/viaggiatore viene invitato a scegliere una sorta di cabina di viaggio. Di volta in volta, davanti al suo oblò si spalancano mondi diversi e misteriosi. Immagini liquide scorrono e si trasformano continuamente, mescolandosi con brevi testi di vari autori.
Passando da una cabina all'altra, si ha la sensazione di viaggiare in un fluido uterino, in cui immagini e relazioni si combinano, dando luogo a visioni interiori.

Per prendere il largo, visita a.land, di Melinda Rackham
- Nel mondo, attualmente, i musei dedicati a Salvador Dalí sono due: a Figueiras (Spagna) e a Saint Petersburg (Florida). Un terzo museo sorgerà nel centro di Praga. A realizzarlo sarà Daniel Libeskind. L'incarico gli è stato affidato dal gallerista Miro Smolak. Il progetto sarà presentato l'11 Maggio.

- È uscito il primo numero di "I Love Museums". La rivista semestrale è l'organo di informazione dell'Associazione AMACI, che riunisce 18 tra i principali musei d'arte contemporanea italiani. Offre rubriche e articoli su diverse problematiche dell'arte contemporanea. Segnala, inoltre, premi e borse di studio per giovani artisti e curatori.

- A dominare le aste di arte contemporanea negli ultimi anni non sono stati solo gli artisti americani. A tenere testa ci hanno pensato i cosiddetti Young British Artists (giovani artisti britannici). Nomi di grido sono Damien Hirst, Rachel Whiteread, Gary Hume, Sarah Lucas, Fiona Rae, Marc Quinn, Tracey Emin, Jenny Saville. Balzati agli onori della cronaca con la mostra "Sensation" (1997), hanno vissuto una lunga ondata speculativa che ha raggiunto il suo picco nel 2001. Da due anni, però, il fenomeno sembra essersi arrestato. Brusco, infatti, il calo nel 2003.

- Sono partite le selezioni per il Corso Superiore di Arte Visiva alla Fondazione Ratti. Visiting Professor della prossima edizione sarà Jimmie Durham, scrittore e artista visivo. Per saperne di più...
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