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Newsletter del 5 Febbraio 2004
sommario
Fino a venticinque anni fa Madrid non contava granché, fuori della Spagna.
Poi, però, sono successe molte cose.
La Spagna è cresciuta sul piano economico e politico. Ha iniziato a contare in Europa e nel mondo.
Si è affermata sul piano culturale. È diventata uno dei paesi più vivi in svariati campi: letteratura, cinema, musica (colta e pop), moda, design.
Nello stesso periodo la Spagna ha vissuto una straordinaria fioritura anche nell'arte contemporanea. Gli artisti spagnoli hanno cominciato a spadroneggiare nelle grandi mostre, nei musei e sulle riviste internazionali. Basta pensare a Susana Solano, Cristina Iglesias, Juan Muñoz, Miguel Barcelo, Ferran Garcia Sevilla, Josè Maria Sicilia, Perejaume, ecc. Dai tempi di Tàpies e dei grandi astratti-informali del dopoguerra non si era avuta tanta grazia!
Naturalmente, questa generale ventata di novità ha investito soprattutto Madrid. Da semplice "capitale nazionale" è diventata "metropoli internazionale". Da meta di un turismo generico è divenuta meta di un turismo molto differenziato e di qualità.
Quanto all'arte contemporanea, Madrid deve rivaleggiare in Spagna con Barcellona. Ma non si tratta di un confronto tra "piccoli".
Entrambe sono luoghi ambiti da artisti, critici e appassionati d'arte. Dispongono di grandi musei, centri espositivi, gallerie private, e persino di compratori di opere d'arte.
Certo, la crisi dei primi anni '90 ha un poco intiepidito l'euforia degli anni del boom. Ma il mondo dell'arte spagnolo ha resistito. Si è ripreso. E oggi Madrid è, più che mai, uno dei principali centri dell'arte in Europa.
Ogni anno, a metà Febbraio, Madrid diventa capitale dell'arte. Infatti, va in scena ARCO, una delle fiere d'arte contemporanea più belle al mondo.
Ma ad attirare appassionati d'arte da tutto il mondo non è solo la fiera. Sono anche le numerose manifestazioni di contorno.
E poi, se ancora non bastasse, c'è una città splendida, con i suoi eleganti edifici, le ampie strade, le storiche piazze, i magnifici musei. Ci sono i suoi piacevoli abitanti, pieni di vita, cordiali, generosi, ma al tempo stesso raffinati e orgogliosi.
Insomma, c'è tutto quello che interessa anche a coloro che di fiere non ne vogliono sentir parlare.
Ogni mese porta con sé la sua brava fiera dell'arte. Febbraio non è solo il mese del Carnevale, ma anche quello di ARCO 2004.
Il periodo di apertura va dal 12 al 16.
Sede della manifestazione sono gli spazi fieristici del Parque Ferial Juan Carlos I, di Madrid. Qui si danno appuntamento oltre 250 gallerie, un terzo delle quali spagnole. Le altre provengono da tutto il mondo, ma principalmente dall'Europa.
Nel panorama delle fiere internazionali d'arte ARCO si caratterizza per un taglio spiccatamente contemporaneo e per il grande rilievo dato ai nuovi media.
Ogni edizione punta i riflettori su una nazione particolare. Quest'anno tocca alla Grecia. Una selezione di 15 gallerie greche è ospitata in una sezione apposita della fiera. Sempre alla Grecia verranno dedicati altre mostre e cicli di conferenze.

Puoi trovare informazioni più dettagliate su ARCO 2004 nella pagina di presentazione di Artdreamguide.
Parlando di Madrid, è inevitabile che vengano in mente la corrida e la squadra del Real Madrid.
Altrettanto inevitabile che, parlando di arte e musei a Madrid, venga in mente il Prado. Dopotutto, è uno dei musei più grandi e più belli al mondo.
In realtà, i musei di Madrid fanno la loro bella figura anche nel campo dell'arte moderna e contemporanea.
Spagnoli furono molti mostri sacri del '900: Picasso, Gris, Dalí, Miró. Madrid, con i suoi musei, offre la possibilità di conoscere il loro lavoro, e l'arte spagnola nella sua interezza. Ma non solo.
A Madrid è possibile vedere capolavori dell'800 francese e dell'arte moderna internazionale. In buona parte si trovano nel Museo Thyssen-Bornemisza, che ospita la celebre collezione del barone, recentemente scomparso.
Ad ogni buon conto, il Centro de Arte Reina Sofía è il museo di arte moderna più grande di tutta la Spagna. Oltre all'arte spagnola mette in mostra tanta arte contemporanea internazionale. Ma i vero fiore all'occhiello è uno dei maggiori capolavori del '900: la celebre Guernica di Pablo Picasso.

Per un elenco dei musei, visita la pagina di Artdreamguide con i musei e centri espositivi di Madrid.
Madrid è la più grande città della Spagna.
Sorge su un altipiano e sembra espandersi in maniera tentacolare su un'area molto vasta.
Sede di ARCO 2004 sono i padiglioni del Parque Ferial Juan Carlos I. Il complesso si trova nella periferia Ovest-Nord Ovest della città, a breve distanza dall'aeroporto. I collegamenti tra l'uno e l'altro sono rapidi ed efficienti.
Se si desidera dare un'occhiata anche ai musei e alle altre bellezze, occorre oltrepassare l'autostrada 30 e raggiungere il centro. Tutto è concentrato lì: il Prado, il Centro de Arte Reina Sofía, il Museo Thyssen-Bornemisza, i quartieri con le gallerie d'arte, i locali alla moda, ecc.

Per individuare la localizzazione dei musei principali, consulta le piante di Madrid.
Che si tratti di Spagna, Italia o Francia, la cosa non cambia. Il Sud significa sole, mare, colori luminosi, una vita più rilassata.
Pochi riescono a resistere al fascino del Sud. Men che meno gli artisti.
Tra la seconda metà dell'800 e la prima metà del '900 una lunga schiera di artisti si spinse nel Sud della Francia. Alcuni di loro vi trascorsero brevi periodi. Altri vi rimasero fino alla morte.
La Provenza e la Costa Azzurra furono le mete più frequentate. Aix-en-Provence, Arles, Nizza, Antibes, Cannes, Caignes i luoghi preferiti.
Cosa muoveva questi artisti?
Alcuni cercavano il sole. Altri cercavano colori più chiari, atmosfere più terse e luminose. Altri ancora cercavano la tranquillità, lontano dai clamori di Parigi. Qualcuno voleva perfino dare vita a un "atelier del Sud": il povero van Gogh...
I nomi più celebri: Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Eugène Boudin, Paul CÚzanne, Vincent van Gogh, Paul Gauguin, Henri Matisse, Pierre Bonnard, Georges Braque.
Una grande mostra alla Casa dei Carraresi di Treviso racconta la loro straordinaria avventura.

Per tutti i dettagli, visita l'ampia presentazione della mostra su Artdreamguide.
Nell'antichità classica il nudo era considerato espressione di bellezza e armonia.
Con le loro proporzioni perfette e le linee eleganti, la Venere di Milo, il Doriforo di Policleto e l'Apollo del Belvedere per secoli hanno fatto testo. Il tutto in barba a censure e commissioni di garanzia!
Poi sono venute le raffigurazioni di Cristo in croce di Cimabue, Giotto, Donatello e Masaccio. Quindi, i tanti San Sebastiani, nudi e martirizzati. La concezione del nudo nell'arte era cambiata.
Ed ecco Michelangelo, che pensa bene di riempire il suo Giudizio Universale di beati e dannati tutti nudi. Poi, è la volta di Tiziano, seguito dalle formose e rubiconde femmine di Rubens. Correndo nel tempo, ecco la Maja Desnuda di Goya, cui fanno eco i poveri naufraghi, nudi sulla Zattera della Medusa di Géricault.
Quanti colpi duri ha dovuto subire l'ideale classico del nudo!
Ma il peggio è arrivato nell'800 e '900. Pensiamo alle Bagnanti di Cézanne, alle Demoiselles d'Avignon di Picasso, al Nudo che scende le scale di Duchamp. Per non parlare di Yves Klein, delle manipolazioni del corpo nudo da parte dei protagonisti di Fluxus e della Body Art...
Una interessante mostra alla Galleria Nazionale di Bologna documenta il tema del nudo nell'arte dell'800 e '900.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
Il "nudo" in fotografia ha perso un grande maestro: Helmut Newton.
Molti ricorderanno le immagini sensuali di Catherine Deneuve, Charlotte Rampling e Romy Schneider. A tanti sarà capitato di vedere quelle sue foto così caratteristiche, in cui modelle nude indossano scarpe dai lunghi tacchi.
Newton aveva un'abilità straordinaria nello scatenare tensione dai contrasti.
Contrasto tra la vulnerabilità del corpo nudo e l'energia dei muscoli. Tra le linee curve dei seni e delle gambe e le linee secche e appuntite delle scarpe. Tra la solidità dei corpi e l'evanescenza degli sfondi. Tra il bianco abbagliante delle superfici in luce e il grigio metallico di quelle in ombra.
Le sue modelle nude appaiono forti e seduttive, ma è come se su di loro pendesse costantemente una sorta di minaccia.
Naturalmente, Helmut Newton non ha fotografato solo nudi femminili. Ha scattato ritratti a personaggi famosi. Ha realizzato servizi di moda e di attualità.
Ma di certo, tra le icone del '900 spicca la celebre foto They are coming, con le quattro modelle che avanzano.

Artdreamguide ti parla dell'avvenimento e di Helmut Newton.
Durante il "ventennio" vennero istituiti premi e mostre pubbliche, allo scopo di promuovere l'arte nazionale. Una di queste era la Quadriennale d'Arte, che si tenne a Roma a partire dal 1927.
Si tratta di una grande mostra di arte contemporanea a cadenza periodica. Un po' come la Biennale di Venezia, dunque. Ma, a differenza di quest'ultima, torna ogni 4 anni e si occupa solo di arte italiana.
Tra vicende alterne, questa strana entità è giunta fino ai giorni nostri. Una fortuna o una sventura? Dipende dalla qualità delle singole edizioni.
In attesa della ristrutturazione del Palazzo delle Esposizioni di Roma, la XIV edizione è stata preceduta da due anteprime. La prima è avvenuta a Napoli alla fine del 2003. La seconda è aperta in questi giorni a Torino.
È l'occasione per vedere le opere di molti giovani artisti del Centro-Nord, attivi a partire dal 1990.

Puoi trovare informazioni più dettagliate sulla Quadriennale nella pagina di presentazione su Artdreamguide.
Nel Settembre 2003 i viennesi vennero presi di soprassalto da una notizia sconvolgente. "Karlsplatz", una delle piazze storiche di Vienna, avrebbe cambiato il nome in "Nikeplatz".
Ad aumentare lo sconforto fu un'altra scoperta. Al centro della piazza sarebbe stato eretto un monumento con il logo della Nike, la famosa multinazionale dello sport.
Inutile dire che si trattava di una bufala. Ma la cosa durò un mese, scatenando vivaci proteste e costringendo la Nike a negare ufficialmente ogni coinvolgimento.
L'operazione si intitolava Nike Ground. Autore era un giovane gruppo artistico italiano, denominato 0100101110101101.ORG. Lo affiancava anche un'organizzazione viennese.
Scopo del lavoro era concentrare l'attenzione della gente sulla progressiva occupazione dello spazio pubblico per interessi privati. Di fatto, con un'accorta campagna d'informazione gli organizzatori sono riusciti a trasformare una messa in scena iperreale in una sorta di allucinazione collettiva.
Per documentare i progetti e le partecipazioni, il gruppo ha realizzato un sito Web molto interessante, semplice e ben fatto.

Per sapere qualcosa di più su Nike Ground, sugli autori e sui loro progetti, visita 0100101110101101.ORG.
- Il 6 e 7 Febbraio si tiene a Venezia "duexcento. poetiche e politiche dell'arte nell'architettura". Il convegno si propone di fare il punto sull'applicazione (o disapplicazione...) della Legge 717/49. La legge, meglio conosciuta come "Legge del 2%", riguarda gli edifici di nuova costruzione dello Stato e degli Enti pubblici. Punto cruciale è l'obbligo di destinare una quota non inferiore al 2% della spesa totale all'abbellimento dell'edificio con opere d'arte. Sede della manifestazione è la Facoltà di Design e Arti dell'Università Iuav (tel. 041-2571355).

- Garçon à la pipe (Le jeune apprentí), del 1905, è un dipinto del "periodo rosa" di Pablo Picasso. Passerà in asta da Sotheby's, a New York, il 5 Maggio prossimo con una valutazione di circa 70 milioni di dollari. Il pezzo fa parte della collezione Whitney. Della stessa collezione andranno in asta anche Avant la course di Edgar Degas e Courses au Bois de Boulogne di Edouard Manet. Il primo reca una stima tra i 5 e i 7 milioni di dollari, il secondo tra i 20 e i 30 milioni di dollari. In vendita anche tele di Sargent, Bazille e Monet.

- La Triennale di Milano cambia nome. Diventa "Triennale di Milano e Palermo". Aprirà, infatti, una sede nella regione siciliana in modo da diffondere anche al Sud l'interesse per la creatività contemporanea. Oltre a esportare mostre e iniziative, si prefigge l'obiettivo di instaurare una collaborazione con le università locali. Come sede si è pensato di utilizzare Palazzo Riso in Corso Vittorio Emanuele.
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