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Newsletter del 16 Dicembre 2003
sommario
L'artista progetta le sue opere in rapporto a un'idea, un avvenimento o un luogo di particolare pregnanza. Raramente le concepisce pensando alla parete su cui verranno appese o all'angolino del salotto in cui saranno collocate.
Di fatto, però, quando pensiamo alle opere d'arte tendiamo spesso a confinarle mentalmente in spazi chiusi e canonici: lo studio dell'artista, la galleria, il nostro appartamento, il museo, la casa d'aste. Non le immaginiamo in giro per il mondo, libere di stimolare e, al limite, provocare.
Forse, potrebbe trattarsi di un meccanismo di autodifesa. Lì, al chiuso della galleria o del museo, l'opera è in parte neutralizzata, non può far male...
Esistono, però, opere d'arte che si sottraggono a questa sorta di "confino". Sono opere di grandi dimensioni. Così grandi da non potersi rinchiudere in ambiti chiusi, reali o mentali che siano.
Sono opere pensate per spazi ampi, per luoghi densi di storia.
Sono opere complesse: impegnative da progettare, costose da realizzare, difficili da conservare.
Opere che, prima di nascere, sembravano "utopie". Opere che, una volta posate, conservano ancora qualcosa di utopico, ma di pietra, terra, materia.
Opere di questo genere se ne contano soprattutto in quei paesi dove spazio e denaro non difettano. È il caso degli USA: grandi parchi di sculture all'aperto, gigantesche sculture in piazze e spazi pubblici, colossali realizzazioni di Land Art...
Strano a dirsi, anche in Italia esiste un luogo dove sorge una delle opere d'arte recente più colossale al mondo. Il luogo è Gibellina, in Sicilia. Qui, i ruderi dell'antico centro, sconvolto dal terremoto, giacciono sepolti sotto la candida coltre di cemento del Grande Cretto di Alberto Burri. Una grande utopia, che è riuscita a vincere le polemiche per fare spazio al ricordo.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti.
Nella notte del 14 Gennaio 1968 un violento terremoto colpisce la valle del Belice, in Sicilia. Gibellina viene completamente distrutta. Tra ritardi e polemiche, alla fine si decide di ricostruirla più a valle, in un luogo meno impervio.
Cosa fare dell'antica Gibellina, con i suoi ruderi e i suoi fantasmi?
Si fa strada l'idea di collocare, in quel luogo martoriato, una grande opera d'arte. Il compito viene affidato ad Alberto Burri.
L'artista umbro crea il Grande Cretto di Gibellina. Una gigantesca massa di cemento, crepata come i suoi "Cretti", ricopre i ruderi, ricalcando l'impianto viario dell'antico borgo. Con la sua forma ondulata fa l'effetto di un bianco sudario.
È la più grande opera d'arte in Italia. Ma soprattutto, è un esempio impressionante di come sia possibile evocare un fatto tragico in modo sobrio, senza retorica.

Per conoscerlo più in dettaglio e vedere qualche immagine, visita la pagina di presentazione del Grande Cretto di Gibellina.
Nel realizzare il Grande Cretto di Gibellina Alberto Burri ha adattato e amplificato la sua idea di "Cretto".
Ma cos'è esattamente un "Cretto"?
E ancora. Perché il sindaco di Gibellina all'inizio degli anni '80 ha scelto proprio Burri?
Gli appassionati d'arte moderna sanno bene che Alberto Burri è uno dei più importanti artisti italiani del dopoguerra. Sanno anche che le sue opere sono caratterizzate dalla presenza di materiali particolari: catrame, tela di sacco, legno, ferro, plastica, caolino, cellotex. Anzi... Sanno che il materiale gioca un ruolo centrale nell'opera! Un ruolo così centrale, che spesso il titolo dell'opera è il nome del materiale stesso.
Burri è scomparso nel 1995. Ma ancora oggi gli artisti che sperimentano l'uso di materiali devono fare i conti con il suo lavoro.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Alberto Burri, con la vita, l'attività artistica, i musei e le opere.
Il Grande Cretto di Gibellina è forse l'opera d'arte più colossale in Europa. Nel mondo deve confrontarsi con pochi altri esempi. Per lo più si tratta di grandi realizzazioni di Land Art, arte ambientale.
Conservare intatta un'operazione di Land Art è molto difficile. L'opera, all'aperto, si trova esposta all'azione degli agenti atmosferici. Subisce gli effetti dei mutamenti macroclimatici. E poi, c'è sempre l'uomo a fare la sua parte.
Tra i progetti di Land Art superstiti, i più impressionanti si trovano negli USA.
Due di questi sono gestiti dal Dia Center for the Arts (istituzione di cui abbiamo già parlato). Si tratta di Spiral Jetty di Robert Smithson, e di The Lightning Field di Walter De Maria.
Il primo, in Utah, consiste in una sorta di sentiero di pietre che dalla riva si spinge nel lago, formando una grande spirale. Per anni le pietre sono rimaste sommerse, ma la siccità degli ultimi tempi le ha fatte riemergere.
Il secondo, in New Mexico, consiste in una sequenza di 400 pali d'acciaio, alti tra 2 e 6 metri, disposti in modo regolare su una vasta estensione desertica. Fanno parte della scenografia dell'opera i frequenti lampi, dovuti all'elettricità presente nell'atmosfera che si scarica sui poveri pali.

Per informazioni e immagini relative ai due progetti visita le pagine Web di:
- Spiral Jetty, di Robert Smithson
- National Park Service, dedicata all'opera di Smithson
- The Lightning Field, di Walter De Maria.
In un mondo che pensa soprattutto al profitto sembrerebbe esserci poco spazio per i sogni e le utopie.
Progettare opere d'arte di grandi dimensioni significa, in un certo senso, progettare "utopie". Le grandi realizzazioni di Burri, Smithson e De Maria sono buoni esempi di "utopie" tradotte in realtà.
C'è un luogo in America che trasuda "utopia" da tutti i pori. Si trova in un punto sperduto del Texas. È la Chinati Foundation.
Un grande dell'arte minimale americana, Donald Judd, un bel giorno pensò di acquistare e ristrutturare un complesso di baracche militari. Al loro interno collocò opere sue e di altri grandi artisti. Non contento, disseminò lo spazio tutt'attorno di gigantesche sculture e installazioni.
Judd non ha fatto a tempo a completare il progetto. Ma la sua "utopia" continua a vivere e crescere. Attende solo di essere goduta dagli autentici amanti dell'arte e della scoperta.

Per conoscerla meglio, visita la pagina di Artdreamguide che presenta The Chinati Foundation.
Opere come il Grande Cretto di Gibellina, o le icone della Land Art, sono esempi di un'arte non riducibile alle categorie tradizionali dell'oggetto da parete o del monumento da centropiazza. Ma per trovarne altri non occorre cercare i grandi spazi. Si può rimanere tranquillamente in città.
In questi giorni, e fino all'11 Gennaio, opere luminose di grandi artisti spiccano in vari punti di Torino. La loro presenza rientra nel tradizionale appuntamento di "Luci d'artista".
È un bel progetto che si ripete oramai da sei anni. E fa piacere che abbia piantato radici...

Per maggiori informazioni vai alla pagina di Artdreamguide che parla dell' avvenimento.
Nel lontano 1981, O Superman, brano musicale di un'autrice americana fino ad allora sconosciuta, acquista grande popolarità. In Italia viene usato come colonna sonora della prima campagna televisiva contro l'AIDS. L'autrice si chiama Laurie Anderson.
Laurie Anderson è un personaggio veramente poliedrico. Nel corso degli anni ha lavorato come musicista, cantante, sceneggiatrice, regista, poeta, autrice di romanzi, scultrice, performer, e persino consulente di software.
Una grande mostra al PAC di Milano presenta brani musicali, video, sculture, fotografie, installazioni, progetti multimediali. È un singolare puzzle, tecnologico e poetico al tempo stesso.

Artdreamguide ti parla di Laurie Anderson e della mostra.
Agli inizi della sua carriera Laurie Anderson compie studi artistici e di violino. Esordisce come artista e performer. Mano a mano, le frequentazioni di musicisti e scrittori alimentano in lei la vena musicale, che la porta alla notorietà internazionale all'inizio degli anni '80.
Il primo album importante si intitola Big Science. Crea installazioni, opere multimediali. Collabora con grandi sperimentatori in campo musicale, come Philip Glass, Brian Eno e Peter Gabriel. Realizza sceneggiature e film.
In anni recenti pubblica vari album, tra cui Bright Red (1995) e Life on a String (2001). Realizza anche un grande spettacolo teatrale, Songs and Stories from Moby Dick.
Il sito Web ufficiale documenta la figura di Laurie Anderson specialmente sotto il profilo musicale, ma non solo.

Per conoscere i principali lavori e progetti di Laurie Anderson, visita Laurieanderson.com, il sito Web ufficiale di Laurie Anderson.
Nel 1957, Enrico Baj pubblica il Manifesto contro lo stile.
Contro lo stile! Per un linguaggio espressivo autonomo, libero e creativo!
Negli anni seguenti Baj realizza diversi cicli di opere, oggi famosi: i Generali, le Dame, i robot realizzati col Meccano. Sono opere in cui l'artista dà sfogo alla propria vena ludica e ironica. Ma sotto l'apparente scorza giocosa traspare il suo antimilitarismo, il suo impegno contro ogni tipo di oppressione.
Enrico Baj è scomparso il 16 Giugno scorso, all'età di 78 anni.
Nei giorni precedenti lavorava alacremente al progetto di una sua retrospettiva a Varese. A distanza di qualche mese la mostra è divenuta realtà.
"Pictura ut poesis" si può considerare, in un certo senso, l'ultimo autoritratto di Enrico Baj.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Quanti vorrebbero appendere alla parete un poster o la riproduzione di un'opera d'arte tanto amata?
Dalle richieste che riceviamo continuamente diremmo "tanti".
Purtroppo, non sono altrettanto numerose le opportunità per scegliere tra una gamma ampia di soggetti.
Per questo abbiamo creato una sezione apposita.

Per acquistare poster, stampe e riproduzioni di opere d'arte, visita la sezione "Shop: poster" di Artdreamguide.
- Il 2 Dicembre scorso, a Roma, è stato inaugurato il primo nucleo del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo. Il nuovo centro occupa l'edificio D dell'ex Caserma Montello, e si presenta articolato in diverse "suite". Questa soluzione anticipa quello che sarà l'assetto finale. Il museo, infatti, risulterà suddiviso in due entità ben distinte: "MAXXI arte" e "MAXXI architettura". Il completamento dell'opera è previsto per il 2005.

- Dal 20 Dicembre prossimo in Piazza del Plebiscito, a Napoli, verrà presentato al pubblico Naples, un'importante opera di Richard Serra. Il 23 Febbraio 2004, al Museo Archeologico, sarà inaugurata una mostra del grande artista statunitense. È dal 1995 che Piazza del Plebiscito funge da palcoscenico per opere di artisti contemporanei. Ad aprire la serie fu Mimmo Paladino, con la sua famosa Montagna di sale.

- Il 3 Dicembre scorso l'Elektra di Richard Strauss ha inaugurato la stagione operistica del Teatro San Carlo di Napoli. Scenografo d'eccezione l'artista tedesco Anselm Kiefer, alla sua prima prova teatrale. Per i napoletani si tratta di un primo assaggio del suo lavoro, in vista della mostra al Museo Archeologico, prevista per la prossima primavera.

- Il 21 Novembre scorso, a Firenze, si è svolta l'assegnazione del VII "Premio Impresa e Cultura". L'ambito riconoscimento premia le imprese che investono con continuità in progetti culturali. Nove i vincitori di questa edizione: Gruppo Loccioni (Primo premio), Würth (Premio Unione Europea), Trussardi (Premio ICE), Alleanza Assicurazioni (Premio Regione Toscana), Officina Profumo-Farmaceutica (Premio Les Hénokiens), Diesel (Premio De Agostini Rizzoli Arte & Cultura), Centrica (Premio Il Sole 24 ORE), Calia Italia, De Carlo Infissi, Impresa Valore, Pastificio Ambra (Premio Vodafone), Piaggio & C. (Premio Assolombarda).
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