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Newsletter del 20 Novembre 2003
sommario
In questi giorni siamo tutti scossi per i drammatici avvenimenti che stanno accadendo nel mondo.
Da appassionati d'arte, il pensiero va anche ai tanti artisti che attraverso le loro opere hanno trattato i fatti della vita. Parliamo dei fatti più crudi e tragici, come le guerre, i massacri, gli attentati.
I nomi più noti: Goya, Manet, Munch, Picasso, Beckmann, Dix, Guttuso, Manzù, Vedova. Ma la lista è lunga, e comprende anche tanti protagonisti dell'arte di oggi.
Quindi, potrebbe sembrare paradossale dedicare tanto spazio a un personaggio della storia dell'arte che ha fatto della creazione di immagini "non realistiche" il suo mantra.
Nostalgia, mistero, enigma, disorientamento, inquietudine, senso di desolazione. Sono le sensazioni che si provano guardando le "Piazze d'Italia" o gli interni con oggetti dipinti da Giorgio de Chirico.
Riflettendo meglio, questi sono proprio alcuni dei sentimenti che possiamo provare a causa dei fatti di oggi.
Con una grossa differenza, però!
Nei quadri di de Chirico a parlare è il silenzio. Nell'attualità quotidiana, invece, è il vociferare mediatico, che stordisce e confonde.
Per coloro che la conoscono, pittura metafisica significa immagini stilizzate di piazze deserte, manichini, prospettive enigmatiche, accostamenti assurdi di oggetti. Significa un senso di grande pulizia e ordine, in un'atmosfera di spaesamento e mistero che disorienta.
Il personaggio di riferimento è Giorgio de Chirico. Fu lui a inventare questo stile e a praticarlo per tutti gli anni '10. Dietro a lui si formò una piccola scuola, che durò due anni circa.
Sul piano strettamente cronologico la "metafisica" fu un'esperienza passeggera. Non altrettanto sul piano delle idee che lasciò sul campo, e delle conseguenze che produsse. Il Dadaismo e il Surrealismo in Francia, il Realismo Magico in Italia, la Nuova Oggettività in Germania sono tra i principali debitori di de Chirico e della "pittura metafisica". Ma gli effetti si sono irradiati ben oltre.
In questi giorni, presso le Scuderie Papali al Quirinale di Roma, è allestita una grande mostra dedicata a de Chirico, alla "pittura metafisica" e ai suoi influssi.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
La vicenda artistica di Giorgio de Chirico appare come un singolare mix di comportamenti contraddittori.
Mentre, negli anni '10 del '900, i principali movimenti (Cubismo, Futurismo, Espressionismo) si battono per un nuovo concetto di "realtà", de Chirico si concentra a ricreare mondi irreali, fuori del tempo, carichi di nostalgia e mistero.
Nel momento in cui la sua personale invenzione (la pittura metafisica) comincia a riscuotere i maggiori consensi, cambia rotta, puntando su una pittura perfetta, erede della tradizione classica.
In seguito, alla faccia di tutta la compostezza e monumentalità classico-rinascimentale precedente, si getta a capofitto nella voluttuosità e pastosità cromatica di una pittura baroccheggiante.
Ma non basta!
Più tardi, quando il suo pubblico ha da tempo dimenticato la "Metafisica", riprende in mano i vecchi temi metafisici: le "Piazze d'Italia", i "Manichini", gli "Archeologi" e i "Trovatori". Inventa anche i "Bagni misteriosi".
Di fronte a scelte tanto contrastanti il pubblico internazionale ha reagito focalizzando il proprio interesse su una piccola parte della produzione di de Chirico: la "pittura metafisica".
Il "pictor optimus" non ne sarebbe tanto contento.
Ma può star tranquillo. Le sue opere metafisiche bastano anche da sole ad assicurargli un posto tra i grandi del '900.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Giorgio de Chirico, con la vita, l'attività artistica, i musei e le opere.
In definitiva, cos'è la pittura metafisica?
È un movimento? Un gruppo? Una scuola? Uno stile?
Una scuola, forse... Di certo, non un movimento!
Nessuno la fondò. Nessuno pubblicò manifesti, come fecero i futuristi, ad esempio.
A iniziare fu un artista da solo: Giorgio de Chirico. Dopo alcuni anni lo affiancarono altri: Carrà, Morandi, De Pisis. Ed ecco che proprio allora, in modo quasi paradossale, de Chirico cambia stile. E di lì a poco smettono anche gli altri.
Nonostante la sua breve durata, la pittura metafisica rimane uno dei più importanti contributi italiani all'arte moderna.
Chiarezza e nitidezza dell'immagine, ma nel contempo distanza dalla realtà. Definizione di ambienti e presenze, ma nel contempo proiezione al di fuori del tempo e dello spazio. Armonia e bellezza, ma nel contempo mistero, enigma e desolazione.
È questa ambiguità di fondo la costante che accomuna le "Piazze d'Italia" e i "manichini" di de Chirico, le composizioni di oggetti di Carrà, le nature morte di Morandi. Peccato che gran parte di esse si trovino all'estero, o concentrate in 2-3 musei italiani appena.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della pittura metafisica e i suoi principali esponenti.
Nella hit-parade mondiale dei grandi musei di arte moderna e contemporanea ne spiccano cinque per importanza.
Due di essi stanno vivendo una fase di grande trasformazione. Il primo è il Museum of Modern Art di New York, di cui parlammo un anno e mezzo fa. Il secondo è lo Stedelijk Museum di Amsterdam.
Fino ad oggi a ospitarlo è stata la sua sede storica al Museumplein, la grande spianata su cui si affacciano i principali musei di Amsterdam. Ma da tempo l'edificio ha mostrato tutti i suoi limiti. Per chiarire il problema basta dire che i visitatori non sono in grado di vedere nemmeno un trentesimo della sua famosa collezione permanente. E a patire pesantemente sono anche le mostre, i servizi e l'attività scientifica.
Lo Stedelijk necessita, quindi, di urgenti lavori di ampliamento e ammodernamento.
È proprio di questi giorni la notizia che il museo chiuderà a fine anno per i lavori, e riaprirà ad Aprile 2004, ma in una sede provvisoria.

Artdreamguide ti parla dell'avvenimento e dei suoi retroscena.
Grazie alla loro apertura mentale gli olandesi hanno potuto giocare d'anticipo. Hanno, così, creato alcuni dei musei d'arte moderna e contemporanea più importanti del mondo.
Lo Stedelijk Museum di Amsterdam è la loro "punta di diamante". Eufemismo quanto mai appropriato, vista la vocazione diamantifera della città...
Avendo a disposizione uno spazio adeguato, lo Stedelijk potrebbe documentare in modo sistematico ogni aspetto della produzione artistica dalla fine dell'800 a oggi: pittura, scultura, grafica, fotografia, architettura, design, video e multimedialità. Ma gli appassionati d'arte lo conoscono soprattutto per i capolavori sensazionali di Picasso, Chagall, Kandinsky, Mondrian, Malevich, Dubuffet, de Kooning, Newman, Kiefer, ecc.
In attesa che si rifaccia il "look", si può visitarlo nella nuova sede provvisoria.

Per conoscerlo meglio, visita la pagina di Artdreamguide che presenta lo Stedelijk Museum.
La creatività trova nella pubblicità uno dei suoi campi applicativi per antonomasia.
D'altra parte, nella pubblicità la creatività viene a combinarsi con vari aspetti del sapere: la conoscenza della psiche, l'analisi della società e delle sue trasformazioni, la conoscenza del linguaggio e della comunicazione.
Questa caratteristica fa sì che la pubblicità, a sua volta, possa diventare strumento di studio e conoscenza. Ad esempio: per capire i sogni e i desideri di una cerchia di persone di una certa epoca, può essere utile considerare anche la pubblicità che a queste persone su rivolgeva.
Quindi, pubblicità non solo come strumento per vendere, ma anche come fatto di rilevanza culturale.
Era ora che qualcuno si desse da fare per conservare e valorizzare questo materiale!
Al Castello di Rivoli si è inaugurata una mostra che intende documentare 50 anni di pubblicità. È il prologo ufficiale alla creazione del Museo della pubblicità.

Su Artdreamguide puoi trovare un'ampia descrizione della mostra.
In molti grandi musei capita al visitatore di entrare in una sala, e trovarla occupata da costruzioni singolari. Per la forma semi-sferica ricordano un po' gli igloo degli Eskimesi.
Collocazione a parte, la principale stranezza di questi "igloo" è il materiale di cui sono fatti. A seconda dei casi: pietra, juta, cotone, vetro, acciaio, fascine di legno, polistirolo, giornali, ecc.
Sono materiali poveri, senza un'apparente dignità. Integrati in queste strutture chiuse e circolari, rivelano però un'energia insospettabile. Evocano un senso di avvolgenza, di protezione.
Questi strani "igloo" rientrano tra le icone dell'arte contemporanea.
Il loro autore è Mario Merz.
L'8 Novembre ci ha lasciati. Ma il suo ricordo resterà per sempre, ben protetto nei suoi "Igloo".

Per saperne di più e conoscere la figura di Mario Merz, visita la pagina di Artdreamguide che tratta dell' avvenimento.
Nelle tele di Giorgio de Chirico spesso appaiono sculture antiche, busti di statue o monumenti equestri. Conferiscono suggestione alla scena. Talora assumono una valenza ironica.
Con essi de Chirico non intendeva di certo porsi il problema del rapporto dell'osservatore con l'opera d'arte. A farlo sarebbe stato, piuttosto, Marcel Duchamp.
Una artista che si è dedicata in modo particolare a questa problematica è Louise Lawler. Obiettivo della Lawler è stimolare l'osservatore a guardare e interpretare le opere d'arte in modo libero, non secondo schemi consueti stabiliti. Per questo nei suoi lavori appaiono spesso opere di altri artisti.
Without Moving / Without Stopping è un progetto di Web-Art del 1998. Presenta una serie di vedute panoramiche a 360º, riprese all'interno del Museum für Abgusse Klassischer Bildwerke di Monaco.
Il visitatore virtuale ha modo di ispezionare l'ambiente e osservare i calchi in gesso che contiene. Invece di girare attorno o ruotare la testa, basta spostare il mouse. Ne deriva una singolare sensazione di parzialità e frammentarietà, che costringe ad un notevole sforzo di sintesi.

Per provarlo, visita Without Moving / Without Stopping di Louise Lawler
- Helmut Newton è uno dei fotografi internazionali più acclamati. Ha firmato importanti servizi di moda per "Vogue", "Elle", "Marie Claire", e ha lavorato anche per "Time", "Stern" e "Life". Notissimi i suoi nudi femminili. Newton è nato a Berlino nel 1920. Questo fatto è alla base della decisione di donare alla città esemplari di tutta la sua produzione artistica. Si tratta di oltre mille fotografie originali, che saranno esposte al pubblico la prossima estate in un nuovo museo.

- Grande successo per l'asta di arte moderna e Impressionismo del 5 Novembre, da Christie's di New York. I 43 lotti in vendita hanno fruttato oltre 177 milioni di dollari. Circa i 2/3 dei compratori erano americani. Il Nudo sdraiato di Amedeo Modigliani è stato venduto per 26.887.500 dollari (stima 20-25 milioni). Ma a destare ancora più scalpore sono stati i 22.407.500 dollari spesi per La femme en rouge et vert di Fernand Léger (stima 10-15 milioni). Tra gli altri lotti venduti spicca Three Piece Reclining Figure: Draped di Henry Moore, che ha stabilito un nuovo primato personale con 6.167.500 dollari.

- Il mercato italiano dell'arte moderna e contemporanea appare un po' affannato rispetto a quello americano. Ottima occasione per tastargli il polso saranno le aste che avranno luogo nei prossimi giorni. Comincia oggi Finarte a Milano, che propone tra l'altro una rara scultura di Fontana del 1932. Il 24 e 25 Novembre, sempre a Milano, sarà la volta rispettivamente di Christie's e Sotheby's. A chiudere sarà Farsetti, di scena a Prato il 28 e il 29. Tra i lotti di maggior prestigio spiccano Compenetrazione iridescente n.4 di Giacomo Balla, in asta da Sotheby's (500-700 mila Euro), e un Interno metafisico di Giorgio de Chirico, in asta da Farsetti.

- Oggi e domani, presso l'Auditorium Paganini di Parma si tiene il convegno "Qualità del Web per la cultura. Il patrimonio in rete per la ricerca, per la didattica, per il turismo culturale". L'iniziativa rientra nel progetto comunitario MINERVA, nato per favorire il coordinamento delle politiche e dei programmi di digitalizzazione del patrimonio culturale tra i Paesi europei. Le giornate di studio si articoleranno in 3 sezioni principali.
- accessibilità e comunicazione: principi e buone pratiche,
- linee guida sulla qualità dei siti web culturali,
- IPR, copyright e protezione dei dati.
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