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Newsletter del 9 Ottobre 2003
sommario
Bill Gates non perde occasione per annunciare un mondo nuovo alle porte, un mondo migliore.
Abbiamo tanto bisogno di credergli. Al momento, purtroppo, all'ordine del giorno ci sono solo drammi e tragedie: guerre, stermini, attentati, povertà, pestilenze, inquinamento, alluvioni, siccità, e quant'altro ancora.
Non è una novità. Di questi tempi non ci sentiamo più sicuri. Ansie e inquietudini ci turbano. E per placarle, a poco servono i goal dei campioni, o i lustrini e le luci della ribalta.
Quanto sono lontani gli anni '60, quando l'Europa viveva il suo grande boom...
Quasi sempre gli artisti sono stati gli interpreti più lucidi delle inquietudini del proprio tempo. Il secolo appena trascorso, con le sue ansie e le sue angosce, ne è una riprova. Basta guardare a personaggi come Munch, Kokoschka, Schiele, Bacon, Giacometti, Fautrier. Le loro immagini sono assurte a simboli di un'epoca, emblemi di un particolare stato d'animo. Un urlo. Un corpo contorto. Un volto assottigliato e consumato. Uno sguardo sinistro. Una massa di materia corrosa.
E allora, tornando a noi, sorgono alcune domande.
In che modo gli artisti di oggi si faranno interpreti del clima di spaesamento e grande instabilità che stiamo vivendo adesso?
Noi sapremo guardare le loro opere, per sgradevoli possano essere, come il modo più autentico per conoscere il nostro mondo?
Il 10 ottobre di centodue anni fa nasceva a Borgonovo (Engadina) Alberto Giacometti.
Chi non conosce le sue incredibili sculture "filiformi"? Sono un vero e proprio marchio di fabbrica. Teste, figure in piedi, figure che camminano. Piazze in miniatura, con piccole figure ritte o in movimento.
Nel 1928, a Parigi, Alberto Giacometti entra nell'orbita del surrealismo. Ma, poco alla volta, il suo interesse si sposta dall'universo dell'inconscio alla realtà e alla figura. Le sculture e i ritratti cercano di sondare l'essenza dell'esistenza. Diventano emblema delle ansie e della solitudine dell'uomo contemporaneo.
Con opere così drammatiche Giacometti vince, nel 1962, il premio della scultura alla Biennale di Venezia.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Alberto Giacometti.
Un anno prima della morte di Alberto Giacometti (1966), a Zurigo nasce la Alberto Giacometti-Stiftung (Fondazione Alberto Giacometti). Il suo scopo è documentare e valorizzare l'opera dell'artista. A promuoverla sono i familiari, amici, collezionisti, appassionati del suo lavoro.
Nel corso degli anni la fondazione è riuscita a raccogliere un fondo molto ricco, capace di documentare tutto il percorso di Giacometti. Riunisce molte opere: sculture, modelli, quadri, disegni, incisioni. Comprende, inoltre, molto materiale documentario, tra cui le famose immagini fotografiche e i filmati che ritraggono l'artista al lavoro.
Gran parte di questi oggetti sono oggi in mostra presso il Kunsthaus di Zurigo. Qui, da circa un anno, è stato completato il nuovo allestimento della collezione: Die neuen Räume.
Un sito internet documenta splendidamente l'allestimento.
Al momento è in rete solo la versione in tedesco. Ma quella in inglese è in arrivo. E, in ogni caso, le immagini delle opere parlano da sé...

Per conoscere le opere di Alberto Giacometti, visita il sito Web Alberto Giacometti: Die neuen Räume.
Il '900 è stato un secolo di grandi inquietudini.
Di queste inquietudini Alberto Giacometti è stato un interprete esemplare. Ma non il solo.
Il suo lavoro va ad affiancarsi a quello di altri grandi protagonisti dell'arte.
Alcuni di essi hanno raccontato l'ansia dovuta a solitudine e incomunicabilità. Altri hanno espresso l'angoscia esistenziale che nasce dal senso di sconfitta dell'uomo.
Le inquietudini e le angosce del '900 rivivono in una grande mostra alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti di Verona. Un itinerario emozionante, attraverso immagini di straordinaria intensità. In mostra, tra gli altri, capolavori di Toulouse-Lautrec, Picasso, Kokoschka, Schiele, de Chirico, Giacometti, Marini, Bacon, Fautrier, Dubuffet, Tįpies, Burri, Rainer, Ousler, Orlan

Su Artdreamguide puoi trovare un'ampia descrizione della mostra.
Verona certo non è una città priva di identità.
A nominarla affiorano tanti ricordi. Il glorioso passato scaligero. Il mito di Romeo e Giulietta. La suggestione dell'Arena romana, con le sue famose rappresentazioni. Il pandoro. Le passate (e speriamo future) contese tra le squadre di calcio del Verona e del Chievo. I riti bacchici del Vinitaly. Eccetera.
L'interesse di Verona sul piano dell'arte contemporanea, invece, non è così ovvio.
Si potrebbero nominare varie gallerie private, sulla breccia da lungo tempo: la Galleria Dello Scudo, lo Studio La Città, Giarina, ecc.
Tra le istituzioni pubbliche spicca la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti. Non è un museo rinomato per la sua collezione permanente, ma per le grandi mostre che organizza con regolarità. E, sotto questo aspetto, è senz'altro uno dei migliori musei italiani.

Per conoscere la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, visita la pagina di presentazione in Artdreamguide.
Cosa penseranno i cinesi nel 2050, quando si guarderanno indietro e rifletteranno con sguardo critico sulle trasformazioni che li stanno riguardando proprio in questi anni? Cosa diranno?
Noi europei la grande trasformazione l'abbiamo vissuta da tempo.
No. Non si tratta certo della "new economy". Quella si deve ancora capire cosa sia e se mai sia esistita.
La vera "grande svolta" per noi europei è avvenuta negli anni '60.
Uscivamo dal tunnel forzato dell'immediato dopoguerra. L'economia cominciava a tirare. Si lavorava, si guadagnava, si risparmiava, ma si cominciava anche a consumare.
Gli artisti provavano a liberarsi dall'oppressione e dal senso di fallimento che la guerra aveva istillato. Sperimentavano nuove strade. Si confrontavano con la scienza. Si permettevano persino di giudicare la società del "miracolo economico".
C'è ancora tempo fino al 19 ottobre per visitare "Anni '60 - La grande svolta", la bella mostra al Palazzo della Ragione di Padova.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
Wassily Kandinsky, lo spiritualista, rivela la realtà interiore dell'uomo. Giorgio de Chirico, il "grande metafisico", dipinge l'enigma del mondo e dell'esistenza. Lucio Fontana, lo "spazialista", spalanca all'osservatore nuovi spazi visivi. Joseph Beuys, lo "sciamano", spiega che ogni uomo è un artista. Jeff Koons, il "simulazionista", santifica gli oggetti e li innalza a simulacri del nostro desiderio.
In quanti modi l'artista cerca di ergersi al di sopra della normalità. Diventa sacerdote, mistico, visionario, terapeuta.
Ma all'occorrenza sa farsi anche "penitente"...
E, come i monaci certosini, fa proprio il precetto monastico "Ora et labora".
È quanto avviene, in questi mesi, nella pace della Certosa di San Lorenzo, a Padula (Sa). Qui, una trentina di artisti dei tempi nostri hanno trasformato le loro celle in atelier creativi. Hanno realizzato le loro opere ispirandosi ai temi del "Verbo", del "Precetto" e della "Vanitas". Le concedono allo sguardo dei pellegrini in visita al tempio.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sul progetto.
La concorrenza tra le fiere d'arte contemporanea si sta facendo veramente serrata.
Il periodo "ottobre-novembre" si è trasformato in una sequenza ininterrotta di fiere in giro per il mondo. Alcune arrivano persino a sovrapporsi.
Chi ci guadagna?
Alla fine, quelle che durano da sempre!
Sono quelle passate attraverso le crisi cicliche del mercato dell'arte. Quelle che hanno contrastato e battuto la nuova concorrenza. Quelle che recano impresso nel loro DNA il marchio indelebile della qualità e della continuità.
Tra tante fiere d'arte, una delle poche che risponde a questi requisiti è Art Cologne, la fiera di Colonia.
Nata nel 1967, è stata la prima fiera d'arte contemporanea della storia recente. Ancora oggi è la più importante in Germania, e una delle principali al mondo. Dal 29 Ottobre al 2 Novembre si tiene l'edizione nº37.

Su Artdreamguide puoi trovare informazioni più dettagliate su Art Cologne 2003.
Ogni anno si svolge una miriade di concorsi rivolti a giovani artisti e grafici. Nella sezione Premi, concorsi e incontri di Artdreamguide puoi trovare un elenco di concorsi relativi al campo dell'arte moderna e contemporanea, della Web-Art, del design e della fotografia.

In questo numero della newsletter ti segnaliamo 2 concorsi di genere diverso tra loro.
- Il primo è "Movin' up", rivolto ai giovani creativi di età compresa tra 18 e 35 anni. Ad organizzarlo sono il Circuito Giovani Artisti Italiani (GAI) e la Direzione Generale per l'Architettura e l'Arte Contemporanee (DARC) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il termine per l'iscrizione alla seconda sessione è il 28 Novembre 2003.
- Il secondo è "Paesaggi della Biodiversità". Si propone di favorire la conoscenza della biodiversità attraverso fotografie e testi. Il concorso è indetto dal Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino e dal mensile "Focus". Il termine per l'iscrizione è il 15 Settembre 2003.

Su Artdreamguide puoi trovare le presentazioni dei due concorsi:
- "Movin' up"
- "Paesaggi della Biodiversità".
- Parte la prima edizione di Frieze Art Fair. La nuova fiera di arte contemporanea si svolge a Londra, negli spazi espositivi di Regent's Park, dal 17 al 20 Ottobre. Ad organizzarla sono gli editori della rivista "Frieze". 125 le gallerie selezionate, di alto livello e provenienti da tutto il mondo. La competizione tra fiere si fa sempre più dura.

- Domani, 10 Ottobre, presso la Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri di Cittą di Castello (Pg), verrà presentato il Catalogo generale delle opere grafiche di Alberto Burri. Il volume raccoglie il corpus completo dell'opera grafica e dei multipli realizzati da Burri tra il 1950 e il 1994. Curatrice del catalogo è Chiara Sarteanesi. In contemporanea, negli spazi degli ex Seccatoi del Tabacco, si inaugurerà la mostra "Alberto Burri. Tutta la grafica", aperta fino all'11 Gennaio 2004.

- Banche e cultura. Secondo il presidente dell'ABI, Maurizio Sella, nel 2002 le banche hanno speso 250 milioni di euro per iniziative di tipo culturale. 150 milioni sono stati utilizzati per l'acquisto di opere d'arte e la gestione del patrimonio, 27 milioni per i progetti di mecenatismo, 55 per la sponsorizzazioni di mostre, restauri e spettacoli, 20 milioni per l'attività editoriale.

- È iniziata la riforma del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Scompare il Segretario generale, i sovrintendenti regionali acquistano maggiori poteri gestionali e nascono tre nuovi dipartimenti:
- antichità, belle arti e paesaggio,
- spettacolo e sport,
- ricerca e innovazione.
Tra le novità, da segnalare l'apertura di sportelli provinciali per una relazione più diretta col pubblico.
note
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