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Newsletter del 22 Settembre 2003
sommario
Edgar Degas è uno degli artisti più amati dal grande pubblico. Chi non ha visto le sue ballerine riprodotte da qualche parte?
In questi mesi assistiamo a un'ondata di grandi mostre che si occupano di vari aspetti del suo lavoro. Mostre grandi e mostricine. Mostre belle e mostre così così.
Poco prima dell'estate si è chiusa a Filadelfia "Degas and the Dance". La mostra prendeva in esame l'interesse di Degas per il mondo della danza. Una carrellata mozzafiato di ballerine a lezione di danza, alle prove, sulla scena o sorprese in momenti di pausa.
Tra meno di un mese, aprirà a Toronto "Degas Sculptures". Sarà una grande occasione per conoscere a fondo la sua opera scultorea. In mostra si potranno ammirare tutte le 73 sculture in bronzo del grande maestro.
Alla kermesse partecipa anche una sede italiana, Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Il tema della mostra non è scontato: il rapporto tra l'opera di Degas e quella degli artisti italiani che si trovavano a Parigi.

Vedere opere di Degas dal vivo è un'esperienza straordinaria. I motivi sono moltissimi: l'energia contenuta in opere tanto piccole, il taglio delle immagini, i particolari effetti di luci, la vibrante vitalità delle pose, la morbidezza degli accordi cromatici.
Fortunati i parigini, londinesi e newyorkesi, che quando vogliono, possono andare a vedersene in quantità...
Purtroppo, per noi italiani la situazione è penosa. Se si eccettua il pastello della Galleria Nazionale di Roma, i nostri musei non ne hanno affatto.
Ecco, allora, che la mostra di Ferrara offre un'occasione rara.
Parlando di Edgar Degas, si pensa a Parigi e all'arte francese dell'800. In realtà, la figura di Degas è legata all'Italia molto più di quanto non si immagini.
Per prima cosa, la sua famiglia aveva rapporti di parentela a Napoli.
Tra il 1856 e il 1858, poco più che venticinquenne, Degas trascorse un lungo soggiorno in Italia, dove visitò diversi luoghi. Napoli, appunto. Ma anche Roma, Firenze, Viterbo, Orvieto, Perugia, Assisi. Da questa esperienza trasse spunto per vari ritratti, e soprattutto per il suo primo grande capolavoro, La famiglia Bellelli.
Ma il legame tra Degas e l'Italia proseguì anche a Parigi, dove Degas divenne uno dei principali punti di riferimento per tanti artisti italiani che vi soggiornavano. Per citare i più noti: Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi, Medardo Rosso.
Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara si è inaugurata in questi giorni "Degas e gli italiani a Parigi". La mostra, molto interessante, presenta il lavoro di Degas, accostandolo a quello di alcuni tra i maggiori autori dell'800 italiano.

Su Artdreamguide puoi trovare un'ampia descrizione della mostra.
Nel 1855 il grande pittore francese Ingres raccomandava al giovane Degas di esercitarsi tracciando molte linee, sia a memoria che rifacendosi alla natura.
Prendere il consiglio alla lettera per Degas non fu difficile. Aveva, infatti, una naturale inclinazione per il disegno. Disegnò sempre, finché le forze glielo permisero.
Quello che sviluppò con l'andar del tempo fu, invece, l'interesse per la realtà.
In effetti, Degas cominciò copiando i capolavori dei grandi maestri del passato. Sperimentò persino soggetti di carattere storico. Ma alla fine si scoprì irrimediabilmente attratto dalla vita reale: i volti delle persone, le scene di interni, le corse dei cavalli a Longchamp, il teatro d'opera, le danzatrici, il mondo dei bar e dei cabaret, la vita di città.
Attento osservatore, si appostava in disparte, per cogliere una posa, un gesto improvviso, un movimento particolare. Tornato in studio, si serviva degli schizzi per costruire composizioni a olio o pastello attentamente calcolate. Tagli particolari delle immagini, prospettive asimmetriche, effetti di luci, linee nervose e vibranti concorrono a evocare la sensazione di movimento, a esprimere la straordinaria energia e vitalità di una figura.
Poco importa se Degas non può essere considerato come un vero impressionista. Di certo è passato alla storia come maestro insuperato nella rappresentazione del movimento.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Edgar Degas, con la vita, l'attività artistica, i musei e le opere.
È un luogo comune pensare a Degas come il pittore delle danzatrici, delle ballerine.
L'opera di Degas è molto più complessa.
Come tutti gli artisti è passato attraverso alcune tappe obbligate nell'evoluzione del suo lavoro. Ha cercato e trovato riferimenti in campo artistico. Ha stabilito rapporti di collaborazione con altri artisti della sua generazione. Ha vissuto le principali avventure della sua epoca, entusiasmanti, frustranti, spesso contraddittorie. Ha preso parte a mostre che hanno fatto la storia dell'arte francese del secondo '800. Ha operato con tecniche e strumenti diversi. Ha lavorato con soggetti privilegiati: ritratti, scene storiche, corse di cavalli, ballerine, scene di vita metropolitana, cantanti di cabaret, donne al bagno.
Per apprezzare il lavoro di Edgar Degas, occorre analizzarlo sotto diversi punti di vista. E il modo migliore, e più piacevole, per farlo è passare in rassegna le immagini delle sue opere.

Su Artdreamguide puoi trovare una selezione delle opere più significative di Degas, organizzate per periodi, soggetti e musei che le conservano.
Il mondo del teatro d'opera fu uno dei grandi amori di Edgar Degas.
L'inizio di questa passione risale al 1870 circa. Da quel momento, esclusa la breve parentesi del soggiorno in America (1872-73), la danza e le ballerine saranno il suo soggetto prediletto.
Per la verità, Degas non era appassionato alla danza di per sé. Ciò che lo attirava era l'ambiente nel suo complesso, fonte inesauribile di idee. Degas riusciva a cogliervi gesti, rapidi movimenti, immagini fugaci, effetti di luci.
Tornato in studio, rielaborava quelle idee, dando vita a figure sorprendentemente piene di energia e vitalità. Ciò a dispetto del senso di solitudine e alienazione che si cela in ognuno dei suoi personaggi.
Poco prima dell'estate si è chiusa a Filadelfia "Degas and the Dance". La mostra risultava incentrata attorno all'interesse di Degas per la danza e le ballerine.
Ognuna delle sette sale sviluppava un aspetto particolare di questo tema: a scuola di danza, sul palcoscenico, dietro le quinte, momenti di intimità, ritratti di ballerine. Erano esposti dipinti a olio su tela, pastelli su carta, disegni, sculture e fotografie provenienti da ogni parte del mondo.
A documentare questo evento fenomenale è rimasto il bellissimo sito web, in inglese.

Per farti un'idea della mostra, visita il sito Web di "Degas and the Dance".
Chi conosce solo il lavoro degli ultimi anni, sarebbe portato a considerare Renato Guttuso un pittore di nudi di donna. Altri, buttandola sul "politico", lo liquiderebbero come un pittore comunista.
Di certo, sulla base di questi elementi soltanto, sarebbe difficile capire l'importanza che gli viene attribuita nel contesto della storia dell'arte italiana.
Nel 1941 Guttuso dipinse una delle opere più significative del '900 italiano: la famosa Crocifissione. Con il suo crudo realismo la grande tela, ispirata da Guernica di Picasso, costituiva una critica implicita del regime fascista.
Nel dopoguerra, il dibattito artistico in Italia s'imperniò attorno alla contrapposizione tra "realismo" e "astrattismo". Guttuso imboccò senza indugio la strada del realismo. Contadini, taglialegna, scene di vita urbana, allegorie di carattere politico furono i suoi soggetti caratteristici. Alla base c'era una volontà di denuncia della guerra e dell'ingiustizia, e, al tempo stesso, l'intento di celebrare le lotte contro l'oppressione e lo sfruttamento.
A Bagheria (PA), città natale di Guttuso, esiste un museo a lui dedicato. Per festeggiarne il trentennale è stata organizzata una grande mostra sul periodo 1945-66, momento in cui Guttuso fu uno dei principali protagonisti del dibattito culturale e artistico in Italia.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
"Arriva l'autunno, cadon le foglie". Con i mutamenti climatici in atto nel pianeta esiste la concreta possibilità che questa regola non sia più vera.
E allora, meglio sostituirla con quella che dice: "Arriva l'autunno, comincian le fiere"...
Quest'anno la sequenza autunnale di fiere d'arte contemporanea sembra particolarmente serrata. Ai consueti appuntamenti di Berlino, Torino, Colonia e Parigi si aggiungono le fiere d'arte contemporanea di Londra e di Miami Beach. Per i galleristi è un vero "tour de force". Per il pubblico non c'è che da scegliere dove trascorrere un weekend diverso dal solito.
La prima ad aprire è Art Forum Berlin, tradizionalmente la fiera più orientata verso le nuove proposte.

Su Artdreamguide puoi trovare informazioni più dettagliate su Art Forum Berlin.
Berlino è una delle grandi metropoli d'Europa.
Un tempo, la sua struttura era imperniata attorno ad un asse trasversale da Ovest a Est, che andava da Charlottenburg ad Alexanderplatz, passando per Kurfürstendamm, il Tiergarten, la Unter den Linden e la Museumsinsel (isola dei musei). Attorno a questo asse confluivano le arterie che portavano ai sobborghi e alle cittadine che circondavano Berlino. Oggi, quasi tutte queste località sono state inglobate dalla grande metropoli, e si sono trasformate in "Bezirke" (distretti).
Dal punto di vista culturale i distretti più importanti sono: Mitte, Prenzlauerberg, Tiergarten, Charlottenburg, Kreuzberg, Schöneberg e Zehlendorf. In questi distretti è concentrata gran parte dei musei, centri espositivi, gallerie d'arte e degli insediamenti interessanti sotto il profilo architettonico.
Art Forum Berlin ha luogo nella Ausstellungsmessegelände. Il complesso espositivo si trova nel distretto di Charlottenburg.
Naturalmente, Berlino non conta solo per la sua fiera d'arte. Per l'appassionato d'arte moderna e contemporanea è una tale miniera di cose da vedere, che ci si possono perdere tranquillamente 2 settimane.

Per individuare la localizzazione dei musei e delle mete principali,
consulta le piante di Berlino.
Per alcuni l'arte è un lavoro. Per i più è un interesse, o magari un semplice svago.
Qualunque sia il legame con l'argomento "arte", è importante essere al corrente delle principali iniziative che vengono organizzate. Alcuni esempi: incontri, dibattiti, conferenze, convegni, presentazioni, fiere, workshop, ecc.
Oltre a essere informati, occorre però ritrovare l'informazione al momento opportuno. A quanti sarà capitato di conservare un ritaglio di giornale o un appunto su un avvenimento particolare, e poi di smarrirlo.
Per darti la possibilitàdi conoscere gli eventi che possono interessarti, Artdreamguide ti offre una sezione apposita.
Non ha la pretesa di essere completa e super-informata. Ha però il pregio di essere consultabile da qualsiasi postazione internet, anche se ti sei scritto un appunto su un foglietto e lo hai smarrito.

Per conoscere le principali iniziative in programma nel campo dell'arte, visita la sezione "Appuntamenti in agenda" di Artdreamguide.
- Dal 25 al 27 settembre prossimi, presso il Centro Affari di Arezzo, si terrà la nuova edizione di Museum Image, il salone dell'oggettistica e dei prodotti ispirati all'arte. L'iniziativa è rivolta principalmente agli operatori del settore, e prevede convegni e workshop. Sabato 27 settembre l'ingresso è aperto anche al pubblico dei non addetti ai lavori.

- Vado da Harrods a comprare un Monet. Se poi mi viene voglia, acquisto anche un Picasso. Il grande magazzino di Knithsbridge, a Londra, si è trasformato in galleria d'arte. Al suo interno, nelle sale di Mohamed Al Fayed, è possibile comprare opere di Picasso, Monet, Rembrandt e Andy Warhol. I quadri provengono dalla Halcyon Gallery e sono valutati oltre 35 milioni di sterline. Tra i più costosi: La mer vue des falaises di Monet, in vendita per 1,60 milioni di Euro. L'iniziativa, intitolata "Art of living at Harrods", durerà fino al 18 ottobre.

- FAID Federdistribuzione ha deciso di sostenere l'attività del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) in occasione delle "Giornate Europee del Patrimonio". La manifestazione è promossa dal Consiglio d’Europa, e in Italia si terrà dal 20 al 27 settembre. Aderiscono all'iniziativa supermercati, ipermercati, centri commerciali e grandi magazzini: Auchan, Brico Center, Carrefour, Cityper, Comprabene, Dì per Dì, Esselunga, Gros Market Lombardini, Gs, La Rinascente, LD Market, Il Gigante, Il Pellicano, Oviesse, Sma, Upim. Parte dei ricavi di questi punti vendita nel corso della settimana saranno destinati a finanziare i progetti del FAI. Al sostegno economico si affiancherà un'azione di promozione e divulgazione della missione del FAI presso il pubblico.
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