Artdreamguide.com
Newsletter del 31 Agosto 2003
sommario
I rapporti tra arte e mondo della moda in passato sono stati frequenti. Pensiamo ai panciotti di Fortunato Depero, agli "abiti futuristi" disegnati da Giacomo Balla. Per non parlare degli innumerevoli costumi di scena ad opera di grandi protagonisti del primo '900.
Oggi questo collegamento sembra rinsaldarsi ancora di più. Da un lato, gli artisti non disdegnano di trovarsi al fianco degli stilisti nelle mostre temporanee a tema. Dall'altro, sono molti gli stilisti che osano sfidare canoni consolidati, cercando di dare corpo a nuove idee di "bellezza" ed "eleganza".
Tra gli esperti delle cosiddette "belle arti" fino ad oggi la tendenza dominante è stata quella di incasellare la moda nelle "arti decorative". Negli ultimi tempi però si sta facendo strada quella di attribuire alla moda un posto a sé.
Fare moda significa in un certo senso trasformare il corpo umano.
Nella sua continua ricerca di idee nuove lo stilista si trova a doversi confrontare con la realtà. Ne assorbe gli stimoli e li rielabora alla luce del proprio stile. In sostanza si può affermare che ogni nuovo capo di abbigliamento deriva certamente da molteplici fattori, ma è anche il frutto della personale interpretazione della realtà da parte del suo creatore.
Al di là della sua rilevanza sul piano economico e di costume, la moda oggi viene considerata un'autentica espressione della creatività. Come tale le viene dedicato un numero sempre maggiore di spazi e luoghi che la presentano nella sua valenza storica e culturale. Sono sezioni ben definite all'interno di grandi musei d'arte, o musei veri e propri.
La moda italiana ha giocato e gioca tuttora un ruolo fondamentale sulla scena mondiale. È un vero peccato che, come è successo finora, a questa importanza non faccia riscontro la volontà di documentare e celebrare questa grande tradizione.
Proprio in questi mesi si stanno facendo consistenti le voci che vedrebbero l'istituzione di un Museo della Moda a Milano.
Solo voci, o finalmente qualcosa di concreto?
La cronaca degli ultimi tempi evidenzia come in America stia letteralmente impazzendo il "made in Italy". Per la verità, ben poco di quello che viene venduto risulterebbe realmente "italiano". Ma ciò non cancella un dato di fatto.
Tra i fattori trainanti di questo processo figura senz'altro la moda. Del resto lo sappiamo tutti: dopo essersi assicurato un primato indiscusso, il prêt-à-porter italiano viene preso ad esempio da tedeschi, americani, giapponesi, spagnoli, inglesi, e persino dagli stessi francesi.
Ma se è vero che la moda costituisce un vanto del genio italiano, e se è vero che il vestire presenta un notevole valore anche sotto il profilo socio-culturale, si è fatto qualcosa per conservare traccia di questa espressione della creatività?
Purtroppo la risposta è deludente. L'istituzione pubblica meglio orientata fino ad oggi è stata il Museo del Costume di Palazzo Pitti, a Firenze. Lo stilista Gianfranco Ferré ne ha riconosciuto l'importanza, donando ben 67 abiti del suo vasto archivio. Per il resto, a muoversi sono stati soprattutto i privati.
Si è a lungo dibattuto sull'istituzione di un grande Museo della Moda nazionale. Finalmente pare che la decisione sia stata presa. Si dovrebbe fare a Milano.

Artdreamguide ti parla dell'avvenimento e dei suoi retroscena.
Oltre alle passerelle e agli atelier oggi la moda si può ammirare anche nei musei. Anzi, il museo è proprio il luogo che più di ogni altro sembra suggellare il rapporto tra moda e arte.
Nei grandi musei a carattere enciclopedico i costumi e la moda occupano sezioni apposite. Più spesso la moda viene conservata nell'ambito dei musei di arti applicate.
I musei specificamente dedicati alla moda sono più rari, ma in netto aumento. Perlopiù si tratta di musei collegati a istituzioni didattiche nel campo della moda.
Di seguito presentiamo una breve lista di musei dedicati alla moda, con i link ai rispettivi siti o alle pagine sulla moda:

- Galleria del Costume, Palazzo Pitti, Firenze (I)
- Musée de la Mode et du Textile, Parigi (F)
- Musée Galliera, Parigi (F)
- Musée des Tissus et des Arts décoratifs, Lione (F)
- Victoria & Albert Museum, Londra (UK)
- Fashion and Textile Museum, Londra (UK)
- The Museum of Costume, Bath (UK)
- Modesammlung des Historischen Museums der Stadt Wien, Vienna (A)
- Modemuseum, Hasselt (B)
- The Costume Institute, The Metropolitan Museum of Art, New York (USA)
- The Museum at FIT, Fashion Institute of Technology, New York (USA)
- Texas Fashion Collection, University of North Texas, Denton (USA)
- Bunka Museum of Fashion, Bunka Women's University, Tokyo (J).

Per la ricchezza di immagini meritano una sottolineatura particolare i siti del Victoria & Albert Museum di Londra, del Museum of Costume di Bath, del Museum at FIT di New York, e soprattutto quello della Texas Fashion Collection di Denton (cliccare su "tfc online catalog").
Negli ultimi anni Londra si è guadagnata un posto di primo piano tra le grandi capitali mondiali della moda: Parigi, Milano, New York. Ma a ben guardare la vocazione non le è mai mancata. Si pensi a personaggi come Mary Quant, l'inventrice della minigonna, o Vivienne Westwood, famosa interprete dello stile punk.
Questa vocazione si esprime nei numerosi atelier sparsi per la città: da quelli più "established" (affermati, consolidati) a quelli più sperimentali e spregiudicati.
Sul fronte delle istituzioni culturali Londra può vantare il celebre Victoria & Albert Museum, con la sua colossale collezione di abiti, costumi e tessuti. Una collezione che spazia dal '600 a oggi. Di fatto, però, non ha molto a che fare con il nuovo fermento della moda londinese...
Ed ecco che per gli appassionati c'è una novità.
Recentemente a Londra si è inaugurato un nuovo museo dedicato specificamente alla moda contemporanea. Si tratta del Fashion and Textile Museum.
Il museo è sorto per iniziativa della stilista Zandra Rhodes. Ha sede in un accogliente edificio situato a South Bank, progettato dall'architetto messicano Ricardo Legorreta.

Per saperne di più, visita il sito Web del Fashion and Textile Museum.
Gli enormi interessi economici in gioco, il divismo delle modelle e di molti stilisti spesso impediscono di cogliere il lato più creativo e vitale della moda. Dietro ai lustrini delle passerelle si cela però un mondo fatto non solo di cattiverie, ma anche di ricerca e grande sperimentazione.
Il vestire, in effetti, presenta un'importante componente trasformante sul corpo umano. Questa componente trasformante può risolversi entro schemi usuali, normali. In casi particolari può uscire dagli schemi, risultare eclettica o addirittura provocatoria.
Tra il 2001 e il 2002, il Victoria & Albert Museum di Londra ha ospitato "Radical Fashion".
La mostra metteva a confronto i progetti di 12 stilisti di generazioni e nazionalità diverse. Comune ad essi era la vocazione a ricercare strade nuove, sfidare continuamente i canoni consolidati, puntare a nuove espressioni di "bellezza" nel vestire.
Un elegante sito Web consente ancora oggi di cogliere lo spirito della mostra e rivedere i progetti presentati.

Per farti un'idea della mostra visita il sito Web di "Radical Fashion".
Cosa accomuna Tazio Nuvolari a Mantova, a Giacomo Balla e alla videoarte?
Mantova è la città natale di Tazio Nuvolari, l'indimenticabile "mantovano volante". Quanto agli altri due, ad accomunarli a Nuvolari è senza dubbio il mito della velocità.
Proprio il mito della velocità nell'arte moderna e contemporanea, e conseguentemente la rappresentazione del movimento, è il tema della mostra che la città di Mantova ha organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della scomparsa del grande Tazio.
Velocità dipinta. Movimento evocato attraverso fenomeni ottici. Movimento ricreato attraverso oggetti cinetici. Velocità celebrata attraverso i suoi emblemi. Velocità e movimento allo stato virtuale nella videoarte. Sono solo alcuni degli aspetti attorno cui ruota questa particolare panoramica sull'arte recente.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Cos'è il "ritratto"?
La copia di una persona, di un volto!
Nell'antichità gli strumenti per creare un ritratto erano la pittura e la scultura. Nell'800 si è aggiunta la fotografia.
Nel '900 è arrivata l'arte moderna, che ha sconvolto tutti i canoni del ritratto tradizionale. Pensiamo ai ritratti espressionisti di Kirchner e Dix, ai ritratti cubisti di Picasso, ai fotoritratti futuristi di Bragaglia, ai ritratti suprematisti di Malevich, ai ritratti dadaisti di Picabia, ecc.
Oggigiorno fare un ritratto può significare cose molto diverse tra loro: sottolineare caratteristiche particolari del soggetto, mettere in evidenza il rapporto del soggetto con l'ambiente circostante, rivelare proprietà del mezzo con cui si realizza il ritratto, e molto altro ancora. Sotto questo profilo sembra proprio che la fotografia possa offrire una gamma sconfinata di opportunità.
Fino a metà Settembre è aperta a Villa Croce di Genova "In faccia al mondo". Attraverso una panoramica sulla produzione fotografica internazionale dagli anni '70 a oggi la mostra si propone, appunto, di documentare la varietà di tematiche ricorrenti nel ritratto realizzato con l'ausilio del mezzo fotografico. Un'occasione per vedere assieme molti dei più noti artisti contemporanei.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
Insieme a Corto Maltese e a Dylan Dog, Valentina è uno dei personaggi dei fumetti più noti e amati dal pubblico. Apparve per la prima volta nel 1965 sul secondo numero di "Linus". Nel 1989 ha persino assunto sembianze corporee in una serie televisiva, interpretata da Demetra Hampton.
Il 31 luglio scorso è scomparso a Milano, Guido Crepax, il creatore di Valentina. Il suo stile, personalissimo, ha rivoluzionato la linearità delle strip, rappresentando una delle migliori espressioni della cultura pop italiana.

Su Artdreamguide puoi trovare un breve profilo di Guido Crepax.
- Sta per riaprire il Museo Pecci di Prato. Terminati i lavori di ristrutturazione e adeguamento, si avvicina il giorno dell'apertura, fissata per il 25 ottobre 2003. Nutrito il programma per l'immediato futuro: un'antologica dell'artista belga Wim Delvoye, un intervento dell'artista toscano Massimo Bartolini, un'esposizione di Letizia Cariello nella Project Room. Previste anche due mostre legate alla vita del museo: "Opere storiche", sintesi delle mostre effettuate finora presso il Centro, e "Artisti toscani", dedicata agli artisti attivi nella regione e presenti in collezione. Guarda invece al futuro "Verso un nuovo Centro: idee e riflessioni sul progetto di ampliamento del Centro".

- In attesa della 10 edizione di Artissima, che si terrà a Torino il prossimo novembre, sono stati selezionati gli artisti per la sezione "Present Future" dedicata all'arte emergente. Si tratta di Phil Collins, Marcel Dzama, Helidon Gjergij, Anthony Goicolea, José Antonio Hernández-Diéz, Franz Kapfer, Kerstin Kartscher, Rodney McMillian, Hans Op De Beeck, Franšoise Petrovitch, Paolo Piscitelli, Riccardo Previdi, Tobias Putrih, Brad Tucker, Yin Xiuzhen. Scelti da una giuria internazionale, sono tutti under 40. Durante la Fiera una giuria, composta da collezionisti di tutto il mondo, sceglierà il vincitore. Oltre al Premio Illycaffè, avrà la possibilità di realizzare il progetto per una serie di tazzine della Illy collection.

- Anche Mosca avrÓ la sua Biennale. Lo ha annunciato a Venezia il ministro della cultura della Federazione Russa, Michael Shvydkoj. L'idea è quella di realizzare il progetto già nell'autunno 2004, per riportare al più presto la Russia tra i protagonisti della scena artistica internazionale. Modello di riferimento è, ovviamente, la Biennale di Venezia.

- Due nuove riviste per conoscere Roma e la sua offerta culturale: "LiveinRoma" e "L'Evento". Le ha volute il Comune per permettere al pubblico di conoscere tutto ciò che la città può offrire per viverla al meglio. Avranno cadenza mensile. "LiveinRoma" sarà distribuita gratuitamente negli alberghi della capitale. "L'Evento" sarà disponibile nei punti d'informazione turistica e nei luoghi di maggior afflusso.
note
Per iscriverti, vai alla pagina di iscrizione

Se hai problemi o suggerimenti, scrivici