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Newsletter del 5 Dicembre 2002
sommario
"Parigi val bene una messa" ha detto qualcuno di ben conosciuto. "Parigi val bene un viaggetto" diciamo noi. L'occasione è offerta da un gruppo di mostre molto interessanti, che in questo periodo si svolgono in vari spazi della capitale francese.
Grande vedette è Amedeo Modigliani, cui è dedicata una splendida antologica al Musée du Luxembourg. Ma non sono da meno le retrospettive di Francis Picabia e Max Beckmann, rispettivamente al MAM e al Centre Pompidou.
Abbiamo dato spazio a queste mostre in vista dell'approssimarsi delle feste natalizie. A qualcuno, infatti, potrebbe venire l'idea di trascorrere un po' di giorni in qualche località interessante, e questo potrebbe essere il momento giusto per fare programmi. Eccone allora uno già bello pronto!
Parigi, dicevamo... In effetti quest'anno il periodo natalizio è quanto mai propizio per gli amanti dell'arte moderna. Oltre alle mostre citate, ce ne sono altre aperte già da tempo. Ad esempio, "Matisse-Picasso" al Grand Palais, "Manet-Velázquez" al Musée d'Orsay. E per gli amanti dell'arte contemporanea, Louise Bourgeois al Palais de Tokyo, Matthew Barney al MAM e "Ce qui arrive" alla Fondation Cartier. Per l'elenco basta consultare la pagina di Artdreamguide dedicata alle mostre in Europa.

Ma la "ville lumière" è qualcosa di più di una semplice manciata di mostre. È un meraviglioso concentrato di cose belle e affascinanti. La Senna, Notre-Dame, il Louvre, Le Tuileries, la Tour Eiffel, i palazzi, le piazze, i boulevards, Montmartre...
Difficile resistere a tutto questo. Ancor più difficile riuscire ad attirare l'attenzione sull'arte attuale e sui musei che la presentano al pubblico.
Noi ci proviamo. E così abbiamo inserito alcune informazioni su Parigi, vista dal punto di vista dell'arte moderna e contemporanea e dei suoi musei.
Amedeo Modigliani è un artista molto popolare e capace di garantire "share" elevati. Questo finisce per causare un'inflazione di mostre spesso mediocri. Certamente non è il caso della splendida antologica allestita presso il Musée du Luxembourg di Parigi.
Il titolo: "Un ange au visage grave" (un angelo dal volto grave). È la frase che compare in una lettera scritta da Amedeo Modigliani all'amico Paul Alexandre nel 1913.
In mostra opere di tutti i periodi, compresi i ritratti degli inizi a Montmartre e i memorabili nudi femminili.

Su Artdreamguide puoi trovare un'ampia descrizione della mostra.
Amedeo Modigliani è uno degli artisti più amati dal pubblico di tutto il mondo.
Le ragioni? Innanzitutto, lo stile dei suoi famosi ritratti, così caratteristici e riconoscibili. E poi anche quell'aura un po' "maledetta" della sua personalità, che l'abuso di alcool, la morte prematura di tubercolosi e gli amori turbolenti hanno contribuito ad alimentare. Tutti elementi che, presi assieme, hanno ben poco da spartire con l'effettiva importanza di Modigliani per la storia dell'arte moderna.
L'artista è passato alla storia per i "colli lunghi" dei suoi ritratti. Naturalmente, è solo una delle deformazioni cui Modigliani sottopone ognuno dei soggetti.
L'artista si serve di esse per privare il soggetto dei suoi tratti peculiari. In un certo senso, lo spersonalizza. Tende così a ricreare una sorta di bellezza ideale, al di fuori del tempo.

Su Artdreamguide puoi trovare un profilo di Amedeo Modigliani, con la vita, l'attività artistica, i musei e le opere.
Quando si parla di Modigliani si pensa quasi sempre ai ritratti. Ne dipinse poco più di 200. I personaggi raffigurati sono spesso amici pittori, intellettuali, galleristi, le donne amate. Ricordiamo Jeanne Hébuterne, che non riuscì a sopportare la morte dell'artista.
Ma Modigliani non dipinse solo ritratti. Nei 15 anni di attività rappresentò figure di cariatidi, nudi e persino paesaggi. Inoltre, dal 1909 al 1914 realizzò alcune sculture. Certo non quelle ripescate nel Fosso di Livorno...

Su Artdreamguide puoi trovare un'ampia selezione di opere di Amedeo Modigliani, organizzate per periodi, soggetti e musei che le conservano.
Francis Picabia è uno degli artisti più complessi del '900.
Per la voglia di sperimentare continuamente nuove vie, Hans Arp lo definisce il "Cristoforo Colombo dell'arte". E in effetti il suo percorso artistico si svolge all'insegna della sperimentazione, della provocazione e del cambiamento.
Passa attraverso la pittura "fauve" e il cubismo. Diventa uno dei principali interpreti del dadaismo. Si lega, quindi, al surrealismo. E alla fine sono molte le correnti artistiche del dopoguerra che devono fare i conti con il suo lavoro.
Una grande retrospettiva del suo lavoro è allestita presso il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris.

Su Artdreamguide puoi trovare una presentazione della mostra.
Max Beckmann è stato uno dei più grandi artisti tedeschi e una delle figure di spicco dell'arte moderna.
Difficile incasellarlo. Le sue opere mature, aspre e incisive, presentano caratteri propri dell'espressionismo. Nello stesso tempo, vengono considerate esemplificative di una corrente della cosiddetta "Nuova Oggettività".
Beckmann in effetti fu un artista abbastanza isolato. Ad accomunarlo a tanti colleghi fu la censura da parte del nazismo, che bollò le sue opere come "degenerate".
Proprio in questi giorni, il Centre Pompidou di Parigi gli dedica una grande retrospettiva, che si sposterà a Londra e successivamente a New York.

Su Artdreamguide puoi trovare i dettagli sulla mostra.
Dall'800 a tutta la prima metà del '900 Parigi è stata la grande capitale dell'arte europea. Ha visto nascere l'Impressionismo. È stata il luogo di raccolta di grandi artisti. Ha tenuto a battesimo molti dei principali movimenti del primo '900.
Nel dopoguerra, il bastone del comando dell'arte è passato alla "grande mela". Parigi è però rimasta uno dei centri d'arte più importanti del mondo. Crogiuolo di artisti, brodo di cultura per sperimentazioni di ogni genere, contenitore impressionante di gallerie private, musei e centri espositivi.
Il tempo passa, ma Parigi è sempre Parigi.

E allora ti raccontiamo perché è così interessante.
In fatto di musei e istituzioni culturali Parigi vanta un primato mondiale difficilmente avvicinabile.
Il Louvre è il museo più famoso del mondo. Anzi, il "museo" per antonomasia. A fargli corona è una "fungaia" di altri musei grandi e piccoli, che toccano ogni aspetto della produzione e dell'ingegno umano.
Parigi è stata, però, anche la culla dell'Impressionismo e dell'arte moderna. E tutto questo è celebrato nei due grandi sacrari del Musée d'Orsay e del Musée national d'Art moderne. Ma non finisce qui, perché l'Impressionsmo e l'arte moderna si spartiscono alcune decine di altri spazi. E poi c'è l'ampia offerta di arte contemporanea, rappresentata da musei, centri espositivi, fondazioni, centri culturali, gallerie private, ecc.

Artdreamguide ti presenta i principali musei di arte moderna e contemporanea di Parigi.
Parigi viene considerata una delle più grandi città europee. Per questo risulta anche piuttosto complessa.
La città vera e propria corrisponde al Dipartimento denominato Ville de Paris. Un grande anello di strade e autostrade la delimita dalla "Banlieu", l'enorme cintura periferica che nell'insieme costituisce la "Région Parisienne".
La città di Parigi risulta suddivisa in 20 Arrondissements. Avere un'idea della loro posizione può essere utile per individuare la localizzazione approssimativa di musei, alberghi, ecc.
La Senna solca la città, tagliandola in due. I parigini parlano perciò di "rive droite" (riva destra) e "rive gauche" (riva sinistra). La prima corrisponde alla sponda settentrionale, più estesa. La seconda alla sponda meridionale.
Punto centrale è il 1º Arrondissement, con il Louvre, l'Île de la cité e Notre-Dame. Le principali mete attorno a quest'area si possono raggiungere anche a piedi. Per tutte le altre è opportuno, invece, l'uso della metropolitana.

Per individuare la localizzazione dei musei e delle mete principali,
consulta le piante di Parigi.
La Fondation Cartier pour l'art contemporain di Parigi è uno dei centri più vivaci e stimolanti nel campo dell'arte contemporanea. In questi giorni è al centro dell'attenzione per una mostra provocatoria: "Ce qui arrive".
Tema del progetto sono i disastri.
Fenomeni dovuti al caso o eventi predeterminati?
Attraverso documenti e opere di artisti contemporanei, il famoso critico e filosofo Paul Virilio propone al visitatore vari tipi di disastri. Scopo è quello di esplorare il rapporto tra le invenzioni dell'uomo e i disastri che ne possono derivare.
In occasione della mostra è stato realizzato un sito Web in lingua francese e inglese. Si tratta di un sito semplice e lineare, privo di effetti "particolari". Ma l'interesse non sta tanto nella grafica, quanto nel materiale contenuto: testi, fotografie, documentazione delle opere d'arte in mostra.
Veramente impressionante per le immagini raccolte è la sezione denominata "Musée des accidents" (museo dei disastri).

Per un approfondimento e per la documentazione fotografica,
visita il sito di "Ce qui arrive".
- Il 24 novembre è morto a Tarquinia Roberto Sebastián Matta Echaurren, uno dei protagonisti dell'arte del '900. Grande pittore, era nato a Santiago del Cile. L'incontro con Breton nel 1937 lo portò ad accostarsi al Surrealismo, ambito dal quale non si è mai distaccato. Nella sua lunga vita ha abitato un po' ovunque per seguire i propri interessi e la sua idea di arte, intesa come "viaggio, ricerca, crescita".

- L'artista inglese Padraig Timoney ha vinto il "Premio Illycaffè Present Future", rivolto ai giovani artisti emergenti. Il premio è stato assegnato da una giuria di collezionisti internazionali nell'ambito di Artissima, la fiera dell'arte contemporanea di Torino. Oltre agli onori della ribalta, al vincitore spetta un premio di 10.000 dollari e l'opportunità di presentare un progetto per la prestigiosa "illycollection" e le sue tazzine d'artista.

- Self-portrait, un busto in marmo di Jeff Koons, è stato battuto l'11 novembre da Phillips New York per oltre 2.000.000 di dollari.
Due giorni dopo, da Christie's, Campbell's Soup Can: Pepper Pot, una tela di Andy Warhol del 1961, di proprietà della famiglia, è stato aggiudicato per una cifra superiore a 1.200.000 dollari. Non c'è che dire, una zuppa davvero salata!!!
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