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Milano si riappropria dei "Bagni Misteriosi" di De Chirico
(ARCHIVIO 2010) Fino a qualche anno fa arrivando alla Triennale dal Parco Sempione si poteva notare un enigmatico complesso scultoreo, in grave stato di degrado, quello de I Bagni Misteriosi, che oggi è temporaneamente ricoverato sotto un telone.
L'autore materiale dell'opera era stato Giulio Macchi, che l'aveva realizzata in occasione della mostra "Contatto Arte/Città" del 1973, che faceva parte delle iniziative connesse alla XV edizione della Triennale. L'idea comunque non era certo sua. Il disegno progettuale e i due bagnanti erano frutto, infatti, della creatività di uno dei più famosi artisti del '900, Giorgio de Chirico, considerato il padre della Metafisica.
Il lavoro, che doveva essere esposto solo temporaneamente, gli era stato commissionato dal conte Paolo Marzotto, che poi aveva deciso di donarlo al Comune.
Costruito con una pietra molto fragile, quella di Vicenza, è stato profondamente danneggiato dal passare del tempo e delle stagioni. A poco è servito, infatti, il restauro del 1997, che si è limitato a riassemblare e mettere al sicuro i pezzi dell'opera, che è composta da diversi elementi, tra cui due nuotatori, un cigno, una palla, una cabina, un trampolino e una fonte. Nel 2008 è stato avviato però un ulteriore intervento di recupero, condotto da Gianfranco Mingardi e finanziato da Mapei, che, in due anni, ha portato al risanamento di quasi tutte le sculture e alla ricostruzione del tessuto cromatico. Un lavoro molto delicato, realizzato per fasi successive senza dimenticare mai che ogni modifica, anche se riguarda solo una parte dell'opera, produce i suoi effetti su tutto l'insieme.
I Bagni Misteriosi, che in futuro saranno protetti da una teca trasparente per rispettare l'idea di De Chirico, che aveva voluto creare "un quadro nel paesaggio", saranno presto restituiti alla città. A partire dal 23 gennaio, infatti, tutti avranno la possibilità di vederli visitando il giardino della Triennale il sabato e la domenica, dalle 10:30 alle 17.
Un destino diverso attende invece i due bagnanti, che non sono stati ancora restaurati. In marzo, infatti, verranno sostituiti da delle copie, realizzate a cura della Fondazione De Chirico, mentre gli originali saranno ospitati all'interno del Museo del '900, che vanta altri capolavori dell'artista e sarà inaugurato il prossimo novembre.
