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In asta capolavori di "arte degenerata" e non
(ARCHIVIO 2010) I regimi dittatoriali non amano chi vuole stare "fuori dal coro" ed è per questo che, pur circondandosi di "uomini di cultura", che usano per risaltare le loro imprese e attirare consenso, fanno di tutto per ostacolare la libertà dell'arte e ridurre al silenzio quegli autori che non realizzano opere di tipo celebrativo.
Uno dei maggiori delitti nei confronti della cultura e dell'arte è quello che è stato commesso dai nazisti una volta preso il potere. Tra il 1933 e il 1937, Hitler diede, infatti, il via all'operazione "Entertete Kunst", che prevedeva il licenziamento di molti direttori di musei e accademie d'arte, il divieto di esercitare l'attività artistica per gli autori più innovativi e l'allontanamento delle loro opere, definite "degenerate", dai musei pubblici.
I lavori confiscati furono davvero tanti e parte di questi furono esposti al "pubblico ludibrio" in una mostra, che fu inaugurata a Monaco nel 1937 ed ebbe moltissimi visitatori.
Cosa abbiano pensato di fronte a questi capolavori, opera di artisti straordinari, come Max Beckmann, Marc Chagall, Otto Dix, George Grosz, Wassily Kandinsky, Ernst Ludwig Kirchner, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Emil Nolde, Franz Marc, Edvard Munch, Kurt Schwitters ecc., non si sa. Si sa invece che il comportamento adottato dai nazisti nei confronti degli "artisti degenerati" costrinse molti di loro a riparare in altri paesi, e soprattutto negli Stati Uniti, dove furono accolti a braccia aperte. La maggior parte dei loro lavori, invece, come del resto successe per quelli degli ebrei deportati nei campi di concentramento, andarono dispersi o furono venduti a musei svizzeri e americani. Qualche volta, tuttavia, entrarono a far parte delle collezioni di alcuni gerarchi nazisti, come Göring, che era un grande estimatore d'arte e si diede un gran da fare per spogliare del loro patrimonio i paesi occupati.
Nel dopoguerra, queste opere e quelle che erano state confiscate agli ebrei, cominciarono a saltare fuori e, da più parti, venne richiesta la restituzione ai legittimi proprietari. Molti di loro però avevano trovato la morte. Quindi spettò agli eredi far valere le loro ragioni.
Tra i casi più clamorosi degli ultimi anni, si può ricordare quello che ha avuto per protagonista un capolavoro di Gustav Klimt, e precisamente il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, che era esposto alla Österreichische Galerie Belvedere di Vienna. Il dipinto, infatti, nel 2006, dopo la pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti, ha dovuto lasciare il museo ed è stato consegnato a Maria Altmann, erede dei Bloch-Bauer, che l'ha messo in vendita ricavando 135 milioni di dollari.
Altre opere di "arte degenerata" e non, ma di grande valore, saranno messe all'asta il 22 e il 23 giugno a Londra, da Sotheby's e Christie's, che sono riuscite ad aggiudicarsi dei veri capolavori. Tra i lotti di Sotheby's figurano, infatti, l'unico autoritratto di Manet ancora in mani private, le Odalisques jouant aux dames (1928) di Matisse e un bel paesaggio di André Derain, Arbres à Collioure, che l'artista ha realizzato nel 1905 ed è stimato tra i 10 e i 15 milioni di Euro. Opere importanti, che, tra l'altro, vantano una provenienza di tutto rispetto. Facevano parte, infatti, della collezione del mercante d'arte Ambroise Vollard, di cui non si sapeva più nulla, ma che, dal 1940 al 1981, è rimasta nascosta nel caveau della Société Générale di Parigi. A portarla qui era stato Erich Slomovic, che era l'assistente del gallerista, e pensava così di sottrarla alle spoliazioni naziste. La sua morte, però, avvenuta nel 1942 in un campo di concentramento, aveva fatto perdere le tracce di quell'inestimabile tesoro, che comprendeva 140 capolavori. Le altre 400 opere che appartenevano a Vollard, infatti, erano state spedite in Jugoslavia e oggi si trovano al Museo Nazionale di Belgrado.
Se questo è il catalogo di Sotheby's, Christie's non è certo da meno. Nelle sale londinesi di King Street si potranno, infatti, acquistare, soldi permettendo, un Picasso del periodo blu (Portrait d’Angel Fernández de Soto, 1903), stimato tra 30 e 40 milioni di sterline, e un Monet del 1906, che ha per soggetto lo stagno delle ninfee e per molti anni è rimasto nelle mani di Durand-Ruel, il mitico gallerista degli Impressionisti. Anche per questo dipinto, che è davvero molto bello, la valutazione è compresa tra 30 e 40 milioni di sterline. Inferiori, ma comunque degne di nota, sono le cifre indicate per i lavori di altri due artisti di grande richiamo. Frauenbildnis (Portrait of Ria Munk III, che Gustav Klimt ha dipinto nel 1941, viene stimato, infatti, tra i 14 e i 18 milioni di sterline, mentre il Nu à la chaise longue di Matisse, datato 1923, tra 5.5 e 8.5 milioni di sterline.
Se tutto andrà come previsto dalle Case d'asta, gli incassi saranno sicuramente straordinari. Un fatto che non farebbe altro che confermare quello che gli esperti del mercato dell'arte continuano a ripetere. Secondo loro, infatti, la crisi non colpisce mai le opere di qualità.
