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Aspettando la Biennale

(ARCHIVIO 2009) Mancano ancora alcuni mesi all'inaugurazione della 53 edizione della Biennale, diretta da Daniel Birnbaum, che verrà aperta al pubblico il 7 giugno 2009, ma da Venezia cominciano ad arrivare notizie e informazioni, che hanno a che fare con la manifestazione e la città. Vediamo quindi cosa sta succedendo.

La Fondazione Biennale si prepara a lasciare Palazzo Querini Dubois per trasferirsi nella sede storica di Ca' Giustinian (San Marco 1364/A), che si trova di fronte a Punta della Dogana e diventerà uno spazio aperto alla città e alla cultura.
Novità in vista anche per l'ex Padiglione Italia ai Giardini, che d'ora in poi prenderà il nome di Palazzo delle Esposizioni e sarà aperto tutto l'anno. In esso troveranno posto infatti, oltre al bar e al bookshop, l'ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee), delle nuove sale espositive e spazi adibiti alla consultazione e alla didattica.
Il Padiglione Italiano, invece, che d'ora in poi si chiamerà Padiglione Italia, troveà posto, come nel 2007, alle Tese delle Vergini dell'Arsenale, ma diventerà più grande e sarà collegato al Sestiere di Castello e ai Giardini da un nuovo ponte.
Gli artisti che rappresenteranno l'Italia alla Biennale saranno scelti da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli, che hanno cominciato a indicare i primi nomi. Salvo smentite o ripensamenti, tra loro dovrebbero esserci Sissi, Gian Marco Montesano, Roberto Floreani, Manfredi Beninati, il duo Masbedo, Elisa Sighicelli.

Bisognerà aspettare invece l'edizione del 2011 per vedere cosa proporrà il Padiglione del Vaticano, dedicato all'arte sacra contemporanea. Monsignor Ravasi, che è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, si è reso conto, infatti, che non c'è abbastanza tempo per selezionare gli artisti, che, ovviamente, non sono quelli che vivono o lavorano nella Città del Vaticano, ma possono arrivare da ogni continente e paese.
Nella decisione, oltre a Ravasi, dovrebbero essere coinvolti Antonio Paolucci, che è il direttore dei Musei Vaticani, e Francesco Buranelli, che lo ha preceduto in questo incarico. Tra i nomi "papabili" figurano Bill Viola, Anish Kapoor e Jannis Kounellis, che riscuotono l'apprezzamento di Ravasi, ma i giochi sono ancora aperti.
Quasi sicuramente la "rappresentanza" della Santa Sede non sarà ospitata ai Giardini, dove si trova la maggioranza dei padiglioni nazionali, ma in uno spazio esterno, messo a disposizione del Patriarcato di Venezia.

Nulla dovrebbe ostacolare invece l'inaugurazione del Museo d'Arte Contemporanea di Punta della Dogana, che François Pinault sta facendo ristrutturare dall'architetto giapponese Tadao Ando, che, per lui, si è già occupato di Palazzo Grassi.
A decidere quali opere si potranno vedere a partire dal 6 giugno prossimo saranno Alison M. Gingeras, curatrice della Collezione Pinault, e Francesco Bonami, che ha curato per Palazzo Grassi una delle mostre più discusse degli ultimi tempi, "Italics. Arte italiana fra tradizione e rivoluzione", e, nel 2010, sarà il primo italiano a occuparsi della Whitney Biennal di New York.

Novità in vista anche per ciò che riguarda il recupero e la conservazione delle opere d'arte deteriorate. Pare infatti che a Venezia verrà aperto un Centro per il restauro del contemporaneo.

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