News: notizie di arte moderna e contemporanea

Il Museion cambia sede e si apre fisicamente alla città

Museion - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Dante 6, Bolzano
Info. 0471-312448
Orari: 10-20, gio 10-22
www.museion.it

(ARCHIVIO 2008) Il 24 maggio 2008 è stata inaugurata a Bolzano la nuova, attesissima, sede del Museion. Erano anni, infatti, che quest'istituzione, votata all'arte moderna e contemporanea, si trovava a operare in condizioni davvero difficili, anche se era riuscita a trasformare un handicap grave, come la mancanza di spazi, in una risorsa.
Grazie all'inventiva e alla lungimiranza di direttori come Pier Luigi Siena, Andreas Hapkemeyer e Corinne Diserens, non aveva esitato, infatti, a uscire dalle anguste sale di Via Sarnesi e aprirsi all'esterno collaborando con altre istituzioni e allestendo eventi e manifestazioni in diversi luoghi della città.

L'idea di dare vita a uno spazio aperto fisicamente e mentalmente fa praticamente parte del DNA del Museion, ma con gli anni ha subito un'accelerazione, tanto è vero che è stata applicata con successo in diversi campi. Nei progetti espositivi, incentrati sugli artisti locali, ma anche sulle nuove proposte internazionali, nella composizione della collezione, che non si limita alla realtà italiana del dopoguerra ma si proietta anche oltre confine, nella scelta delle opere, che rispecchia la molteplicità dei generi contemporanei, nel sostegno alla produzione artistica, nella collaborazione con le università e, soprattutto, nel tentativo di coinvolgere il territorio con proposte interessanti e innovative, capaci di attirare l'attenzione di un vasto pubblico. A questo miravano, infatti, sia le conferenze di "Artiparlando", sia il "Piccolo Museion" che Alberto Garutti ha allestito nel parco del Quartiere Don Bosco, sia la rassegna cinematografica "Museion mobile", realizzata in collaborazione col Filmclub, sia la redazione di una rivista, che inizialmente si chiamava "Museion Talk" e ora è stata trasformata in quel "Museion Journal", che viene distribuito mensilmente assieme ai quotidiani locali e si può consultare anche su Internet.

La nuova sede del Museion, progettata dallo studio berlinese KSV (Krüger, Schuberth, Vandreike), che ha vinto il concorso indetto nel 2000 dalla Provincia di Bolzano, rispecchia in pieno la mission dell'istituzione. Grazie alla sua facciata trasparente si presenta infatti aperta sulla città e sul parco instaurando con essi una comunicazione che non si interrompe neppure di notte dato che le sue pareti diventano superfici per la proiezione di opere artistiche.
Per realizzare l'edificio, che ha forma cubica ed è costituito prevalentemente di vetro e metallo, ci sono voluti 5 anni. I lavori sono iniziati, infatti nel 2003, e sono costati all'incirca 33 milioni di Euro.
L'interno, suddiviso su più livelli, ospita le aree espositive, i laboratori didattici, una biblioteca aperta al pubblico, una caffetteria con terrazza, un bookshop e un'area polifunzionale. Tutti questi luoghi comunque non sono rigidamente definiti. Anche in questo caso siamo, infatti, in presenza di spazi fluidi e adattabili alle diverse esigenze.
Nelle vicinanze si trova inoltre una casa atelier, che funge da officina dell'arte ed è a disposizione degli artisti in residenza.
Per raggiungerla si deve attraversare un giardino, che, all'occorrenza, può essere utilizzato come luogo espositivo o d'azione.

La direzione di questo ente, che è partito come associazione e ora è una fondazione pubblico privata, è affidata a Corinne Diserens, che ha a disposizione un budget di 3 milioni di Euro l'anno per organizzare mostre ed eventi e comprare opere d'arte da aggiungere alla collezione. Una raccolta di tutto rispetto che, fatte salve alcune eccezioni, come Depero Severini, Franchina, Oppenheimer ecc., riguarda principalmente il dopoguerra. Italiano ma non solo. Ecco allora l'Informale, lo Spazialismo, l'Optical art, l'Arte cinetica-programmata, il Nouveau Réalisme, l'Azionismo viennese, l'Arte concettuale, la Narrative Art, l'Arte povera, la Poesia visiva e concreta.
L'idea in base alla quale la Diserens ha intenzione di sovrintendere a questa istituzione è la stessa dei suoi predecessori, ossia quella di portare avanti un programma variegato e multidisciplinare, aperto all'Europa e alle altre culture, che potrà trovare spazio nelle diverse aree del museo ma anche all'esterno grazie a dibattiti, laboratori e iniziative di diverso genere. Un centro culturale degno di questo nome, oltre a proporre mostre, attivare energie creative e instaurare proficui rapporti con altre istituzioni analoghe, deve essere in grado, infatti, di raggiungere e stimolare i visitatori e la collettività locale, aiutandoli a capire l'arte e le sue problematiche.

La mostra inaugurale, intitolata "Sguardo periferico e corpo collettivo", sottolinea il fatto che il museo si trova in una situazione sicuramente un po' defilata, ma non per questo isolata dal resto del mondo. Infatti gli sforzi, la buona volontà, la tenacia e la creatività di quanti vi lavorano hanno contribuito a fare di questo museo una realtà capace e dinamica, ben inserita all'interno di una rete di relazioni, che abbraccia l'Italia e l'Europa, un "corpo collettivo", dove convergono idee, progetti ed esperienze.
Ed è sempre grazie a questo spirito che il Museion ha saputo trasformare in un punto di forza un elemento che in genere viene considerato negativo, ossia il trovarsi a cavallo tra due paesi diversi per usi e costumi. Un confine, infatti, può essere una barriera ma anche un'opportunità. Dipende da come si affronta il problema.

L'arte serve ad aprire la mente e il cuore e il suo contenitore deve avere la stessa funzione. Ma se il Museion dimostra nei fatti la sua apertura, una parte del suo pubblico non è ancora in grado di condividerne le proposte, come dimostrano le polemiche che hanno accompagnato fin dall'inizio questa rassegna. La rana crocefissa dell'artista tedesco Martin Kippenberger, scomparso nel 1997, è riuscita, infatti, a dividere la città.
Si è parlato di scandalo, sacrilegio, offesa alla religione cristiana... Eppure dietro quell'immagine sgradevole, ripugnante e provocatoria, pare si celi un intento morale: la condanna dell'ipocrisia. Uno dei vizi più comuni e diffusi tra gli uomini, che, da che mondo è mondo, sono soliti disapprovare pubblicamente le attività riprovevoli che amano fare di nascosto, quando nessuno li vede.
Chi è senza peccato, scagli la prima pietra... Il Museion comunque non ha intenzione di rimuovere la scultura e, rispecchiando la sua natura libertaria, ha deciso di trasformare questo increscioso incidente in occasione didattica e di partire da quello che è accaduto per spiegare al pubblico il significato dell'arte e dell'opera di Kippenberger.

Links ad altre pagine di Artdreamguide correlate