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Il riallestimento museale milanese parte dal Museo dell'Ottocento

Museo dell'Ottocento
Villa Belgiojoso Bonaparte
Via Palestro 16, Milano
Tel. 02-76002819
Orari: 9-13, 14-17:30, lunedì chiuso

(ARCHIVIO 2006) L'11 marzo 2006 ha riaperto al pubblico Villa Belgiojoso Bonaparte, la splendida residenza neoclassica progettata dall'architetto viennese Leopoldo Pollack, che, per anni, ha ospitato la Galleria d'Arte Moderna e i matrimoni civili.

I restauri dell'edificio, che si trova in Via Palestro a Milano ed è più conosciuto come Villa Reale, sono durati tre anni e sono costati circa 7 milioni di Euro, ma ne valeva la pena. Tanto più che il palazzo è stato scelto come sede del nuovo Museo dell'Ottocento. Le opere d'arte del '900 sono infatti destinate al museo di prossima realizzazione all'Arengario.

Il riallestimento delle sale della villa, ricche di fregi e decorazioni, ha comportato un ripensamento del percorso espositivo, che si snoda al piano terreno dal periodo neoclassico all'età romantica con sculture di Antonio Canova e dipinti di Andrea Appiani e Francesco Hayez e prosegue ai piani superiori con una suddivisione per Scuole (Scapigliatura, Divisionismo, Pittura accademica) e sale personali dedicate ad autori di assoluto rilievo, come Giovanni Segantini, Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso e Tranquillo Cremona.
La Collezione Grassi, che comprende oggetti d'arte orientale, dipinti antichi, opere dell'800 e del primo '900 italiano, opere impressioniste e postimpressioniste francesi, resta al suo posto, all'ultimo piano. L'allestimento delle sale, progettato negli anni '50 da Ignazio Gardella, è stato però rivisto dal figlio Jacopo e dalla nipote Edoarda de Ponti.

La "ventata di aria nuova" non ha interessato il Padiglione Marino Marini, che si trova, come sempre, in cima allo scalone a sinistra e conserva una ricca selezione di opere (statue, dipinti, gouache, disegni e incisioni) di questo grande scultore del '900.

I lavori di riordino degli spazi espositivi e dei depositi hanno offerto lo spunto per la completa schedatura delle opere, che saranno messe on-line sul sito del museo a disposizione del pubblico e degli studiosi.

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