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L'Affaire Cattelan a Milano

(ARCHIVIO 2004) Il 5 maggio scorso è stata inaugurata, a Milano, un'installazione di Maurizio Cattelan, uno dei più noti e provocatori artisti italiani contemporanei.
L'opera consiste in tre fantocci con le sembianze di bambini, impiccati a un ramo di un grosso albero. Come scenario dell'operazione è stata scelta Piazza XXIV Maggio, un luogo storico, che ha avuto grande importanza in occasione delle battaglie napoleoniche e della seconda guerra mondiale.
Il progetto, promosso dalla Fondazione Nicola Trussardi nel quadro di un ciclo di interventi artistici in spazi pubblici, ha prodotto un vero shock sui passanti e ha scatenato polemiche e discussioni. Qualcuno ha anche rischiato di ferirsi seriamente nel tentativo di liberare la piazza da quella che molti hanno considerato una manifestazione di "cattivo gusto" e un esempio pericoloso.

Ma è davvero così? Secondo quanto si deduce dal Comunicato stampa della Fondazione, il lavoro di Maurizio Cattelan "è insieme un racconto disincantato sull'infanzia e un'indagine sui contrasti della contemporaneità, ma l'installazione è anche una riflessione sul ruolo dell'artista, chiamato a ogni occasione a mettere in scena le sue visioni e paure".
I tre bambini impiccati alla quercia hanno toccato la sensibilità di tanta gente. Hanno richiamato alla mente ricordi. Hanno fomentato previsioni e paure.
Qualcuno ha apprezzato l'opera, qualcuno l'ha denigrata ferocemente. Molti, soprattutto tra gli addetti ai lavori, hanno difeso la libertà di espressione.
Quanto ai politici, vanno registrati l'apprezzamento di Salvatore Carrubba, assessore alla cultura e ai musei, che ha difeso l'operato della Giunta, e l'aspra critica della Lega nei confronti dell'amministrazione comunale, rea di aver concesso l'autorizzazione per il progetto.

L'artista, da parte sua, ha ritirato l'opera, dichiarando che non verrà mai più esposta a Milano.