Storia dell'arte: arte dell'Ottocento

Il Divisionismo

Giovanni Segantini, "Mezzogiorno sulle Alpi", 1891, partic.Il Divisionismo è una corrente artistica sviluppatasi in Italia tra il 1886 e il 1915.
Sul piano ideologico, il Divisionismo si sviluppa nell'ambito del Simbolismo europeo. Ma si caratterizza soprattutto in senso formale e stilistico.

L'inizio viene collocato attorno al 1891, quando, in una mostra alla Triennale di Milano, Giovanni Segantini e Gaetano Previati espongono rispettivamente Le due madri (1889) e Maternità (1890-91).
Il Divisionismo trae il nome dalla particolare tecnica pittorica messa a punto dai suoi protagonisti. "Divisione" allude al procedimento pittorico basato sulla scomposizione dei colori reali nei colori elementari e loro complementari e nell'accostamento di questi ultimi sulla tela sotto forma di piccole pennellate, simili a macchioline.
Il procedimento di scomposizione divisionista è una chiara derivazione del Puntinismo (o Neo-impressionismo) di Georges Seurat. Lo scopo di Seurat e dei suoi seguaci era ottenere una pittura più luminosa e aerea. Per questo elaborano una pittura che cerca di simulare il meccanismo della visione secondo le teorie scientifiche della percezione ottica.
A parte il rapporto di parentela, il Puntinismo e il Divisionismo presentano alcune differenze sul piano formale e tematico.
La pittura dei puntinisti si basa su una pennellata a piccoli puntini colorati e i colori sono contrastanti. Inoltre, l'effetto complessivo che ne deriva è di monumentalità e immobilità. La pittura dei divisionisti consiste, invece, in pennellate a trattini lunghi, quasi filamentosi. Le tinte sono più morbide e i contrasti meno aspri. Per cui ne risulta una maggiore leggerezza e luminosità.
In sostanza, il Divisionismo, da una parte, attenua il rigore formale del Puntinismo. Dall'altra, assegna una certa importanza agli aspetti tematici.
Tra questi ultimi si possono citare: spunti simbolici e allegorici, tematiche sociali.

Tra gli artisti che introducono elementi simbolici e allegorici spiccano soprattutto Giovanni Segantini e Gaetano Previati.
In tutte le opere di Giovanni Segantini è forte il legame con il dato naturalistico. Ma nell'ultima parte della sua attività si avverte la presenza di implicazioni simboliche e letterarie che, a tratti, sembrano prendere il sopravvento. È il caso di opere come Le due madri (1889), L'amore alle fonti della vita (1896) e L'angelo della vita, dove i contorni e le pennellate assumono l'andamento sinuoso tipico delle tendenze simboliste.
La presenza di contenuti simbolici e mistici è molto più forte nelle opere di Gaetano Previati. La sua pittura si basa su pennellate allungate e filamentose, che, unitamente ai soggetti e alla monotonia cromatica, conferiscono un carattere antinaturalistico.
Le tematiche sociali si combinano con la tecnica divisionista in alcune opere di Angelo Morbelli e Giuseppe Pellizza da Volpedo.
Angelo Morbelli elabora una versione ammorbidita del divisionismo nelle sue opere di carattere verista dipinte nel Pio Albergo Trivulzio di Milano. Mentre, più orientate in senso divisionista sono le tele di Giuseppe Pellizza da Volpedo dipinte dopo il 1895. Tra queste spicca la grande tela Il Quarto Stato (1896-1901), che rappresenta una pietra miliare di tutta la pittura a contenuto sociale.

Altri interpreti del Divisionismo furono Vittore Grubicy de Dragon, Emilio Longoni e Carlo Fornara. Grubicy, in particolare, ebbe il merito di diffondere in Italia la conoscenza del Puntinismo.
Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, il Divisionismo divenne un linguaggio molto popolare in Italia. Venne, quindi, adottato da molti giovani artisti. È il caso, ad esempio di Galileo Chini e dei protagonisti del Futurismo: Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrá e Luigi Russolo.