Storia dell'arte: arte moderna

"Der Blaue Reiter" (Il cavaliere azzurro).
Gli artisti di "Der Blaue Reiter": soggetti e temi

August Macke, "Dame in grüner Jacke", 1913 (partic.)Per capire la dimensione storica di "Der Blaue Reiter" bisogna comprenderne la reale fisionomia.
"Der Blaue Reiter" non fu propriamente un gruppo (o un movimento), con una propria struttura, un programma (o un manifesto) e degli aderenti. Più esatto sarebbe definirla una associazione di artisti.
La sua nascita è dovuta essenzialmente a due personaggi: Wassily Kandinsky e Franz Marc. Alla base dell'iniziativa è una particolare visione dell'arte e l'intento di diffonderla attraverso mostre e pubblicazioni. Al progetto partecipano in modo spontaneo, non vincolante, altri artisti, come August Macke, Gabriele Münter, Alexej Jawlensky e Paul Klee, che danno il proprio contributo agli aspetti organizzativi ed editoriali. Altri ancora, come Robert Delaunay, Heinrich Campedonck, i fratelli Burliuk e il compositore Arnold Schoenberg, vi partecipano come invitati senza mansioni organizzative.
Gli sforzi dei componenti di "Der Blaue Reiter" sono sfociati in una serie di mostre e nella pubblicazione del famoso Almanacco. Sul piano strettamente pittorico, al contrario, non si sono tradotti in uno stile comune caratteristico. Partendo da premesse ideali simili, Kandinsky, Marc, Macke e tutti gli altri elaborano ciascuno uno stile personale e una propria gamma di temi e soggetti.

Tra il 1900 e il 1910, gli artisti di "Der Blaue Reiter" visitano spesso Parigi. Il loro interesse si concentra sull'opera di Monet, Van Gogh e Gauguin, ma soprattutto su movimenti come il Neoimpressionismo, il Fauvismo, il Cubismo e l'Orfismo. Queste esperienze influiscono sia sul loro modo di concepire il rapporto con l'ambiente artistico monacense, sia sull'evoluzione della loro pittura.
Tra il 1909 e il 1912, giungono tutti a uno stile maturo e a un repertorio tematico che li caratterizzerà per gran parte della loro storia successiva. Storia che, è bene ricordarlo, riserverà ben poco a due dei principali esponenti (Marc e Macke), caduti in guerra rispettivamente nel 1916 e 1914.
Alla base del loro lavoro si possono riconoscere dei riferimenti ideali comuni, che vengono rielaborati in maniera diversa:

  • l'esigenza di libertà nell'espressione artistica,
  • la sostanziale unità interna della storia dell'arte in rapporto a periodi diversi,
  • l'aspirazione a una sintesi tra concezioni filosofiche, religiose e intellettuali diverse,
  • l'aspirazione a una sintesi tra mondi espressivi diversi, ad esempio tra arte e musica,
  • una matrice di misticismo e spiritualismo, riconducibile alla tradizione russa e tedesca (Romanticismo tedesco, leggende popolari, ecc).

Wassily Kandinsky. Tra il 1907 e il 1909, Kandinsky raffigura il paesaggio di Murnau. La composizione appare semplificata e basata su vaste zone di colore omogeneo. I contrasti accesi e lo spessore dell'impasto rivelano l'influenza dei Fauve, visti a Parigi.
Nel 1910, l'artista elabora la sua concezione di "vero interiore" e "spirituale", contrapposto al "vero esteriore". La "necessità interiore" è la molla che spinge l'artista a esprimere le energie dello spirito. Sul piano pratico, l'idea si traduce nella graduale dissoluzione della forma in favore dell'organizzazione ritmica di linee, curve, macchie, zone di colore.
Le opere realizzate tra il 1910 e il 1914 si possono ancora considerare paesaggi, dove si intravvedono tracce di montagne, valli, città, chiese. Qua e là vi affiorano elementi lineari e masse colorate, riferibili a cavalieri, animali, cannoni. Ma appare evidente come l'artista rompa con la figurazione tradizionale, per aprire la strada a una nuova composizione non-figurativa. Un genere di astrazione, definito "lirico", che presenta analogie con la tecnica musicale, come testimoniano i titoli delle opere: Impressione, Improvvisazione, Composizione.

Franz Marc. L'incontro con l'arte francese prima e con Kandinsky poi sono i catalizzatori della maturazione di Marc. Nel 1910 il suo stile può dirsi definitivo. I principi che ispirano il suo lavoro sono: la rappresentazione della verità interiore della natura, la realizzazione del dipinto in senso mistico.
Gli animali, in primo piano o collocati nel paesaggio, sono il soggetto principale di tutte le sue opere. Animali spogliati di ogni elemento descrittivo e presentati come espressione autentica della creazione divina.
La schematizzazione delle forme e la vivacità dei colori testimoniano l'influenza della pittura Fauve. Dopo il 1912, Marc applica una tecnica frammentata, che ricorda il Cubismo. Il risultato è una composizione cristallina, che il simbolismo espressivo del colore carica di misticismo e mistero.

La grande apertura espressiva e stilistica, che costituisce uno dei principi ispiratori di "Der Blaue Reiter" è esemplificata dalla partecipazione di August Macke e Paul Klee.

August Macke. All'epoca della mostra presso la Galerie Tannhauser Macke ha appena 24 anni. Nel suo bagaglio di esperienze spiccano l'influenza dei Fauve, visti a Parigi, e l'incontro con Marc, durante il soggiorno a Tegernsee. Questi elementi indirizzano i suoi interessi verso una pittura di paesaggio, in cui viene esaltato il ruolo costruttivo del colore. Macke non condivide le istanze spirituali di Kandinsky e Marc. Ha un approccio più terreno, orientato a infondere nella natura un senso di gioia. Dipinge vedute urbane, popolate di vegetazione, animali e persone. Quindi, zoo, parchi, giardini, ma anche vetrine dei negozi e interni di bar.
Nel 1912 si verifica l'incontro decisivo con la pittura di Robert Delaunay. I suoi quadri acquistano una profondità nuova, garantita dalla struttura geometrica e dall'impiego di accordi cromatici iridescenti.

Paul Klee. Klee conosce "Der Blaue Reiter" in occasione della mostra da Tannhauser. Partecipa alla seconda mostra e al tentativo di pubblicare un secondo Almanacco.
L'incontro imprime una svolta al suo lavoro. Stimola il suo interesse verso il mondo interiore. Attira la sua attenzione verso la funzione simbolica ed evocativa del colore. Attorno al 1912-13 appaiono, infatti, le prime composizioni di giardini e città immaginarie.

Altri artisti, come Alexej Jawlensky, Gabriele Münter e Marianne Werefkin gravitano nell'orbita di "Der Blaue Reiter", senza però condividere il sottofondo mistico-spirituale dei fondatori. Anche per essi vale la forte influenza esercitata dai Fauve.
In sostanza, non è sbagliato affermare che sul piano stilistico gli artisti di "Der Blaue Reiter" presentano più analogie con l'arte francese che con l'arte tedesca del tempo, esemplificata da "Die Brücke".