Storia dell'arte: arte moderna

"Der Blaue Reiter".
L'Almanacco "Der Blaue Reiter"
(Der Blaue Reiter Almanach)

L'Almanacco "Der Blaue Reiter" (Blaue Reiter Almanach) venne pubblicato nel 1912 dall'editore Piper Verlag. Alla sua realizzazione presero parte numerosi artisti e scrittori. Ma i principali artefici furono Wassily Kandinsky e Franz Marc.
L'Almanach era una raccolta di saggi e riproduzioni di varie opere, che nel loro insieme dovevano chiarire gli ideali del gruppo. L'opera si occupava della produzione artistica a tutto raggio, spaziando dall'arte moderna all'arte antica, l'architettura, l'arte primitiva, l'artigianato, la musica, la poesia e il teatro.
I saggi che lo costituiscono sono corredati da immagini che, in maniera libera e originale, pongono a diretto confronto stili, epoche e luoghi distanti tra loro. Scopo dei saggi era dimostrare l'esistenza di una linea comune negli sforzi compiuti dagli artisti di ogni epoca per ampliare i mezzi espressivi a loro disposizione.
Il titolo "Der Blaue Reiter" identificava in maniera netta, per quanto personale, gli intenti dei due autori. Per entrambi l'azzurro era il colore più spirituale, evocatore del paradiso. Il cavallo e il cavaliere simboleggiavano le due forze basilari dello spirito creativo. Il primo identificava la creatività, istintiva, libera, fonte di invenzioni e intuizioni. Il secondo, in sella al primo, simboleggiava la coscienza e la razionalità dell'artista, capace di dare coerenza e sostanza alla creatività.

Scorrendo le pagine dell'almanacco, si rimane colpiti dalla varietà degli accostamenti. Per dare un'idea del grado di eclettismo, ecco alcuni esempi di accostamenti di opere: il San Giovanni di El Greco accanto alla Tour Eiffel di Robert Delaunay, un quadro con una scena di balletto di August Macke accanto a una xilografia di Hans Baldung Grien con un combattimento di stalloni, un quadro di Henri Rousseau accanto a un disegno infantile, il Ritratto del Dottor Gachet di Van Gogh accostato all'immagine grottesca di un uomo con scimmie in una xilografia giapponese, la pietra tombale di un cavaliere vicino al rilievo in bronzo di un guerriero del Benin.
Superando l'iniziale perplessità, affiorano affinità originali, relazioni inaspettate, che avvicinano epoche e luoghi che sembrerebbero non avere nulla in comune.

L'Almanacco del Blaue Reiter (Blaue Reiter Almanach) si sarebbe dovuto pubblicare in occasione della mostra di Monaco del 1911-12. Purtroppo, la complessità del progetto, l'urgenza della mostra e la somma di impegni dei due ispiratori ne ritardarono l'uscita. Così l'Almanacco apparve solo nel maggio 1912.
Il finanziamento dell'operazione fu garantito da Bernhard Koehler, amico di August Macke e grande sostenitore del gruppo.
Nelle intenzioni di Kandinsky e Marc sarebbero dovuti seguire altri numeri. Ma, i vari tentativi nel 1913 di condurre in porto un secondo almanacco si rivelarono vani e nel frattempo il gruppo si sciolse. Nonostante la sua episodicità, l'Almanacco conserva ancora oggi gran parte della sua freschezza e capacità di stimolare il lettore.