Glossario: termini dell'arte moderna e contemporanea

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Divisionismo

Importante corrente artistica italiana di fine '800, che combinò la tecnica del "Puntinismo" francese con l'influenza del "Simbolismo".
La denominazione "Divisionismo" derivava dalla tecnica pittorica che accomunava i principali esponenti della corrente. Il termine "Divisione" poneva l'accento sul procedimento di scomposizione dei colori reali nei colori elementari e complementari che li compongono, allo scopo di riprodurre il meccanismo della percezione visiva. I colori così selezionati venivano accostati puri sulla tela sotto forma di piccole pennellate, simili a macchioline o virgolette.
La tecnica divisionista era una variante del "Puntinismo", sviluppato in Francia tra il 1884 e il 1886 da Georges Seurat e compagni. Il "Divisionismo" non si limitò a riprendere la tecnica dei puntinisti (o neo-impressionisti) francesi, ma la rielaborò, combinandola con una forte matrice simbolista, estranea alla corrente francese. Il riflesso di questa fusione è dato dai soggetti trattati, che corrispondono solo in parte a quelli del "Puntinismo": paesaggi alpini, boschi, campi. Le opere divisioniste rappresentano perlopiù temi a contenuto simbolico o allegorico. In alcuni casi si occupano anche di tematiche a sfondo sociale: lavoratori, fabbriche, manifestazioni popolari.

Il "Divisionismo" cominciò a svilupparsi attorno al 1886, quando il critico e artista Vittore Grubicy fece conoscere la pittura di Seurat a Giovanni Segantini. L'esordio ufficiale avvenne nel 1891, in occasione della prima edizione della "Triennale di Brera". Giovanni Segantini e Gaetano Previati vi esposero rispettivamente Le due madri e Maternità.
I principali esponenti furono Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Emilio Longoni, Vittore Grubicy de Dragon e Carlo Fornara. Ma riflessi della tecnica divisionista si osservano anche nelle opere pre-futuriste di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Luigi Russolo e Aroldo Bonzagni.