Glossario: termini dell'arte moderna e contemporanea

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Contrasto simultaneo

È un termine che fa riferimento alla "Teoria dei colori". Il contrasto simultaneo è l'effetto visivo che si determina ponendo un colore in rapporto con altri colori ("colori circostanti"), in modo che questi ne influenzino l'aspetto. Ad esempio, sovrapponendo un colore luminoso a contatto del suo complementare meno luminoso, il contrasto simultaneo fa sì che il primo appaia più luminoso di quanto apparirebbe su uno sfondo bianco.
Il contrasto simultaneo si basa sul fatto che:

  • ogni colore ha proprietà caratteristiche (più o meno luminoso, più o meno caldo),
  • colori diversi, giustapposti gli uni agli altri, si influenzano reciprocamente, esaltando o deprimendo le caratteristiche degli altri,
  • la visione umana ha la capacità di registrare le influenze reciproche dei colori, modificando, a seconda della combinazione di colori, la percezione di un determinato colore (intensificazione dei contrasti).

Il contrasto simultaneo è stato studiato in maniera approfondita da Michel Eugène Chevreul, verso la metà dell'800. In campo artistico è stato applicato con successo prima da Georges Seurat e dai "puntinisti", poi dai pittori astratti. Ma l'apice delle ricerche artistiche incentrate sul colore e sul contrasto simultaneo è stato toccato negli anni '50, con le opere di Josef Albers, Max Bill, Richard-Paul Lohse, Camille Graeser, Bruno Munari, Rupprecht Geiger, Fritz Glarner, Ellsworth Kelly e Al Held.