Glossario: termini dell'arte moderna e contemporanea

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Bulino

È un termine usato nel campo dell'incisione. Con il termine "bulino" vengono indicati sia una importante tecnica di incisione in cavo, sia lo strumento adoperato per praticarla.
Il bulino è uno strumento costituito da un'asticella di acciaio a sezione quadrangolare. Un'estremità termina con una punta tagliente e obliqua. L'altra è provvista, invece, di un manico di legno a forma di pomello, sul quale l'incisore appoggia il palmo della mano per esercitare pressione. Il bulino viene adoperato per scavare sulla superficie di una lastra di rame linee anche molto sottili. Regolando la forza della pressione, l'incisore determina la larghezza e profondità del solco tracciato.
Nel suo percorso, la punta solleva sulla lastra dei filamenti di metallo, denominati "barbe". Le barbe vengono rimosse dalla lastra con il "raschiatoio", per impedire che, al momento della stampa, alterino il disegno delle linee. Il bulino è la prima fra tutte le tecniche di incisione su rame. Venne messa a punto nel XV secolo. Grandi interpreti furono Andrea Mantegna, il maestro E S, Martin Schongauer, Albrecht Dürer, Lucas van Leyden e Marcantonio Raimondi. Sono grande vanto di ogni collezione di stampe le celebri incisioni al bulino di Albrecht Dürer. Nel XVI secolo venne gradualmente soppiantata dall'"acquaforte" e dall'"acquatinta", più libere e adatte a esprimere la creatività artistica.
A riprendere la tecnica del bulino, unitamente alla "puntasecca", fu negli anni '30 dell'ultimo secolo Stanley William Hayter, nel suo famoso Atelier 17. Da lui ne apprese l'uso anche il giovano Jackson Pollock.
In modo più esteso viene adoperata ancora oggi per l'incisione delle matrici dei francobolli e delle banconote.