Glossario: termini dell'arte moderna e contemporanea

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Acquaforte

È un termine usato nel campo dell'incisione. L'acquaforte è la più importante e diffusa tecnica di incisione in cavo. Su una lastra liscia di metallo (zinco, rame, acciaio ecc.) viene steso uno strato di vernice. L'artista disegna sulla superficie della lastra con una punta, rimuovendo la vernice. La lastra viene, quindi, immersa in acido nitrico o altro mordente. La lastra è protetta dalla vernice che la ricopre, mentre l'acido "morde" (corrode) la lastra nei punti scoperti dal disegno. L'artista regola la profondità dei tratti e dei solchi, determinando la concentrazione dell'acido e la durata del bagno della lastra. Al termine del bagno, la lastra viene trattata con un solvente per rimuovere la vernice, ed è, quindi, pronta a fungere da "matrice" per la stampa. Viene, quindi, collocata sul torchio.
Da una lastra vengono ottenute di regola un massimo di 120-150 esemplari. Dopodiché, per permettere stampe ulteriori, deve essere sottoposta a un trattamento di acciaiatura.
L'acquaforte cominciò a essere praticata all'inizio XVI secolo. Tra i primi a utilizzarla si possono ricordare Juste de Juste, Hercules Seghers, Jacques Callot. Massimi interpreti furono Rembrandt, Giovan Battista Piranesi, Giovanni Battista Tiepolo e Francisco Goya. Nel XIX secolo furono specialisti dell'acquaforte Charles Meryon e Felix Bracquemond. Anche nel '900 la tecnica dell'acquaforte ha toccato vertici molto alti con James Ensor, Käthe Kollwitz, Pablo Picasso, Marc Chagall, Giorgio Morandi e Marino Marini. Con questa tecnica si sono cimentati agli esordi della loro carriera Paul Klee e Piet Mondrian. Nel dopoguerra, sono numerosi i grandi artisti che si sono dedicati all'acquaforte: Graham Sutherland, Jean Fautrier, Hans Hartung, Jackson Pollock, Sam Francis, Jasper Johns e, più recentemente, Mimmo Paladino.