Mostre di arte moderna e contemporanea

Mostre del 2018 in Italia

  • Milano
    Bill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro
    18 ottobre 2017 - 28 gennaio 2018

    Cripta del Santo Sepolcro
    Piazza Santo Sepolcro, lato destro della Chiesa
    Orari: 17-22, ven-sab visite notturne alle 22 e alle 23. Ingresso ogni ora, si consiglia la prenotazione

    Se non avete ancora visitato la Cripta di San Sepolcro, che si trova in quello che Leonardo considerava il "vero mezzo" della città di Milano, la mostra di Bill Viola può essere un incentivo in più. In questo luogo suggestivo, ricco di storia e spiritualità, si possono osservare, infatti, tre emozionanti installazioni di questo grandissimo videoartista di fama internazionale. Parlano di vita, morte, fatica, dolore, paura, resistenza, cambiamento e rinascita. Si possono vedere di giorno o anche di sera. Sono previste, infatti, delle aperture serali, che rendono l'esperienza ancora più magica e misteriosa. Per saperne di più e prenotare la visita, potete andare in: www.criptasansepolcromilano.it/ .

  • Milano
    Anselm Kiefer. I Sette Palazzi Celesti
    Di nuovo in permanenza, dal 24 giugno 2010

    Hangar Bicocca
    Viale Sarca 336 (ingresso Via Chiese)
    Info. 02-853531764
    Orari: gio-dom 11-23

    Nell'ottica di una riqualificazione urbana dell'area Bicocca, nel 2004 la Pirelli Real Estate ha deciso di aprire all'arte contemporanea uno dei padiglioni della vecchia Ansaldo. Per la prima mostra è stato scelto Anselm Kiefer, uno dei più interessanti artisti tedeschi contemporanei, che ha realizzato una suggestiva installazione ispirata ai principi della Cabala. L'esposizione doveva essere temporanea, ma il successo dell'iniziativa ha spinto gli organizzatori a prorogarla indefinitivamente. L'Hangar Bicocca si è così trasformato in un centro permanente per l'arte contemporanea.

  • Milano
    Fausto Melotti. La Sequenza
    Dal 25 giugno 2010 in permanenza

    Hangar Bicocca
    Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca)
    Info. 02-853531764
    Orari: mar-dom 11:30-19, gio 14:30-22:30, lunedì chiuso

    Dopo un periodo di chiusura forzata, che è stato necessario per portare avanti alcuni lavori di ristrutturazione, l'Hangar Bicocca ha riaperto in grande stile il 24 giugno presentando locali molto più confortevoli e attrezzati. La ripresa dell'attività è stata festeggiata con l'inaugurazione delle opere di 5 artisti, tra cui Melotti, di cui è stata proposta una bellissima scultura, La Sequenza (1971), recentemente restaurata da Arnaldo Pomodoro. Un lavoro semplice e complesso al tempo stesso, che può essere considerato da diversi punti di vista. Da un lato, infatti, si presenta greve, come le sagome degli edifici industriali che l'attorniano, dall'altro, invece, mostra un carattere decisamente più lieve, mosso, di natura musicale. Quasi anche qui ci fosse spazio per il corpo e lo spirito, per la vita e la morte, per quel gioco lievissimo di equilibri e di ritmi, di luci e di ombre, di cui è fatta ogni esistenza.

  • Milano
    Apertura del MAUA, il museo di arte urbana aumentata di Milano
    Dal 17 dicembre 2017

    MAUA - Museo di arte urbana aumentata
    Passeggiate tematiche in 5 quartieri periferici della città

    Il 17 dicembre 2017 inugurerà il MAUA, un museo di arte urbana aumentata molto particolare, che è uno dei 14 progetti vincitori del "Bando alle Periferie", varato dal Comune per rivitalizzare alcune aree problematiche della città: Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese. Il MAUA, che ha vinto anche il premio "Digital Award – Il Coraggio di Innovare 2017", è un museo a cielo aperto, ma con tantissimi muri, che invita a scoprire 50 opere di street art disseminate in quartieri lontani dal centro e dai consueti percorsi turistici. La presentazione sarà preceduta da una passeggiata di due ore, dalla Stazione di San Cristoforo a Base, che farà sperimentare in anteprima, a chi ha avuto la fortuna di iscriversi per tempo, uno degli affascinanti percorsi museali creati grazie alla partnership di diverse organizzazioni: la cooperativa sociale Bepart (capofila), il centro per la cultura e la creatività BASE Milano, Avanzi - Sostenibilità per Azioni, la casa editrice Terre di Mezzo, la scuola di fotografia Bauer, il laboratorio di design PUSH. e la Fondazione Arrigo e Pia Pini. L'esperienza comunque non finirà qui. Usando lo smartphone e un'app, creata appositamente e scaricabile on-line, chiunque potrà inquadrare le opere, che - è giusto dirlo - sono state selezionate dagli abitanti delle 5 zone, dando vita a un lavoro di digital art in realtà aumentata, che ha coinvolto 50 giovani animation designer. Per prenotare le prossime visite e saperne di più, potete guardare in https://bepart.net/maua-museum o www.streetartfactory.eu/maua/ .

  • Milano
    Inaugurazione del Museo del Novecento
    Dal 6 dicembre 2010

    Museo del Novecento
    Palazzo dell'Arengario
    Via Marconi 1
    Info. 02-88444061
    Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

    Nel 2006, quando il Comune ha deciso di dare inizio ai lavori di risistemazione dell'Arengario, si pensava che il Museo del Novecento potesse essere inaugurato nel 2009, l'anno in cui Milano avrebbe ricordato il centenario del Futurismo, ma, come spesso accade quando si ha a che fare con un progetto impegnativo, c'è voluto un po' più di tempo. Ora comunque sembra che tutto sia a posto e che la data indicata, 6 dicembre 2010, sia quella definitiva. L'inaugurazione di questo nuovo spazio, ricchissimo di capolavori, che testimoniano la bravura degli artisti italiani del secolo scorso, sarà accompagnata da una lunga serie di spettacoli ed eventi. Padrino della manifestazione sarà il critico d'arte Gillo Dorfles, milanese d'adozione, che, coi suoi 100 anni, è un po' il simbolo del '900...

  • dettagli
  • Milano
    Gregotti Associati. Un progetto integrale (1953-2017)
    19 dicembre 2017 - 11 febbraio 2018

    PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
    Via Palestro 14
    Tel. 02-76009085
    Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

    Milano sta attraversando una fase di grande trasformazione urbana e, per questo, il Comune ha deciso di realizzare al PAC una serie di mostre dedicate ai grandi maestri dell'architettura e del design. La prima, già inaugurata e curata da Guido Morpurgo, è quella dedicata a Vittorio Gregotti, che quest'anno ha compiuto 90 anni. Seguiranno quelle su Enzo Mari (2018) e Ignazio e Jacopo Gardella (2019). La rassegna in corso, che resterà aperta fino all'11 febbraio, racconta la storia dello Studio Gregotti & Associati e dei molti progetti realizzati in 64 anni di attività (1953-2017), in Italia e nel mondo. Lavori che spaziano dall'architettura al disegno urbano, dalla pianificazione territoriale agli allestimenti museali, dalla progettazione di arredi e prodotti industriali alla grafica e all'editoria. La mostra, che procede a ritroso dai lavori più recenti, realizzati in Cina (Pujiang), in Nord Africa e in Europa, a quelli degli anni '50 e '60, in cui - come dimostrano l'allestimento della XIII triennale e gli edifici delle cooperative d'abitazione milanesi - è molto forte la dimensione socioculturale, si apre con una rassegna di libri e riviste. Per Gregotti, infatti, l'architettura non è mai stata solo un'attività creativa e costruttiva, ma anche una pratica sociale e politica, un argomento di discussione e di apertura al confronto con altri ambiti del sapere, qualcosa su cui riflettere e pensare. Non ha mai amato le luci della ribalta, le novità estetiche, le esibizioni tecnologiche. È sempre stato un architetto impegnato, che ha partecipato al dibattito internazionale, ha scritto libri, ha diretto riviste importanti ("Casabella" e "Rassegna"), si è dedicato all'insegnamento. Quello che lo interessava, e lo interessa ancor oggi, è "Il territorio dell'architettura" (titolo di un suo libro/manifesto del 1966), l'analisi dei luoghi e della loro storia, per dare vita a qualcosa di nuovo e più adatto, rispettoso però del passato e della memoria degli uomini. Lo stile di Gregotti si caratterizza per ordine, misura, semplicità, precisione. Elementi che forse gli derivano dall'aver vissuto sulla propria pelle la vita della fabbrica di famiglia e delle persone che ci lavoravano. Un ricordo, che, come ha confessato lui stesso, non ha mai dimenticato e che è alla base anche di altre caratteristiche del suo Studio: la predilezione per il lavoro di gruppo, il rispetto dei luoghi e delle persone. Uno dei pezzi forti della mostra è sicuramente il Progetto Milano-Bicocca (1985-2007), fortemente voluto da Leopoldo Pirelli, che ha rivitalizzato un'area industriale obsoleta creando, attorno all'Headquarters Pirelli, un'università, un auditorium (un altro teatro lo ha realizzato ad Aix-en-Provence ispirandosi alla Montagne Sainte-Victoire di Cézanne), una "città nella città". Un'area di circa un milione di mq, che sarà possibile visitare, con dei tour guidati da prenotare scrivendo a visite@fondazionepirelli.org, il 20 e 27 gennaio o il 10 febbraio. Il 30 gennaio, al PAC, si parlerà invece del passato, presente e futuro del Progetto Bicocca, che è considerato uno dei grandi interventi urbani del secolo scorso. Presto potrebbe esserci comunque un altro suo intervento in città. Gregotti dovrebbe realizzare, infatti, la sede del CASVA, il Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, al quale ha già donato parte dei suoi archivi. Il catalogo della mostra è edito da Skira.

  • Milano
    Outfit ‘900. Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando
    20 dicembre 2017 - 4 novembre 2018

    Palazzo Morando Costume Moda Immagine
    Via Sant'Andrea 6
    Tel: 02-88465933
    Orari: mar-dom 10-20, gio 10-22:30, lunedì chiuso

    Gli abiti parlano. Eccome se parlano. Grazie a loro, infatti, possiamo conoscere il gusto di chi li ha scelti, la fantasia e l'abilità di chi li ha creati, l'evento e il contesto storico in cui sono stati sfoggiati. Le notizie che si possono desumere sono davvero tante, soprattutto se gli abiti sono accompagnati da foto d'epoca e dai racconti di chi li ha donati o prestati, com'è successo in occasione della mostra "Outfit '900", che resterà aperta fino al 4 novembre 2018 al Museo Morando, che il Comune di Milano ha voluto dedicare al costume, alla moda e alla storia della città. L'esposizione è divisa in due sezioni, una dedicata al giorno, dove si trovano anche gli abiti da sposa, l'altra alla sera con gli abiti da ballo e di gala, tra cui spicca lo splendido vestito di Giorgio Armani, che Glenn Close ha indossato, nel 1994, alla Cerimonia degli Oscar. Dopo aver visto la mostra, date un'occhiata alle altre sale di questo bel palazzo settecentesco. Potrete scoprire molte cose su Milano, la sua storia, le sue trasformazioni. Alle vicende della città si ispira anche la mostra "Milano e la Mala", ospitata al pianterreno fino all'11 febbraio, che ci fa vedere l'altra faccia della realtà. Vestiti e lustrini lasciano posto alla paura e al terrore e la notte si colora di nero e di sangue. Le piccole bande della "Ligera" sono state soppiantate, infatti, dalla criminalità organizzata, che ha il controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico della droga.

  • Milano
    Il mondo fluttuante di Toulouse-Lautrec
    17 ottobre 2017 - 18 febbraio 2018

    Palazzo Reale
    Piazza Duomo 12
    Tel. 02-804062
    Orari: mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

    Grazie alla collaborazione del Musée Toulouse-Lautrec di Albi e altri importanti musei internazionali, il Comune di Milano è riuscito a realizzare una grande mostra su Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), l'artista che ha rivoluzionato il mondo delle "affiches". L'interesse per le stampe giapponesi (alcune delle quali presenti in mostra), lo portò, infatti, all'ideazione di un nuovo stile, caratterizzato da colori brillanti, contorni netti, tratti liberi e nervosi, tagli compositivi audaci e pieni di movimento, coi quali raccontò la vita vera di Montmartre e dei suoi locali, offrendo uno spaccato frivolo e decadente della gente che affollava i cabaret, i caffé-concerto, le sale da ballo e i bordelli della Parigi della "Belle Époque". Aiutato in questo dall'uso delle fotografie, che spesso sostituivano gli schizzi dal vivo. Moltissimi sono anche i ritratti che fece ad attori e cantanti (Aristide Bruant, Albert Caudieux, Yvette Guilbert, Jane Avril, May Belfort, Berthe Bady), ballerine (May Milton, Marcelle Lender, La Goulue, Loïe Füller), modelle (Suzanne Valadon) e prostitute. Le persone che aveva scelto di frequentare nonostante le nobili origini. Il modo in cui Lautrec affronta i soggetti delle sue opere è ironico, disincantato, provocatorio, ma diventa partecipe nei confronti dei soggetti più umili e indifesi, come le ragazze delle case chiuse, di cui spesso racconta la semplice, e malinconica, quotidianità. Non c'è comunque nessun intento moralistico o accusatorio e, del resto, sarebbe strano il contrario. Con la sua vita e le foto che ha voluto lasciare di sé, ha sempre dimostrato, infatti, di essere un personaggio controcorrente e fuori dal coro. La mostra, curata da Danièle Devynck (direttrice del Museo di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, parte dalle opere giovanili di Lautrec e tiene conto di tutta la sua produzione artistica proponendo dipinti, disegni, litografie, acqueforti, studi, bozzetti e la serie completa dei suoi celebri manifesti, da cui traspare la stupefacente modernità del suo lavoro, che ha aperto la strada alla grafica pubblicitaria.

  • Milano
    Escher
    25 giugno 2016 - 22 gennaio 2017

    Palazzo Reale
    Piazza Duomo 12
    Tel. 02-804062
    Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

    Se avete voglia di guardare qualcosa di diverso, andate a vedere la rassegna che il Palazzo Reale di Milano dedica all'incisore olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972). Un personaggio fuori dal comune, che, con le sue opere misteriose, è stato capace di stupire e affascinare scienziati, matematici, editori, cantanti, registi cinematografici e pubblicitari, incantati dalle sue visioni e dai suoi paesaggi impossibili, che mescolano scienza, natura, matematica, geometria, studi sulla percezione ed elementi decorativi desunti dalle architetture moresche e dall'Art Nouveau. La mostra, che ripercorre tutto il percorso artistico di Escher, spazia dagli anni '20 e '30, dominati dalla natura e dal paesaggio italiano, fino alle opere della maturità, che sono quelle più note e imitate, e permette di farsi un'idea della sua enigmatica visione del mondo, in cui ciò che appare non è esattamente ciò che è. I lavori di Escher fanno tutti parte della collezione di Federico Giudiceandrea, un ingegnere elettronico, che è sempre stato un grande ammiratore dell'artista. Giochi e pannelli illustrativi aiutano a capire cosa c'è dietro l'universo escheriano fornendo ai visitatori alcune, possibili, chiavi di lettura delle sue opere, che offrono ogni volta qualcosa di nuovo a chi le guarda attentamente.

  • Milano
    Maurizio Cattelan. L.O.V.E.
    24 settembre 2010 - 31 dicembre 2042

    Piazza Affari

    Nonostante le polemiche, che hanno accompagnato l'inaugurazione della sua mostra a Palazzo Reale e l'installazione del "Dito" in Piazza Affari, Maurizio Cattelan è riuscito a vincere ancora una volta. La sua scultura, che avrebbe dovuto essere smantellata il 3 ottobre, poi il 24 ottobre 2010, il 9 gennaio 2011 e il 30 settembre 2011, infatti, resterà posizionata lì dov'è per altri 6 mesi, fino al 30 maggio 2012. Cosa succederà dopo, è tutto da vedere... Notizie recenti parlano di un accordo tra artista e Comune che vincolerebbe l'opera sul posto fino alla fine del 2042.

  • Milano
    "I Bagni Misteriosi" di Giorgio de Chirico
    Dal 23 gennaio 2010

    Triennale
    Giardino
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Info: sab-dom 10:30-17, ingresso libero. 24 e 31 dicembre chiuso, 25 dicembre e 1° gennaio 2013 aperto dalle 14 alle 20:30

    Fino a qualche anno fa arrivando alla Triennale dal Parco Sempione si poteva notare un enigmatico complesso scultoreo, in grave stato di degrado, quello de I Bagni Misteriosi, che oggi è stato finalmente restaurato e restituito alla città. Era stato realizzato da Giulio Macchi in occasione della mostra "Contatto Arte/Città" del 1973, ma l'idea non era certo sua. Il piano progettuale e i due bagnanti erano frutto, infatti, della creatività di uno dei più famosi artisti del '900, Giorgio de Chirico, considerato il padre della Metafisica. L'intervento di recupero, condotto da Gianfranco Mingardi, ha portato al risanamento di quasi tutte le sculture e alla ricostruzione del tessuto cromatico, che si era quasi totalmente deteriorato. L'opera, che per ora è coperta da un telone, in futuro sarà protetta da una teca trasparente per rispettare l'idea di De Chirico, che aveva voluto creare "un quadro nel paesaggio".

  • Milano
    Ettore Sottsass. There is a planet
    15 settembre 2017 - 11 marzo 2018

    Triennale Design Museum
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Orari: 10:30-20:30, gio 10:30-23, lunedì chiuso

    Ettore Sottsass è nato 100 anni fa a Innsbruck ed è morto a Milano nel 2007. Quindi, secondo l'Assessore del Corno, la città potrebbe avere presto una via, o una piazza, intitolata a lui. Nel frattempo, è la Triennale a rendergli omaggio con una mostra emozionale, curata dalla sua ultima compagna, Barbara Radice, con la quale ha condiviso trent'anni di vita ed esperienze in giro per il mondo. La rassegna, che può sembrare un po' confusa, è tutta giocata sui titoli delle varie stanze, che richiamano oggetti, testi, progetti, opere e pensieri di questo personaggio poliedrico e singolare, che è stato architetto, designer, pittore, scultore, fotografo, fondatore del Gruppo Memphis, ma soprattutto un uomo intelligente e sensibile, pieno di dubbi, curiosità e malinconie. La mostra, che trae il nome da un suo progetto dei primi anni '90, mai realizzato, è il suo "pianeta", il suo testamento spirituale, ciò che ci ha lasciato e su cui possiamo riflettere e interrogarci. Ci sono gli oggetti, i mobili, i progetti, i disegni, ma la parte più interessante è legata, secondo noi, alle foto, attente ai dettagli e mai banali, e agli scritti, che ci accompagnano lungo tutto il percorso e ci parlano di lui e di noi, dei sogni e dei problemi degli uomini.

  • WWW
    Vip Art Fair. International Contemporary Art Fair
    22 gennaio - 30 gennaio 2011

    Online

    In momenti di crisi occorre inventiva e spirito di iniziativa. Due doti che sicuramente non mancano al gallerista newyorchese James Cohan, che è stato l'ideatore di questa mostra mercato assolutamente inedita, che ricalca l'aspetto di una fiera tradizionale, ma si svolge solo sul Web...

  • dettagli