Mostre di arte moderna e contemporanea

Mostre del 2018 in Italia

  • Milano
    MiArt 2018. Fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea
    13 aprile - 15 aprile 2018

    Fieramilanocity
    Viale Scarampo
    padiglione 3, gate 5

    Anticipata dalla Milano Art Week, che, dal 9 al 15 aprile, le preparerà la strada con mostre, performance ed eventi, sparsi un po' dappertutto negli spazi pubblici, privati e non-profit della città, la nuova edizione di Miart, diretta da Alessandro Rabottini, si apre sotto ottimi auspici. È prevista, infatti, la partecipazione di 184 gallerie (+ 5%), che arrivano da tutta Italia e da altri 19 paesi (41% del totale). Una nota molto positiva, che fa capire il rilievo che questo evento sta assumendo a livello internazionale. La Fiera, che anche quest'anno è divisa in sezioni (Established Masters, Established Contemporary, Established First Step, Emergent, Decades, Generations, Object, On demand), propone opere che spaziano dai primi anni del '900 alle più recenti esperienze internazionali instaurando un dialogo tra arte moderna, arte contemporanea e design d'autore. La manifestazione, che è da sempre un evento molto atteso dagli operatori del settore, dai collezionisti e anche da chi ama l'arte o vorrebbe conoscerla meglio, oltre a essere un'importante vetrina per le gallerie e gli artisti, alcuni dei quali sono presenti con stand dedicati, ha anche uno scopo didattico e culturale. Un intento che si esprime attraverso visite guidate gratuite prenotabili on-line, dedicate ai neofiti e agli appassionati d'arte, che, spesso, non sanno come muoversi e cosa vedere all'interno della Fiera, e con incontri più specifici ("miartalks"), che hanno lo scopo di far riflettere su alcuni aspetti del mondo dell'arte, che meritano degli approfondimenti. La Fiera offre diverse opportunità anche agli artisti. Molti sono, infatti, i premi (Fondo di acquisizione Fiera Milano, Premio Herno, Premio Fidenza Village per Generations, Premio on demand by Snaporazverein, Premio LCA Studio Legale per Emergent, Premio Cedit per Object, Premio Rotary), che ogni anno vengono erogati dai partner di Miart. In occasione della Fiera, e precisamente il 15 aprile, il Comune di Milano organizzerà una passeggiata con gli artisti nel vicino Parco di Citylife per presentare al pubblico le prime opere del progetto "ArtLine". Un'iniziativa avviata nel 2014 per favorire la collocazione di alcune sculture di giovani autori under 40, o già affermati, in questa nuova zona della città, caratterizzata dalle architetture di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind.

  • Milano
    Milano Design Week - Salone Internazionale del Mobile e Fuorisalone
    17 aprile - 22 aprile 2018

    Diversi spazi della città e Polo fieristico di Rho-Pero

    La settimana passata, con MiArt e la Milano Art Week, è stata piuttosto impegnativa, ma quella che sta arrivando non è da meno. Anzi di più. Sta per aprirsi, infatti, la Milano Design Week, che racchiude in sé il Salone del Mobile e il Fuorisalone, due manifestazioni che non hanno eguali nel mondo e sono capaci di richiamare in città e alla Fiera di Rho miriadi di visitatori e operatori del settore. Per l'occasione, Milano si veste a festa e ogni giorno è buono per partecipare a mostre, incontri, convegni, cocktail e presentazioni. Eventi che sono localizzati un po' ovunque in città anche se le aree di maggior afflusso restano quelle intorno a Via Tortona (Tortona Design Week), Via Brera (Brera Design District), Corso Venezia (Porta Venezia In Design), Piazzale Loreto e Stazione Centrale (Ventura Future e Ventura Centrale), Lambrate (Lambrate Design District), Via Santa Marta (5vie art+design), Via San Vittore (Santambrogio Design District), la Triennale, la Statale, l'Isola (Isola Design District) e il nuovo Bovisa Design District, dedicato all'innovazione, alla tecnologia e alla creatività. Le proposte sono così: tante che è difficile raccontarle. Munitevi della guida di Interni (la trovate anche online) e fatevi ispirare da quello che c'è scritto o dal passaparola degli amici. Sarà, come sempre, una settimana fantastica!

  • Milano
    Bill Viola alla Cripta del Santo Sepolcro
    18 ottobre 2017 - 6 maggio 2018

    Cripta del Santo Sepolcro
    Piazza Santo Sepolcro, lato destro della Chiesa
    Orari: 17-22, ven-sab visite notturne alle 22 e alle 23. Ingresso ogni ora, si consiglia la prenotazione

    Se non avete ancora visitato la Cripta di San Sepolcro, che si trova in quello che Leonardo considerava il "vero mezzo" della città di Milano, la mostra di Bill Viola può essere un incentivo in più. In questo luogo suggestivo, ricco di storia e spiritualità, si possono osservare, infatti, tre emozionanti installazioni di questo grandissimo videoartista di fama internazionale. Parlano di vita, morte, fatica, dolore, paura, resistenza, cambiamento e rinascita. Si possono vedere di giorno o anche di sera. Sono previste, infatti, delle aperture serali, che rendono l'esperienza ancora più magica e misteriosa. Per saperne di più e prenotare la visita, potete andare in: www.criptasansepolcromilano.it/ .

  • Milano
    Schegge di periferie. Il Neorealismo a Milano. Fotografie di Nino De Pietro
    16 febbraio - 31 marzo 2018

    Fondazione Matalon
    Foro Buonaparte 67
    Tel. 02-878781
    Orari: mar-sab 10-19, lunedì chiuso

    La Milano del dopoguerra era molto diversa dalla "Milano da bere" e anche dalla Milano di oggi. Era una città ferita dai bombardamenti e con le case a brandelli, ma l'atmosfera che si respirava lungo i Navigli, nelle case di ringhiera, nelle trattorie, nelle strade di periferia era più autentica, e così erano anche i rapporti tra le persone. Quella che contava non era l'apparenza, ma la sostanza, la vita vera. Più difficile, più faticosa, più povera, ma profondamente legata alle piccole cose, ai luoghi di lavoro e di vita. Quelle periferie tristi e sgangherate, ravvivate solo dai panni stesi, dalle tende da sole e dai giochi dei bambini, che le foto in bianco e nero di Nino De Pietro ci ricordano ponendosi sulla stessa linea del cinema neorealista di Rossellini, De Sica e Visconti. La mostra, che è stata curata da Maria Possenti, Emanuela Sesti e Italo Zannier in collaborazione con la Fondazione Fratelli Alinari di Firenze, a cui l'autore ha donato il suo Archivio, sarà accompagnata da conferenze, presentazioni di libri e proiezioni cinematografiche, che faranno rivivere il passato della città. Da non perdere è anche il video che racconta l'affascinante storia della fotografia.

  • Milano
    Anselm Kiefer. I Sette Palazzi Celesti
    Di nuovo in permanenza, dal 24 giugno 2010

    Hangar Bicocca
    Viale Sarca 336 (ingresso Via Chiese)
    Info. 02-853531764
    Orari: gio-dom 11-23

    Nell'ottica di una riqualificazione urbana dell'area Bicocca, nel 2004 la Pirelli Real Estate ha deciso di aprire all'arte contemporanea uno dei padiglioni della vecchia Ansaldo. Per la prima mostra è stato scelto Anselm Kiefer, uno dei più interessanti artisti tedeschi contemporanei, che ha realizzato una suggestiva installazione ispirata ai principi della Cabala. L'esposizione doveva essere temporanea, ma il successo dell'iniziativa ha spinto gli organizzatori a prorogarla indefinitivamente. L'Hangar Bicocca si è così trasformato in un centro permanente per l'arte contemporanea.

  • Milano
    Fausto Melotti. La Sequenza
    Dal 25 giugno 2010 in permanenza

    Hangar Bicocca
    Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca)
    Info. 02-853531764
    Orari: mar-dom 11:30-19, gio 14:30-22:30, lunedì chiuso

    Dopo un periodo di chiusura forzata, che è stato necessario per portare avanti alcuni lavori di ristrutturazione, l'Hangar Bicocca ha riaperto in grande stile il 24 giugno presentando locali molto più confortevoli e attrezzati. La ripresa dell'attività è stata festeggiata con l'inaugurazione delle opere di 5 artisti, tra cui Melotti, di cui è stata proposta una bellissima scultura, La Sequenza (1971), recentemente restaurata da Arnaldo Pomodoro. Un lavoro semplice e complesso al tempo stesso, che può essere considerato da diversi punti di vista. Da un lato, infatti, si presenta greve, come le sagome degli edifici industriali che l'attorniano, dall'altro, invece, mostra un carattere decisamente più lieve, mosso, di natura musicale. Quasi anche qui ci fosse spazio per il corpo e lo spirito, per la vita e la morte, per quel gioco lievissimo di equilibri e di ritmi, di luci e di ombre, di cui è fatta ogni esistenza.

  • Milano
    Lucio Fontana. Ambienti/Environments
    21 settembre 2017 - 25 febbraio 2018

    Hangar Bicocca
    Via Chiese 2 (traversa di Viale Sarca)
    Info. 02-853531764
    Orari: gio-dom 10-22

    Lucio Fontana è noto per i "Buchi" e i "Tagli", coi quali, suggestionato dalle scoperte scientifiche del tempo, cercava di superare i limiti della tela e dell'arte, ma, tra il 1949 e il 1968, ha realizzato anche alcuni straordinari ambienti spaziali per istituzioni e musei italiani (Galleria del Navglio, 1949; IX Triennale di Milano, 1951; Italia 61 a Torino; XIII Triennale di Milano, 1964; Palazzo Trinci a Foligno, 1967) e internazionali (Walker art Center di Minneapolis, 1966; Stedelijk Museum di Amsterdam, 1967; Documenta 4 a Kassel, 1968) anticipando in questo molte ricerche successive. Purtroppo si trattava di opere effimere, che sono andate perdute. Adesso però l'Hangar Bicocca, che già ospita le suggestive installazioni di Anselm Kiefer, ha deciso di dare vita a una mostra eccezionale, che è il frutto di ricerche e studi approfonditi, condotti da Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí in collaborazione con la Fondazione Fontana. E così alcuni di quegli incredibili lavori, realizzati con materiali fluorescenti, tubi al neon, luce di Wood, gomma, moquette e carta da parati, sono stati ricostruiti in base a foto e documenti d'epoca e si possono "vivere" e "sperimentare" in prima persona. Se non vi diciamo di più è perché non vogliamo rovinarvi la sorpresa, che è visiva, emozionale, percettiva e sensoriale. Andate a vederli e non ve ne pentirete!

  • Milano
    Apertura del MAUA, il museo di arte urbana aumentata di Milano
    Dal 17 dicembre 2017

    MAUA - Museo di arte urbana aumentata
    Passeggiate tematiche in 5 quartieri periferici della città

    Il 17 dicembre 2017 inugurerà il MAUA, un museo di arte urbana aumentata molto particolare, che è uno dei 14 progetti vincitori del "Bando alle Periferie", varato dal Comune per rivitalizzare alcune aree problematiche della città: Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese. Il MAUA, che ha vinto anche il premio "Digital Award – Il Coraggio di Innovare 2017", è un museo a cielo aperto, ma con tantissimi muri, che invita a scoprire 50 opere di street art disseminate in quartieri lontani dal centro e dai consueti percorsi turistici. La presentazione sarà preceduta da una passeggiata di due ore, dalla Stazione di San Cristoforo a Base, che farà sperimentare in anteprima, a chi ha avuto la fortuna di iscriversi per tempo, uno degli affascinanti percorsi museali creati grazie alla partnership di diverse organizzazioni: la cooperativa sociale Bepart (capofila), il centro per la cultura e la creatività BASE Milano, Avanzi - Sostenibilità per Azioni, la casa editrice Terre di Mezzo, la scuola di fotografia Bauer, il laboratorio di design PUSH. e la Fondazione Arrigo e Pia Pini. L'esperienza comunque non finirà qui. Usando lo smartphone e un'app, creata appositamente e scaricabile on-line, chiunque potrà inquadrare le opere, che - è giusto dirlo - sono state selezionate dagli abitanti delle 5 zone, dando vita a un lavoro di digital art in realtà aumentata, che ha coinvolto 50 giovani animation designer. Per prenotare le prossime visite e saperne di più, potete guardare in https://bepart.net/maua-museum o www.streetartfactory.eu/maua/ .

  • Milano
    Inaugurazione del Museo del Novecento
    Dal 6 dicembre 2010

    Museo del Novecento
    Palazzo dell'Arengario
    Via Marconi 1
    Info. 02-88444061
    Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

    Nel 2006, quando il Comune ha deciso di dare inizio ai lavori di risistemazione dell'Arengario, si pensava che il Museo del Novecento potesse essere inaugurato nel 2009, l'anno in cui Milano avrebbe ricordato il centenario del Futurismo, ma, come spesso accade quando si ha a che fare con un progetto impegnativo, c'è voluto un po' più di tempo. Ora comunque sembra che tutto sia a posto e che la data indicata, 6 dicembre 2010, sia quella definitiva. L'inaugurazione di questo nuovo spazio, ricchissimo di capolavori, che testimoniano la bravura degli artisti italiani del secolo scorso, sarà accompagnata da una lunga serie di spettacoli ed eventi. Padrino della manifestazione sarà il critico d'arte Gillo Dorfles, milanese d'adozione, che, coi suoi 100 anni, è un po' il simbolo del '900...

  • dettagli
  • Milano
    Gregotti Associati. Un progetto integrale (1953-2017)
    19 dicembre 2017 - 11 febbraio 2018

    PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
    Via Palestro 14
    Tel. 02-76009085
    Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30

    Milano sta attraversando una fase di grande trasformazione urbana e, per questo, il Comune ha deciso di realizzare al PAC una serie di mostre dedicate ai grandi maestri dell'architettura e del design. La prima, già inaugurata e curata da Guido Morpurgo, è quella dedicata a Vittorio Gregotti, che quest'anno ha compiuto 90 anni. Seguiranno quelle su Enzo Mari (2018) e Ignazio e Jacopo Gardella (2019). La rassegna in corso, che resterà aperta fino all'11 febbraio, racconta la storia dello Studio Gregotti & Associati e dei molti progetti realizzati in 64 anni di attività (1953-2017), in Italia e nel mondo. Lavori che spaziano dall'architettura al disegno urbano, dalla pianificazione territoriale agli allestimenti museali, dalla progettazione di arredi e prodotti industriali alla grafica e all'editoria. La mostra, che procede a ritroso dai lavori più recenti, realizzati in Cina (Pujiang), in Nord Africa e in Europa, a quelli degli anni '50 e '60, in cui - come dimostrano l'allestimento della XIII triennale e gli edifici delle cooperative d'abitazione milanesi - è molto forte la dimensione socioculturale, si apre con una rassegna di libri e riviste. Per Gregotti, infatti, l'architettura non è mai stata solo un'attività creativa e costruttiva, ma anche una pratica sociale e politica, un argomento di discussione e di apertura al confronto con altri ambiti del sapere, qualcosa su cui riflettere e pensare. Non ha mai amato le luci della ribalta, le novità estetiche, le esibizioni tecnologiche. È sempre stato un architetto impegnato, che ha partecipato al dibattito internazionale, ha scritto libri, ha diretto riviste importanti ("Casabella" e "Rassegna"), si è dedicato all'insegnamento. Quello che lo interessava, e lo interessa ancor oggi, è "Il territorio dell'architettura" (titolo di un suo libro/manifesto del 1966), l'analisi dei luoghi e della loro storia, per dare vita a qualcosa di nuovo e più adatto, rispettoso però del passato e della memoria degli uomini. Lo stile di Gregotti si caratterizza per ordine, misura, semplicità, precisione. Elementi che forse gli derivano dall'aver vissuto sulla propria pelle la vita della fabbrica di famiglia e delle persone che ci lavoravano. Un ricordo, che, come ha confessato lui stesso, non ha mai dimenticato e che è alla base anche di altre caratteristiche del suo Studio: la predilezione per il lavoro di gruppo, il rispetto dei luoghi e delle persone. Uno dei pezzi forti della mostra è sicuramente il Progetto Milano-Bicocca (1985-2007), fortemente voluto da Leopoldo Pirelli, che ha rivitalizzato un'area industriale obsoleta creando, attorno all'Headquarters Pirelli, un'università, un auditorium (un altro teatro lo ha realizzato ad Aix-en-Provence ispirandosi alla Montagne Sainte-Victoire di Cézanne), una "città nella città". Un'area di circa un milione di mq, che sarà possibile visitare, con dei tour guidati da prenotare scrivendo a visite@fondazionepirelli.org, il 20 e 27 gennaio o il 10 febbraio. Il 30 gennaio, al PAC, si parlerà invece del passato, presente e futuro del Progetto Bicocca, che è considerato uno dei grandi interventi urbani del secolo scorso. Presto potrebbe esserci comunque un altro suo intervento in città. Gregotti dovrebbe realizzare, infatti, la sede del CASVA, il Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, al quale ha già donato parte dei suoi archivi. Il catalogo della mostra è edito da Skira.

  • Milano
    Performing PAC
    1 marzo - 3 marzo 2018

    PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
    Via Palestro 14
    Tel. 02-76009085
    Orari: gio-ven 18-22:30, sab 17-02

    Con "Performing PAC" lo spazio civico milanese dedicato all'arte contemporanea apre i suoi archivi e dedica tre giorni alle arti performative. Oltre a partecipare a dibattiti, animati da studiosi di fama internazionale (Susanne Franco, Lois Keidan, André Lepecki) e a performance dal vivo, i visitatori potranno rivedere i video delle performance realizzate al PAC (Vanessa Beecroft, Marina Abramovic ecc.) e guardare foto e documenti relativi alle mostre che questa istituzione ha dedicato a Vito Acconci e Gina Pane. L'iniziativa rientra tra gli eventi organizzati dal Comune in occasione di "Museocity", che, a partire dal 2 marzo, coinvolgerà diverse istituzioni milanesi con aperture straordinarie, mostre, incontri, laboratori, eventi speciali. La manifestazione, che è alla sua seconda edizione, si concluderè il 4 marzo, ossia la prima domenica del mese. Una giornata in cui, come dovreste ormai sapere, gli spazi museali statali sono aperti gratuitamente a tutti, seguiti molto spesso da quelli civici e privati. Per conoscere tutti gli appuntamenti di "Museocity", potete guardare sul sito dedicato a questa iniziativa:.

  • Milano
    RI-SCATTI, Da Zero
    9 marzo - 18 marzo 2018

    PAC - Padiglione d'arte Contemporanea
    Via Palestro 14
    Tel. 02-88446359
    Orari: 9:30-19:30. Ingresso libero

    L'Associazione milanese Riscatti Onlus, fondata da Federica Balestrieri, torna al PAC per la sua quarta mostra di fotografia sociale e riparte "Da Zero", da quel terribile terremoto del 24 agosto 2016, che ha letteralmente spazzato via il paese di Amatrice troncando la vita di tanti suoi abitanti, colti nel sonno. Le immagini sono state realizzate da 13 ragazzi della zona (Vanessa Bakaj, Manuela Bonanni, Martina Capone, Roberto Spurio, Victoria Conti, Elisa Etrusco, Silvia Guerrini, Serena Natalucci, Livia Micozzi, Flaminia Bakaj, Maria Grazia Morante, Tatiana Spurio e Giorgia Paoletti), che hanno tra i 14 e i 19 anni, frequentano l’Istituto Omnicomprensivo di Amatrice e l'autunno scorso hanno seguito un workshop di fotografia tenuto da Amedeo Novelli e Stefano Corso in collaborazione con WJ – Witness Journal. Un'iniziativa che aveva lo scopo di farli riflettere su quanto avevano visto e vissuto, di aiutarli ad aprirsi e a superare il dolore. La mostra, che è stata realizzata grazie al contributo della Philip and Irene Toll Gage Foundation di Atlanta, racconta con parole e immagini la loro drammatica esperienza, durante e dopo il sisma, ed è accompagnata da hashtag e frasi tratte da libri o canzoni, che hanno offerto loro motivi di speranza e un aiuto per andare avanti. Molti di loro, infatti, hanno perso amici, parenti, conoscenti, hanno visto il loro mondo crollare in un istante, hanno dovuto immaginare un futuro diverso e ripensare le proprie vite. Non è stato facile e non lo è tuttora. Non solo per loro, ma anche per le loro famiglie. Molte sono state, infatti, le promesse dello Stato, che non hanno ancora avuto riscontro. C'è da sperare che questa mostra riporti l'attenzione di tutti su questa tragedia, che, come molte altre, è stata lasciata in sospeso e forse sarà presto dimenticata. Le fotografie sono in vendita. Il ricavato sarà usato, come hanno voluto i ragazzi, per dare una nuova sede al centro giovanile di Amatrice, distrutto due anni fa. L'immagine scelta per la locandina è stata scattata da Elisa Etrusco, che, secondo la Giuria, ha saputo raccontare molto bene le "piccole storie di resistenza e ricostruzione" dei suoi concittadini, persone forti e coraggiose, che non hanno nessuna intenzione di arrendersi e vogliono tornare il prima possibile alla normalità.

  • Milano
    Africa Africa
    15 marzo - 2 aprile 2018

    Palazzo Litta Cultura
    Corso Magenta 24
    Tel. 02-802941
    Orari: gio-dom 12-19

    Dopo esser stata al centro dell'attenzione all'ultima edizione di Mia Photo Fair, l'Africa torna di nuovo protagonista a Milano nella splendida cornice di Palazzo Litta Cultura, dove sono esposte fotografie e oggetti di design, che raccontano la straordinaria creatività di un continente in cui la tradizione sposa l'innovazione con risultati sorprendenti. A colpire sono soprattutto il riutilizzo dei materiali, i colori, i riferimenti a forme e oggetti del passato reinventati con grande libertà espressiva. Una libertà e inventiva che ritroviamo anche nelle foto degli artisti in mostra, che parlano, con intelligenza, ironia ed eleganza, di temi caldi, come le migrazioni, l'identità, gli scarti digitali, o la presenza dei neri in ruoli chiave della storia e della cultura europea. L'esposizione, che si propone di andare oltre gli stereotipi di un continente povero, bisognoso d'aiuto, è stata realizzata da MoscaPartners e Mia Photo Fair Project in collaborazione col Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina ed è accompagnata da alcuni incontri di approfondimento sull'attualità e sulla cultura africana, che è molto più effervescente di quanto immaginiamo. Il 24 e il 25 marzo ci sarà spazio anche per la danza e la musica. Info: www.palazzolittacultura.org.

  • Milano
    Outfit ‘900. Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando
    20 dicembre 2017 - 4 novembre 2018

    Palazzo Morando Costume Moda Immagine
    Via Sant'Andrea 6
    Tel: 02-88465933
    Orari: mar-dom 10-20, gio 10-22:30, lunedì chiuso

    Gli abiti parlano. Eccome se parlano. Grazie a loro, infatti, possiamo conoscere il gusto di chi li ha scelti, la fantasia e l'abilità di chi li ha creati, l'evento e il contesto storico in cui sono stati sfoggiati. Le notizie che si possono desumere sono davvero tante, soprattutto se gli abiti sono accompagnati da foto d'epoca e dai racconti di chi li ha donati o prestati, com'è successo in occasione della mostra "Outfit '900", che resterà aperta fino al 4 novembre 2018 al Museo Morando, che il Comune di Milano ha voluto dedicare al costume, alla moda e alla storia della città. L'esposizione è divisa in due sezioni, una dedicata al giorno, dove si trovano anche gli abiti da sposa, l'altra alla sera con gli abiti da ballo e di gala, tra cui spicca lo splendido vestito di Giorgio Armani, che Glenn Close ha indossato, nel 1994, alla Cerimonia degli Oscar. Dopo aver visto la mostra, date un'occhiata alle altre sale di questo bel palazzo settecentesco. Potrete scoprire molte cose su Milano, la sua storia, le sue trasformazioni. Alle vicende della città si ispira anche la mostra "Milano e la Mala", ospitata al pianterreno fino all'11 febbraio, che ci fa vedere l'altra faccia della realtà. Vestiti e lustrini lasciano posto alla paura e al terrore e la notte si colora di nero e di sangue. Le piccole bande della "Ligera" sono state soppiantate, infatti, dalla criminalità organizzata, che ha il controllo del gioco d’azzardo, della prostituzione e del traffico della droga.

  • Milano
    Escher
    25 giugno 2016 - 22 gennaio 2017

    Palazzo Reale
    Piazza Duomo 12
    Tel. 02-804062
    Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

    Se avete voglia di guardare qualcosa di diverso, andate a vedere la rassegna che il Palazzo Reale di Milano dedica all'incisore olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972). Un personaggio fuori dal comune, che, con le sue opere misteriose, è stato capace di stupire e affascinare scienziati, matematici, editori, cantanti, registi cinematografici e pubblicitari, incantati dalle sue visioni e dai suoi paesaggi impossibili, che mescolano scienza, natura, matematica, geometria, studi sulla percezione ed elementi decorativi desunti dalle architetture moresche e dall'Art Nouveau. La mostra, che ripercorre tutto il percorso artistico di Escher, spazia dagli anni '20 e '30, dominati dalla natura e dal paesaggio italiano, fino alle opere della maturità, che sono quelle più note e imitate, e permette di farsi un'idea della sua enigmatica visione del mondo, in cui ciò che appare non è esattamente ciò che è. I lavori di Escher fanno tutti parte della collezione di Federico Giudiceandrea, un ingegnere elettronico, che è sempre stato un grande ammiratore dell'artista. Giochi e pannelli illustrativi aiutano a capire cosa c'è dietro l'universo escheriano fornendo ai visitatori alcune, possibili, chiavi di lettura delle sue opere, che offrono ogni volta qualcosa di nuovo a chi le guarda attentamente.

  • Milano
    Il mondo fluttuante di Toulouse-Lautrec
    17 ottobre 2017 - 18 febbraio 2018

    Palazzo Reale
    Piazza Duomo 12
    Tel. 02-804062
    Orari: mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

    Grazie alla collaborazione del Musée Toulouse-Lautrec di Albi e altri importanti musei internazionali, il Comune di Milano è riuscito a realizzare una grande mostra su Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), l'artista che ha rivoluzionato il mondo delle "affiches". L'interesse per le stampe giapponesi (alcune delle quali presenti in mostra), lo portò, infatti, all'ideazione di un nuovo stile, caratterizzato da colori brillanti, contorni netti, tratti liberi e nervosi, tagli compositivi audaci e pieni di movimento, coi quali raccontò la vita vera di Montmartre e dei suoi locali, offrendo uno spaccato frivolo e decadente della gente che affollava i cabaret, i caffé-concerto, le sale da ballo e i bordelli della Parigi della "Belle Époque". Aiutato in questo dall'uso delle fotografie, che spesso sostituivano gli schizzi dal vivo. Moltissimi sono anche i ritratti che fece ad attori e cantanti (Aristide Bruant, Albert Caudieux, Yvette Guilbert, Jane Avril, May Belfort, Berthe Bady), ballerine (May Milton, Marcelle Lender, La Goulue, Loïe Füller), modelle (Suzanne Valadon) e prostitute. Le persone che aveva scelto di frequentare nonostante le nobili origini. Il modo in cui Lautrec affronta i soggetti delle sue opere è ironico, disincantato, provocatorio, ma diventa partecipe nei confronti dei soggetti più umili e indifesi, come le ragazze delle case chiuse, di cui spesso racconta la semplice, e malinconica, quotidianità. Non c'è comunque nessun intento moralistico o accusatorio e, del resto, sarebbe strano il contrario. Con la sua vita e le foto che ha voluto lasciare di sé, ha sempre dimostrato, infatti, di essere un personaggio controcorrente e fuori dal coro. La mostra, curata da Danièle Devynck (direttrice del Museo di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, parte dalle opere giovanili di Lautrec e tiene conto di tutta la sua produzione artistica proponendo dipinti, disegni, litografie, acqueforti, studi, bozzetti e la serie completa dei suoi celebri manifesti, da cui traspare la stupefacente modernità del suo lavoro, che ha aperto la strada alla grafica pubblicitaria.

  • Milano
    Conviviando. L'arte della tavola tra passato e futuro
    25 gennaio - 15 febbraio 2018

    Palazzo Reale
    Piazza Duomo 12
    Tel. 02-804062
    Orari: mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

    Tra poco è ora di cena, il momento giusto per parlare dell'arte di apparecchiare la tavola e ricevere gli ospiti, che è l'oggetto di "Conviviando", una mostra aperta, fino al 15 febbraio, nelle belle sale dell'Appartamento del Principe del Palazzo Reale di Milano. L'esposizione è curata da Cinzia Felicetti, direttrice di "Marie Claire Maison", che, per i suoi "ricevimenti", ha preso spunto dalle eleganti scene conviviali di film famosissimi, come Il Gattopardo, Vatel, Marie Antoinette, Morte a Venezia, Il grande Gatsby ecc. Il percorso espositivo è strutturato in senso cronologico per far capire l'evoluzione del gusto, dei costumi e della mise en place, un vero e proprio trionfo di piatti, posate, bicchieri, brocche, tovaglie, argenterie, suppellettili, mobili, piante e decorazioni floreali. Una gioia per gli occhi e per il palato di chi ha potuto approfittarne. A noi resta il piacere di perderci in queste scene di altri tempi accompagnati da musiche d'epoca e proiezioni cinematografiche sperando che il futuro non ci riservi davvero l'esperienza con cui si chiude la mostra.

  • Milano
    James Nachtwey. Memoria
    1 dicembre 2017 - 4 marzo 2018

    Palazzo Reale
    Piazza Duomo 12
    Tel. 02-804062
    Orari: mar-dom 9:30-19:30, gio e sab 9:30-22:30

    Come segno visibile del suo impegno per la pace, il Comune di Milano ha deciso di allestire, a Palazzo Reale, una grande mostra su James Nachtwey (Syracuse, 1948), uno dei maggiori fotoreporter e inviati di guerra del nostro tempo, considerato l'erede di Robert Capa. Un uomo dallo sguardo lucido e attento, ma anche compassionevole, che ha cominciato a interessarsi alla fotografia e al suo valore testimoniale alla metà degli anni '60, quando era molto acceso il dibattito sulla guerra in Vietnam, e a partire dagli anni '80 ha iniziato a darsi da fare in prima persona per mostrare a tutti, grazie alle sue immagini, l'arroganza del potere, la crudezza della guerra, la violenza del terrorismo, lo sguardo vuoto della disperazione, diventando a sua volta un punto di riferimento per gli altri reporter. Le sue foto, che sono uno strumento di lotta e impegno civile, raccontano le conseguenze tragiche delle crisi che hanno attraversato, e attraversano il nostro tempo, dallo sciopero della fame a Belfast (1981) a oggi. Parlano di quello che è successo nei Balcani, in Cecenia, in Romania, in Darfur, in Sud Africa, in Rwanda, dell'attentato alle Torri Gemelle di New York e delle guerre in Afghanistan e Iraq, di malattie come la tubercolosi e l'Aids, di droga, di povertà e di fame, dell'inquinamento e dei disastri naturali che stanno devastando la terra (Nepal, Haiti, Giappone, Indonesia), del dramma degli homeless e dei migranti che cercano di arrivare in Europa. La maggior parte delle sue foto sono foto di guerra, ma, come ha scritto Wenders nel 2012, Nachtwey "va in guerra e si espone... per creare la pace, partendo da un odio sconfinato per la guerra e da un amore sconfinato per gli esseri umani". Le sue "memorie" sono immagini forti, dure, ma compositamente perfette, di una bellezza che si fa fatica a guardare per le tragedie e le crudeltà che ci costringono a vedere. Rappresentano il suo pietoso omaggio alle atroci sofferenze degli uomini, delle donne e dei bambini raffigurati e ci invitano a guardare in faccia il dolore, l'ingiustizia, la violenza, la morte perché il nostro sguardo e la nostra coscienza non si voltino altrove, perché dalla sua denuncia scaturisca il cammino verso il cambiamento e la pace. Per questo, saranno oggetto di alcuni dibattiti, che si terranno nei prossimi mesi a Milano e ci aiuteranno a riflettere sulle cause e le conseguenze di questi eventi drammatici, che magari non ci toccano personalmente, ma fanno parte della nostra storia e ci riguardano in quanto esseri umani.

  • Milano
    Maurizio Cattelan. L.O.V.E.
    24 settembre 2010 - 31 dicembre 2042

    Piazza Affari

    Nonostante le polemiche, che hanno accompagnato l'inaugurazione della sua mostra a Palazzo Reale e l'installazione del "Dito" in Piazza Affari, Maurizio Cattelan è riuscito a vincere ancora una volta. La sua scultura, che avrebbe dovuto essere smantellata il 3 ottobre, poi il 24 ottobre 2010, il 9 gennaio 2011 e il 30 settembre 2011, infatti, resterà posizionata lì dov'è per altri 6 mesi, fino al 30 maggio 2012. Cosa succederà dopo, è tutto da vedere... Notizie recenti parlano di un accordo tra artista e Comune che vincolerebbe l'opera sul posto fino alla fine del 2042.

  • Milano
    MIA Photo Fair 2018
    9 marzo - 12 marzo 2018

    The Mall
    Piazza Lina Bo Bardi - Porta Nuova
    Orari: ven 12-21, sab-dom e lun 11-20

    È stata inaugurata ieri l'VIII edizione di MIA Photo Fair, uno degli eventi fieristici più apprezzati dagli appassionati di fotografia. La manifestazione, che è diretta da Fabio e Lorenza Castelli, vede la partecipazione di 90 gallerie (37 delle quali straniere), che propongono fotografi di fama consolidata, nuovi artisti e progetti originali. Tra le tante proposte, segnaliamo quelle dei fotografi indipendenti, selezionati dal Comitato Scientifico (le cosiddette Proposte MIA), quelle delle gallerie Jorg Maass Kunsthandel di Berlino, Suite 59 di Amsterdam, Frederic Got di Parigi e le italiane Contrasto, Spazio Damiani, Photo & Co., che ci consentono di rivivere la storia della fotografia, e quelle di due gallerie milanesi: la nuova Galleria Still Young, che intende sostenere giovani artisti tra 18 e 25 anni, e la Galleria Art D2, che rende omaggio al fotografo e gallerista Mimmo Dabbrescia, che, tra gli anni '60 e '70, ha realizzato dei bei ritratti di De André, Celentano, Battisti, Mina, Paoli, Dalí, Buzzati ecc. Come lo scorso anno, sono previsti degli approfondimenti su fotografi legati a specifiche aree geografiche, che sono Cuba, Isole Baleari, Africa e Ungheria, un paese che viene ospitato per la seconda volta dato che ha riscosso grande successo nel 2017. Come sempre, la Fiera è l'occasione per il conferimento di molti premi (BNL Gruppo BNP Paribas; Archivi Aperti di Eberhard & Co., andato all'Archivio Carla Cerati anche se ci sono state due menzioni d'onore per Gian Paolo Barbieri e Paola Mattioli; RaM Sarteano) e di alcune mostre ("Faces & light" di Antoine Le Grand; "Calendario Lavazza 2018" di Platon su idea di Armando Testa, dedicato agli ambasciatori della sostenibilità; "Kabuki e Piuma di Kartell" dello Studio Klunderbie). A rendere MIA ancora più ricca concorrono l'area dedicata all'editoria e un articolato programma culturale con interventi legati a collezionismo, diritto, scienza, psicoanalisi ecc. Info: www.miafair.it.

  • Milano
    "I Bagni Misteriosi" di Giorgio de Chirico
    Dal 23 gennaio 2010

    Triennale
    Giardino
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Info: sab-dom 10:30-17, ingresso libero. 24 e 31 dicembre chiuso, 25 dicembre e 1° gennaio 2013 aperto dalle 14 alle 20:30

    Fino a qualche anno fa arrivando alla Triennale dal Parco Sempione si poteva notare un enigmatico complesso scultoreo, in grave stato di degrado, quello de I Bagni Misteriosi, che oggi è stato finalmente restaurato e restituito alla città. Era stato realizzato da Giulio Macchi in occasione della mostra "Contatto Arte/Città" del 1973, ma l'idea non era certo sua. Il piano progettuale e i due bagnanti erano frutto, infatti, della creatività di uno dei più famosi artisti del '900, Giorgio de Chirico, considerato il padre della Metafisica. L'intervento di recupero, condotto da Gianfranco Mingardi, ha portato al risanamento di quasi tutte le sculture e alla ricostruzione del tessuto cromatico, che si era quasi totalmente deteriorato. L'opera, che per ora è coperta da un telone, in futuro sarà protetta da una teca trasparente per rispettare l'idea di De Chirico, che aveva voluto creare "un quadro nel paesaggio".

  • Milano
    New Perspective
    26 gennaio - 18 febbraio 2018

    Triennale
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Orari: 10:30-20:30, lunedì chiuso

    Fino al 18 febbraio, la Triennale di Milano ospita la mostra "New Perspective", curata da Denis Curti, che ha potuto contare sulla collaborazione di 23 artisti italiani della "generazione di mezzo", ma già noti, che hanno messo a disposizione le loro opere per un importante progetto di sensibilizzazione e fundraising. La mostra è stata realizzata, infatti, a favore dell'AIL (Associazione Italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma), anche se ciò non vuol dire che dovete aspettarvi foto, video e installazioni che parlano di malati o malattie. Gli artisti sono stati scelti perché le loro opere invitano a guardare la realtà da altri punti di vista, perché fanno capire che ci sono diversi modi di percepire le cose e affrontare la vita. Quello che noi vediamo, infatti, non corrisponde sempre alla verità perché ci sono sfaccettature e dettagli che possono sfuggirci. Questo succede, per esempio, pensando a Dubai, di cui apprezziamo le bellezze architettoniche e l'ospitalità senza conoscere le sofferenze e le ingiustizie subite da chi ha contribuito a rendere così affascinante questa città. In questo caso, è Francesco Iodice ad aprirci gli occhi. Nel caso del mieloma multiplo, lo fa l'AIL, che ci informa su questa malattia e ci dice cosa si può fare per curarla, o almeno guadagnare tempo. Solo mettendoci nei panni dei malati possiamo capire come certi eventi abbiano cambiato la loro vita e quella dei loro familiari. Solo cercando di aiutarli possiamo trasformare un momento di incertezza, sofferenza e disperazione in qualcosa per cui valga la pena di vivere e lottare. Gli artisti, il curatore, gli sponsor hanno fatto la loro parte, ora tocca a noi. I proventi derivanti dalla vendita dei biglietti e del catalogo, realizzato da Silvana Editoriale, saranno integralmente donati ad AIL, che li userà per portare avanti le sue attività di sensibilizzazione, ricerca, assistenza e sostegno ai pazienti e ai loro familiari. Andando alla mostra, farete del bene a loro e anche a voi perché ci sono opere davvero interessanti.

  • Milano
    Ettore Sottsass. There is a planet
    15 settembre 2017 - 11 marzo 2018

    Triennale Design Museum
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Orari: 10:30-20:30, gio 10:30-23, lunedì chiuso

    Ettore Sottsass è nato 100 anni fa a Innsbruck ed è morto a Milano nel 2007. Quindi, secondo l'Assessore del Corno, la città potrebbe avere presto una via, o una piazza, intitolata a lui. Nel frattempo, è la Triennale a rendergli omaggio con una mostra emozionale, curata dalla sua ultima compagna, Barbara Radice, con la quale ha condiviso trent'anni di vita ed esperienze in giro per il mondo. La rassegna, che può sembrare un po' confusa, è tutta giocata sui titoli delle varie stanze, che richiamano oggetti, testi, progetti, opere e pensieri di questo personaggio poliedrico e singolare, che è stato architetto, designer, pittore, scultore, fotografo, fondatore del Gruppo Memphis, ma soprattutto un uomo intelligente e sensibile, pieno di dubbi, curiosità e malinconie. La mostra, che trae il nome da un suo progetto dei primi anni '90, mai realizzato, è il suo "pianeta", il suo testamento spirituale, ciò che ci ha lasciato e su cui possiamo riflettere e interrogarci. Ci sono gli oggetti, i mobili, i progetti, i disegni, ma la parte più interessante è legata, secondo noi, alle foto, attente ai dettagli e mai banali, e agli scritti, che ci accompagnano lungo tutto il percorso e ci parlano di lui e di noi, dei sogni e dei problemi degli uomini.

  • Milano
    Artico. Ultima frontiera
    8 febbraio - 25 marzo 2018

    Triennale
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Orari: 10:30-20:30, gio 10:30-23, lunedì chiuso

    Ragnar Axelsson (islandese), Carsten Egevang (danese) e Paolo Solari Bozzi (italiano) si sono conosciuti casualmente in quell'ampia porzione di terra che chiamiamo Artico e che comprende Groenlandia, Siberia e Islanda. Erano lì per portare avanti dei progetti di ricerca fotografica sulla natura del posto, sulla dura vita degli Inuit (gli Esquimesi di una volta), sui loro rapporti sociali, sulle problematiche legate al clima e al surriscaldamento globale, che stanno mettendo a dura prova le popolazioni autoctone e gli animali. Hanno parlato a lungo, hanno confrontato le loro esperienze, e, alla fine, hanno deciso di organizzare una collettiva per mostrare a tutti il volto ferito e affascinante di questa terra infranta e selvaggia, che presto potrebbe scomparire. Come del resto stanno scomparendo le tradizioni millenarie di questa gente, che, grazie alla TV e ai cellulari, ha cominciato a scoprire altre realtà e altri modi di vivere, più semplici e meno faticosi. Un mondo di cui molti, e soprattutto i giovani, vorrebbero far parte, ma in cui non è facile trovare il proprio spazio. Si crea così una situazione drammatica, che, sommata alle difficoltà quotidiane e alla difficoltà di procacciarsi il cibo, porta le persone a bere molto e a pensare persino al suicidio. La mostra, che è itinerante e ha già avuto un precedente a Venezia, alla Casa dei Tre Oci, propone 60 straordinarie foto in bianco e nero, scattate con grandi difficoltà e amore. Raccontano l'eterno conflitto tra uomo e ambiente, il rapporto coi cani e con gli altri animali, che sono una risorsa fondamentale per la sopravvivenza, la surreale bellezza di queste vastissime distese di ghiaccio e neve, che rischiano di scomparire se non si riesce a sensibilizzare il mondo sui temi della sostenibilità ambientale e del riscaldamento terrestre. Data l'attualità di questi argomenti, ai quali sono dedicati anche dei video, il 27 febbraio la Triennale ospiterà un Summit sul cambiamento climatico intitolato "Artic. Last Frontier", al quale parteciperanno studiosi provenienti da diverse parti del mondo. La mostra, che è curata da Denis Curti e Marina Aliverti, resterà aperta fino al 25 con ingresso libero.

  • Milano
    999. Una collezione di domande sull'abitare contemporaneo
    13 gennaio - 2 aprile 2018

    Triennale
    Viale Alemagna 6
    Tel. 02-724341
    Orari: 10:30-20:30, gio 10:30-23, lunedì chiuso

    In un momento storico in cui si sente sempre più spesso parlare di sharing economy, co-housing e co-working, anche le nostre esistenze e i luoghi dove viviamo sono inevitabilmente soggetti a trasformazione. Una trasformazione che non è solo tecnologica, ma riguarda anche le abitudini, i modelli sociali e le esperienze. Ecco perché Stefano Mirti, che è il curatore della mostra ha deciso di mettere in scena una società della condivisione, dello scambio, della collaborazione invitando i visitatori a guardare, partecipare, fare domande e, magari, dare anche qualche risposta utile per accompagnare i cambiamenti e migliorare la qualità della vita. Un esperimento sociale che continuerà almeno fino al 2 aprile, quando chiuderà questa esposizione mutante, ricca di idee, suggestioni e punti interrogativi, alla quale hanno dato un apporto fondamentale università, centri di ricerca, imprese, scuole, associazioni ecc. Negli spazi che ospitano la mostra si alterneranno, infatti, ogni giorno worksop, incontri, confronti, performance e conferenze per dare voce a chiunque abbia qualcosa da dire o da raccontare. L'esposizione comunque non vivrà solo nello spazio fisico della Triennale, ma anche sul web attraverso i suoi canali Social per condividere ciò che sta accadendo con chi non ha ancora visto la mostra o vuole sapere le novità. Se volete conoscere i programmi, potete guardare in www.999domandesullabitare.org.

  • WWW
    Vip Art Fair. International Contemporary Art Fair
    22 gennaio - 30 gennaio 2011

    Online

    In momenti di crisi occorre inventiva e spirito di iniziativa. Due doti che sicuramente non mancano al gallerista newyorchese James Cohan, che è stato l'ideatore di questa mostra mercato assolutamente inedita, che ricalca l'aspetto di una fiera tradizionale, ma si svolge solo sul Web...

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